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Europe-DhimmiSi chiama Kaiciid, ed è un nuovissimo Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale che il re saudita Abdullah Ben Abdulaziz ha voluto fondare a Vienna assieme ad Austria e Spagna dopo aver ottenuto un riconoscimento anche dall’Onu. E il Vaticano manda un suo rappresentante.  (…) Sui libri di testo degli studenti delle superiori, pubblicati dal ministero dell’Istruzione di Riad, si leggono frasi del tipo: «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l’approvazione dei musulmani». E recita un libro in uso alle scuole medie: «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù». (…) Il Partito verde austriaco ha espresso dubbi sulle reali intenzioni del regno saudita nel promuovere il Centro – e pagare le spese per i primi tre anni – quando nello stesso tempo esso finanzia molte moschee in Europa dove si predica il wahabismo, l’islam radicale e guerriero. qui

Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)

Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.

A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgiopromette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”.

Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui

«Religione di pace», naturalmente.

Nell’operazione condotta in varie città della Francia sono state arrestate dieci persone. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco in risposta agli spari del ricercato, un trafficante di droga convertito all’Islam, le cui impronte sono state trovate sulla bomba a mano lanciata il mese scorso contro un negozio ebraico. Secondo il procuratore di Strasburgo Patrick Poirret, l’uomo appariva “molto determinato e aveva probabilmente l’intenzione di diventare un martire“. Il 33enne Jeremy Sidney, “era noto come membro del movimento jihadista” ha aggiunto il procuratore. (…) I procuratori di Strasburgo, che hanno curato la retata antiterrorismo, hanno spiegato che è stato grazie a quest’identificazione che è stato possibile giungere all’arresto di undici persone, tutte di nazionalità francese, nate fra gli anni ’80 e ’90 e simpatizzanti di movimenti integralisti islamici. (Adnkronos)

 

Usare denaro o beni di consumo per comprare voti è proibito dalla religione. La fatwa e’ stata emessa dal Darul Iftaa, l’autorita’ egiziana che emette gli editti religiosi. (…) L’Islam invoca l’onestà, il rispetto della libertà di scelta, e fa appello alla lotta alla corruzione e alla menzogna. qui

Prima i ROS, poi la Digos: le forze dell’ordine vogliono vederci chiaro, anzi, vogliono semplicemente capire, e dunque prelevano i dvd con la registrazione della puntata.

Il vicesindaco Fabio Rolfi, per sempio, si dice senza giri di parole contrario: «Desidero esprimere forte preoccupazione per il fatto che venga data possibilità a un predicatore musulmano di trasmettere il proprio messaggio attraverso emittenti televisive bresciane, con l´obiettivo, tra l´altro di creare una televisione islamica che trasmetta sul territorio nazionale. Queste situazioni rappresentano l´ostacolo maggiore all´integrazione degli stranieri nella nostra società e forse dimostrano come alcune comunità abbiano scarso interesse ad integrarsi. Sarebbe opportuno che trasmissioni di questo tipo fossero in lingua italiana». qui

(…) Lo scorso Lunedì proprio ‘Amnesty International’ ha pubblicato un paper niente meno che sulla discriminazione dei musulmani in Europa. Il paper – lunghissimo, interminabile, noioso – recita il seguente titolo: “Choice and Prejudige: Discrimination Against Muslim in Europe”. (…) Nell’assurdità di tutto questo, c’è da chiedersi come sia possibile che qualcuno ad Amnesty abbia autorizzato uno studio tanto approssimativo e ridicolo. Ma ci spieghino gli autori del report, con le piccole ‘conclusions’, come sia possibile che una comunità che è tanto discriminata, sia passata in pochi decenni da poche centinaia di migliaia di unità a quasi trenta milioni di persone in Europa. Se fossero così discriminati, perché rimarrebbero? qui

