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Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo.  Fiamma Nirenstein, qui

«(…) Amr Khaled, in un suo lungo discorso disse quanto segue: Vi è un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamoe sentiamo di averne bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui. 

(…) Chiaro che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). (…) È necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).»  qui

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Napolitano: «Turchia valore aggiunto per l’Europa» qui

L’autista dell’autobus chiede il biglietto ad una coppia di passeggeri. I due, maghrebini, lasciano intendere di non averne, si rifiutano di acquistarlo, ed accusano di razzismo il conducente. Scoppia una animata discussione che culmina con uno sputo in faccia all’autista. qui

Perché l’immigrazione è una ricchezza.

 

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Il Musulmano non dovrebbe essere ingannato dalle cosiddette organizzazioni per i “Diritti Umani”. (…) Considerano come un diritto umano il non credere in qualsiasi religione e l’esprimere la propria opinione – anche a proposito dei Profeti – senza alcun timore o vergogna, e sostengono anche la liberazione della donna dal controllo del padre, del marito o della religione. (…)

Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali diritti e libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.

(…) E’ un appello ad abolire la sentenza sull’apostasia, e ostentare apertamente i principi del kufr e dell’eresia. E’ un appello ad aprire le porte a tutti coloro che vogliono criticare l’Islam o Muhammad, il Profeta dell’Islam (sallAllahu ‘aleyhi wa sallam) ed avere la libertà di criticare ed esprimersi senza alcuna restrizione.

(…) Hanno anche dato alla moglie gli stessi diritti del divorzio come quelli che ha il marito. Questo è qualcosa che causa la ribellione delle donne contro i loro mariti e che conduce alla disgregazione delle loro famiglie. qui

(…) I musulmani rappresentano già un quarto della popolazione di Bruxelles. Per la maggior parte sono marocchini (70%) e turchi (20%), con un residuo misto di albanesi, egiziani, pachistani e nordafricani, giunti in Belgio a partire dagli anni Sessanta con un permesso di lavoro. Hanno utilizzato le leggi che favorivano la riunificazione familiare, portando al seguito mogli (al plurale) e figli. Per quanto riguarda i celibi, oltre il 60% dei giovani marocchini e turchi si sposano esclusivamente con persone del loro stesso Paese d’origine. Nessun contatto con gli “infedeli”. 

Si moltiplicano i minareti e le moschee sono proliferate fino a raggiungere il record di 77, mentre le donne che indossano il velo, il burqa o il niqab sono sempre più numerose. Ma piuttosto che le aride cifre sui ritmi di crescita demografica, a indicare lo scenario prossimo futuro è il nome più diffuso fra i neonati, già dal 2008: Mohammed. qui

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