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Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano – in provincia di Vicenza – sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio – un assiduo frequentatore della comunità islamica locale – in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo. qui
Un anno fa Naima aveva raggiunto in Italia il consorte, ma lui non poteva sopportare che lei vedesse degli italiani. La picchiava di giorno e di notte, l’ultima volta aveva utilizzato una pesante livella da muratore. La giovane, con uno stratagemma, era andata al pronto soccorso, e poi si era fatta prendere in consegna dal commissariato di Gallarate, dove aveva denunciato il marito aguzzino, poi arrestato per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. qui
E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato. Dopo ha scritto sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel “Ti amo” col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica». qui
«(…) Ciò che è chiaro – sulla base di ahadith espliciti – è l’esistenza nella Shari`ah (e dunque, dove essa venga applicata) della pena capitale per l’apostasia, e ciò è innegabile, nonostante quanto vorrebbero modernisti e riformisti di ogni sorta nei loro tentativi di compiacere i loro padroni kuffar.» qui
Prima i ROS, poi la Digos: le forze dell’ordine vogliono vederci chiaro, anzi, vogliono semplicemente capire, e dunque prelevano i dvd con la registrazione della puntata.
Il vicesindaco Fabio Rolfi, per sempio, si dice senza giri di parole contrario: «Desidero esprimere forte preoccupazione per il fatto che venga data possibilità a un predicatore musulmano di trasmettere il proprio messaggio attraverso emittenti televisive bresciane, con l´obiettivo, tra l´altro di creare una televisione islamica che trasmetta sul territorio nazionale. Queste situazioni rappresentano l´ostacolo maggiore all´integrazione degli stranieri nella nostra società e forse dimostrano come alcune comunità abbiano scarso interesse ad integrarsi. Sarebbe opportuno che trasmissioni di questo tipo fossero in lingua italiana». qui
(…) L’operazione che ha portato all’arresto del 28enne pesarese, convertitosi col nome di Abdul Wahid As Siquili, ha avuto inizio oltre due anni fa nell’ambito dell’attività di monitoraggio degli spazi web che ospitano documenti e video che esaltano il terrorismo di matrice jihadista. (…) L’italiano arrestato a Pesaro è un operaio che lavora in una fabbrica di cornici. Fidanzato con una giovane marocchina, l’uomo stava per lasciare l’Italia diretto in Marocco, ed è stato proprio il pericolo di fuga ad accelerare il suo arresto. L’operaio, che conduce una vita piuttosto appartata, diffondeva libri e scritti ispirati alla lotta jihadista: in casa gli sono stati sequestrati un pc e altro materiale. Tra gli indagati c’è anche un docente precario di lettere di un liceo cagliaritano. L’insegnante indagato è un professore del liceo Dettori di Cagliari. Sardo, una quarantina d’anni, è considerato un personaggio di spicco nell’attività di addestramento e proselitismo alla jihad e al terrorismo di cui sono accusati tutti gli indagati. (…) qui e qui
Secondo gli inquirenti era lei a divulgare in rete i farneticanti messaggi pro jihad di Mohamed Jarmoune, il ragazzo marocchino do 20 anni arrestato ieri a Brescia. Lei è l’ex fidanzata del ragazzo, 27 anni, studentessa universitaria, che vive a Gorla Minore da sempre con la famiglia di origine marocchina. Una famiglia perfettamente integrata dove tutti vivono all’occidentale, senza fanatismi religiosi di alcun genere. qui
(…) Negli ultimi dieci anni i musulmani sono stati offesi e discriminati, posti al centro di un dibattito strumentale, dipinti come un problema e una potenziale minaccia, i loro diritti, da normale questione di civiltà, sono diventati terreno di scontro e di propaganda politica ignorando i principi sanciti dalla nostra Costituzione. (…) qui
«(…) Non possiamo rispondere a domande su un presunto “scautismo mussulmano” (a parte che si scrive scoutismo), semplicemente perchè non esiste. Bivaccare nei boschi in gruppi misti di ragazzi e ragazze non sposate, cantando canzoni con la chitarra? Sarebbe in totale contrasto con i valori islamici, che non approvano nè la musica nè soprattutto la promiscuità sessuale pseudo innocente stile “volemose bene”. Mi dispiace deluderti ma qualcuno doveva pur risponderti…anche se io sono musulmana da pochi mesi e non sono comunque la persona più indicata». qui
Una badante ucraina di 45 anni è stata accoltellata domenica notte da un marocchino di 30, con cui aveva una relazione da qualche anno. Difficile da accettare la motivazione del gesto: il marocchino (disoccupato e con vari precedenti) voleva tagliarle la testa, perché la relazione sessuale che aveva con lei lo faceva sentire impuro. qui
Vuole cambiare religione, lasciare l’Islam e diventare geovita. Ma il compagno tunisino reagisce violentemente, prendendola a pugni davanti ai loro due figli e minacciandola di morte. qui
(…) «Mio marito è innocente, non ha mai fatto del male a nessuno, se avesse picchiato uno dei miei figli, sarei stata io la prima a denunciarlo. La verità è che in questa storia c’è soltanto razzismo».