(…) Azzedine Gaci, presidente del Consiglio regionale del Culto musulmano Rhône-Alpes (Francia), ha affermato che alcuni «cercherebbero persino di stabilire un legame, che si rifarebbe implicitamente a una regola secondo cui la violenza sarebbe un dato intrinseco dell’Islam». Il leader musulmano ha citato versi del Corano e precetti della Sunna per ribadire come l’Islam sia una «religione di pace», secondo la quale «l’uomo è sulla terra non per distruggere la vita ma per donarla». Un concetto – ha tenuto a sottolineare – che accomuna tutte le religioni.  (…) qui

(…)  Secondo fonti vicine all’inchiesta si chiama Mohammed Merah ed è di origini algerine. Il giovane era sotto osservazione della Direzione centrale delle Informazioni interne (Dcri) da dopo gli attacchi ai tre militari (l’11 marzo e lo scorso giovedì).  (…) Nonostante il sospetto omicida si dichiari anche mujaheddin, cioè patriota, combattente per la sua religione, il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, respinge ogni connessione tra i tre attentati di Tolosa e l’Islam: «Non c’è compatibilità tra la religione musulmana, al 99,9% pacifica, urbana, responsabile, non violenta e completamente integrata nel nostro paese, e queste minime, piccole, frange di persone decise a causare dolori atroci». qui

Secondo gli inquirenti era lei a divulgare in rete i farneticanti messaggi pro jihad di Mohamed Jarmoune, il ragazzo marocchino do 20 anni arrestato ieri a Brescia. Lei è l’ex fidanzata del ragazzo, 27 anni, studentessa universitaria, che vive a Gorla Minore da sempre con la famiglia di origine marocchina. Una famiglia perfettamente integrata dove tutti vivono all’occidentale, senza fanatismi religiosi di alcun genere. qui

(…) Negli ultimi dieci anni i musulmani sono stati offesi e discriminati, posti al centro di un dibattito strumentale, dipinti come un problema e una potenziale minaccia, i loro diritti, da normale questione di civiltà, sono diventati terreno di scontro e di propaganda politica ignorando i principi sanciti dalla nostra Costituzione. (…) qui

Apparterrebbero al gruppo islamista Boko Haram, secondo quanto ha annunciato il presidente nigeriano Goodluck Jonathan, i sequestratori e killer di Franco Lamolinara e Chris McManus. Rovesciare il governo della Nigeria e creare uno stato islamico sono gli obiettivi per cui si battono da ormai quasi dieci anni i militanti del gruppo, che ha la sua roccaforte a Maiduguri, nel nordest del Paese. (…) In lingua Hawsa, ‘Boko Haram’ significa ‘la cultura occidentale è proibita’ e il movimento promuove la diffusione di una versione dell’Islam che considera ‘haram’ (vietato) per i musulmani prendere parte ad attività politiche o culturali che siano in qualche modo legate all’Occidente. Così, secondo il gruppo, è ‘haram’ votare alle elezioni, ma anche frequentare istituti che non siano scuole islamiche. (Adnkronos)

Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo.  Fiamma Nirenstein, qui

«E’ evidente che la campagna di inusitato odio razzista, xenofobo e islamomofobo orchestrata da alcuni gruppi e partiti politici, giornalisti, curatori di blog e siti anti-islamici e da specifici utenti di determinati social-network sta cominciando a produrre le sue prime gravissime conseguenze. Invitiamo con forza la Magistratura e le Forze dell’Ordine di questo Paese a vigilare attentamente sull’operato criminale di alcuni gruppi e individui, i quali giornalmente incitano apertamente all’odio razziale e alla xenofobia nei confronti di esseri umani che hanno soltanto la colpa di avere il colore della pelle o la religione diversa dalla loro(…).» qui

«(…) I Musulmani non combattono nessuno fino a quando non gli hanno parlato della religione di Allah e dato loro la possibilità di scegliere tra due cose: o accettare l’Islam o, in caso di rifiuto dell’Islam, mantenere le loro religioni, pagando la Jizyah (tassa) ai Musulmani in cambio della protezione. Se essi rifiutano entrambe queste scelte, allora sono da combattere (…) Tra queste sentenze vi è che dobbiamo amare per la causa di Allah e odiare per la causa di Allah

«Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali dirittie libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.» qui

«(…) Se ti dicessero: “Chi sono le creature peggiori le quali siamo obbligati ad odiare (per le opere malvagie da loro commesse)?” Dì: Sono gli ebrei, i cristiani e gli adoratori degli idoli. La prova per questo è il detto di Allah: “In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti“. [Al-Bayyina: 6] Ed Allah dice: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato”. [Al-Mujâdala: 22]» qui

«(…) Gesù (p.s.l.), il quale è vissuto 2000 anni fa, è un messaggero benedetto di Allah. Egli gode di una stima elevata sia in questo mondo che nell’altro, come rende noto il Corano. La vera religione da lui recata permane ancora oggi, sebbene soltanto di nome. Questo perché l’insegnamento originale comunicato da Gesù (p.s.l.) è oggi distorto. Anche il libro di Allah rivelato a Gesù (p.s.l.) è oggigiorno tale soltanto nominalmente. Il testo originale di questo libro è oggi inaccessibile. Le fonti cristiane hanno subito varie alterazioni e distorsioni. 

Ne consegue che è inverosimile pensare di potere ottenere ora una vera conoscenza di Gesù (p.s.l.) sulla base di fonti cristiane. Le uniche fonti dalle quali è possibile ricavare una conoscenza accurata di Gesù (p.s.l.) sono il Corano, il libro che, come Allah assicura, rimarrà inalterato sino al Giorno del Giudizio, e la Sunnah del Suo Messaggero. (…)» qui

Abu Hurairah (ra) ha narrato: “Il Profeta, la pace sia su di lui, ha detto: ‘Non c’è alcun profeta fra me e lui, vale a dire, ‘Isa, la pace sia su di lui. Egli discenderà (sulla terra). Quando lo vedrete, riconoscetelo: un uomo di statura media, capigliatura rossastra, con indosso due indumenti di colore giallo chiaro, dal cui capo, sebbene non bagnato, sembrerà che cadano gocce. Egli combatterà la gente per la causa dell’Islam. Spezzerà la croce, ucciderà il maiale, e abolirà la jizyah. Allah cagionerà la distruzione di tutte le religioni eccetto dell’Islam. Annienterà il Dajjal e vivrà sulla terra per quaranta anni, poi morirà . I Musulmani pregheranno per lui.’” (Abu Dawud). qui

(…) El Sisi annuncia una partecipazione di almeno 150 musulmani alla manifestazione nata per rivendicare il diritto alla moschea della comunità islamica (…) «Un diritto che ci viene negato con ogni mezzo da 6 lunghissimi anni, soprattutto per volontà del Pdl e della Lega che non ci concedono alcuno spazio di culto in barba alla Costituzione». Il tragitto del corteo (dalle 11 alle 13) non è privo di forte valenza simbolica: dai bastioni antichi della Como romana, gli islamici transiteranno in pieno centro storico fino ad arrivare in Comune. E quindi a 200 metri dal Duomo. Siccome al tracciato è stato garantito il benestare della Questura, tanto è bastato al deputato leghista, Nicola Molteni per infuriarsi: «E’ una vergogna che questo corteo sia stato autorizzato. Per la moschea a Como non c’ è posto, punto e basta (…)». qui

(…) Il signor El Sisi, architetto di mestiere, egiziano d’origine, anni 60, in Italia da 40, prescrive i seguenti passi:
1) scuse pubbliche degli italiani a tutti i musulmani.
2) sanzioni penali per i direttori dei giornali che hanno pubblicato le malaugurate vignette (par di capire che qualche settimana di carcere, anche con la condizionale – non essendo previste dal nostro ordinamento le nerbate sulla pubblica piazza, o il taglio della mano blasfema – potrebbe bastare. È il principio che conta).
3) Introduzione di una norma legislativa che tuteli i musulmani e il culto del Profeta.
4) Spazi sui principali quotidiani italiani (ma mica una notizia francobollo ogni tanto. Ci vuole una pagina intera per almeno quattro mesi, meglio un anno, con cadenza bisettimanale) affinché´ i musulmani possano spiegare agli italiani, con tutto il bell’agio che la materia merita, la figura e il pensiero di Maometto.