«Se fossimo stati italiani tutto questo non sarebbe successo», dice Rehab, che accusa i magistrati di pregiudizio.
Dice Rehab: «Non so da dove il giudice tragga le sue convinzioni, ma la realtà delle famiglie nordafricane musulmane non si differenzia da quella delle famiglie italiane cattoliche».
Rehab difende su tutto il marito, che è stato arrestato mentre si stava imbarcando a Orio su un volo diretto in Egitto. «Non scappava – dice – ma andava a prendere certificati medici per dimostrare che la bambina aveva dei problemi».
Agli inquirenti hanno detto che si tratta di epilessia, spiegando che sarebbe l’origine delle lesioni (27 ne hanno contate i medici) trovate sul corpo della figlia che aveva anche il segno di un morso sulla schiena. «Quello – sostiene Rehab – lo aveva dato Ashraf per cercare di rianimarla quando aveva perso conoscenza». qui
In Gran Bretagna hanno superato quota cento i tribunali islamici organizzati in base alla sharia. Alla Camera dei Lord è stato appena introdotto un disegno di legge, fortemente promosso dall’ex arcivescovo anglicano Michael Nazir Ali, che cercherà di regolare l’anarchia delle corti musulmane. Ma il fenomeno si sta ormai allargando a macchia d’olio in tutta Europa. Due corti islamiche sono state appena inaugurate a Bruxelles e Anversa, il cuore dell’Unione europea. Potranno sanzionare la poligamia, il diritto di “redarguire” le mogli, il divorzio veloce e prevenire i matrimoni misti. (…) Giulio Meotti, qui
Voleva solo accudire la moglie che aveva appena partorito. Ma in ospedale non gliel’hanno permesso. Il motivo? Le compagne di stanza della moglie erano di religione musulmana. E mostrare le proprie nudità a un uomo che non sia il marito è assolutamente vietato. Anche se si tratta del gesto più naturale del mondo come quello dell’allattamento. Così la “veglia” notturna delle proprie mogli è stato consentito solo ai mariti musulmani. Mentre gli italiani (cattolici) hanno dovuto pazientare. (…) qui
«E’ evidente che la campagna di inusitato odio razzista, xenofobo e islamomofobo orchestrata da alcuni gruppi e partiti politici, giornalisti, curatori di blog e siti anti-islamici e da specifici utenti di determinati social-network sta cominciando a produrre le sue prime gravissime conseguenze. Invitiamo con forza la Magistratura e le Forze dell’Ordine di questo Paese a vigilare attentamente sull’operato criminale di alcuni gruppi e individui, i quali giornalmente incitano apertamente all’odio razziale e alla xenofobia nei confronti di esseri umani che hanno soltanto la colpa di avere il colore della pelle o la religione diversa dalla loro(…).» qui
«(…) I Musulmani non combattono nessuno fino a quando non gli hanno parlato della religione di Allah e dato loro la possibilità di scegliere tra due cose: o accettare l’Islam o, in caso di rifiuto dell’Islam, mantenere le loro religioni, pagando la Jizyah (tassa) ai Musulmani in cambio della protezione. Se essi rifiutano entrambe queste scelte, allora sono da combattere (…) Tra queste sentenze vi è che dobbiamo amare per la causa di Allah e odiare per la causa di Allah.»
«Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali dirittie libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.» qui
«(…) Se ti dicessero: “Chi sono le creature peggiori le quali siamo obbligati ad odiare (per le opere malvagie da loro commesse)?” Dì: Sono gli ebrei, i cristiani e gli adoratori degli idoli. La prova per questo è il detto di Allah: “In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti“. [Al-Bayyina: 6] Ed Allah dice: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato”. [Al-Mujâdala: 22]» qui
(…) El Sisi annuncia una partecipazione di almeno 150 musulmani alla manifestazione nata per rivendicare il diritto alla moschea della comunità islamica (…) «Un diritto che ci viene negato con ogni mezzo da 6 lunghissimi anni, soprattutto per volontà del Pdl e della Lega che non ci concedono alcuno spazio di culto in barba alla Costituzione». Il tragitto del corteo (dalle 11 alle 13) non è privo di forte valenza simbolica: dai bastioni antichi della Como romana, gli islamici transiteranno in pieno centro storico fino ad arrivare in Comune. E quindi a 200 metri dal Duomo. Siccome al tracciato è stato garantito il benestare della Questura, tanto è bastato al deputato leghista, Nicola Molteni per infuriarsi: «E’ una vergogna che questo corteo sia stato autorizzato. Per la moschea a Como non c’ è posto, punto e basta (…)». qui 
(…) Il signor El Sisi, architetto di mestiere, egiziano d’origine, anni 60, in Italia da 40, prescrive i seguenti passi:
1) scuse pubbliche degli italiani a tutti i musulmani.
2) sanzioni penali per i direttori dei giornali che hanno pubblicato le malaugurate vignette (par di capire che qualche settimana di carcere, anche con la condizionale – non essendo previste dal nostro ordinamento le nerbate sulla pubblica piazza, o il taglio della mano blasfema – potrebbe bastare. È il principio che conta).
3) Introduzione di una norma legislativa che tuteli i musulmani e il culto del Profeta.
4) Spazi sui principali quotidiani italiani (ma mica una notizia francobollo ogni tanto. Ci vuole una pagina intera per almeno quattro mesi, meglio un anno, con cadenza bisettimanale) affinché´ i musulmani possano spiegare agli italiani, con tutto il bell’agio che la materia merita, la figura e il pensiero di Maometto.
(…) Conosco i sentimenti della sua popolazione, la cultura, i valori. Ma c’è un ma». Sarebbe? «Che non devi ficcare il naso nelle mie credenze. Il Profeta, il Corano, Allah, Gesù, il Vangelo, la Bibbia, Abramo non devono essere toccati per nessun motivo. Perché´ la mia libertà finisce dove comincia la tua. E ogni buon musulmano preferisce immolare la sua vita piuttosto che vedere offesa la figura del Profeta. (…) Sì, ma le scuse formali non bastano. Per completare l’opera, soprattutto all’estero, ci vuole una maggiore diffusione del messaggio del Profeta. Ed esperti veri. Non gente come quel sedicente esperto del Corriere della Sera, che di Islam non capisce nulla. Gente che spieghi, che diffonda la parola del Profeta ». qui
«Questo è Un Marito molto saggio comprensivo. Fece colazione con la moglie… Poi esce davanti casa e disse alla moglie: “zawjati..amore mi potresti prendere le chiavi sopra sulla scrivania?” Entrò la moglie nella stanza…e vede sulla scrivania polverosa scritto col dito “Ti Amo moglie mia”…sulla quale vi erano aloni di polvere… Alzò lo sguardo e vede lo schermo del computer..anche su di esso vede scritto col dito “ti amo compagna della mia vita”… Scese la moglie diede le chiavi al marito sorridendo…faccendo capire al marito che il suo messaggio le era arrivato! Che dovrà, d’ora in poi, occuparsi delle pulizie più di prima… (…) Questo è il marito saggio…che corregge l’errore della sua compagna senza offendere…ma con buone maniere» qui
«(…) Amr Khaled, in un suo lungo discorso disse quanto segue: Vi è un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamoe sentiamo di averne bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui. 
(…) Chiaro che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). (…) È necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).» qui
























