(…) Conosco i sentimenti della sua popolazione, la cultura, i valori. Ma c’è un ma». Sarebbe? «Che non devi ficcare il naso nelle mie credenze. Il Profeta, il Corano, Allah, Gesù, il Vangelo, la Bibbia, Abramo non devono essere toccati per nessun motivo. Perché´ la mia libertà finisce dove comincia la tua. E ogni buon musulmano preferisce immolare la sua vita piuttosto che vedere offesa la figura del Profeta. (…) Sì, ma le scuse formali non bastano. Per completare l’opera, soprattutto all’estero, ci vuole una maggiore diffusione del messaggio del Profeta. Ed esperti veri. Non gente come quel sedicente esperto del Corriere della Sera, che di Islam non capisce nulla. Gente che spieghi, che diffonda la parola del Profeta ». qui

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Napolitano: «Turchia valore aggiunto per l’Europa» qui

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Il Musulmano non dovrebbe essere ingannato dalle cosiddette organizzazioni per i “Diritti Umani”. (…) Considerano come un diritto umano il non credere in qualsiasi religione e l’esprimere la propria opinione – anche a proposito dei Profeti – senza alcun timore o vergogna, e sostengono anche la liberazione della donna dal controllo del padre, del marito o della religione. (…)

Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali diritti e libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.

(…) E’ un appello ad abolire la sentenza sull’apostasia, e ostentare apertamente i principi del kufr e dell’eresia. E’ un appello ad aprire le porte a tutti coloro che vogliono criticare l’Islam o Muhammad, il Profeta dell’Islam (sallAllahu ‘aleyhi wa sallam) ed avere la libertà di criticare ed esprimersi senza alcuna restrizione.

(…) Hanno anche dato alla moglie gli stessi diritti del divorzio come quelli che ha il marito. Questo è qualcosa che causa la ribellione delle donne contro i loro mariti e che conduce alla disgregazione delle loro famiglie. qui

«Torino: esponente di Lega Nord minaccia studentessa musulmana»

Uno spazio dove inginocchiarsi per la preghiera del mezzogiorno, del pomeriggio e del tramonto. È questa la richiesta di Malek, la studentessa turca iscritta alla facoltà di Scienze del Politecnico di Torino. Un modo, scrive la ragazza, per poter proseguire serenamentemente la sua normale routine di studentessa e musulmana. (…) Ma invece, Mario Carossa, del Gruppo regionale della Lega Nord ha detto che quella dei musulmani per la religione e la creazione dei luoghi di preghiera ovunque si trovino è una vera e propria ossessione. Che cosa c’entra l’Università di Torino con la preghiera? Se questa studentessa è tanto interessata alle università coraniche ne può trovare nel mondo arabo senza venirle a cercare in Italia. Ha detto Carossa. Se questa studentessa turca è tanto interessata alla nostra Università la invito a pensare allo studio e non a come trasformare la casa della scienza, che per definizione è laica, nell’ennesimo luogo di preghiera. qui tramite Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani

(…) I musulmani rappresentano già un quarto della popolazione di Bruxelles. Per la maggior parte sono marocchini (70%) e turchi (20%), con un residuo misto di albanesi, egiziani, pachistani e nordafricani, giunti in Belgio a partire dagli anni Sessanta con un permesso di lavoro. Hanno utilizzato le leggi che favorivano la riunificazione familiare, portando al seguito mogli (al plurale) e figli. Per quanto riguarda i celibi, oltre il 60% dei giovani marocchini e turchi si sposano esclusivamente con persone del loro stesso Paese d’origine. Nessun contatto con gli “infedeli”. 

Si moltiplicano i minareti e le moschee sono proliferate fino a raggiungere il record di 77, mentre le donne che indossano il velo, il burqa o il niqab sono sempre più numerose. Ma piuttosto che le aride cifre sui ritmi di crescita demografica, a indicare lo scenario prossimo futuro è il nome più diffuso fra i neonati, già dal 2008: Mohammed. qui

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