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Fra il 2004 e il 2011 la Regione Emilia Romagna ha speso 123 milioni di euro allo scopo di favorire l’integrazione sociale degli immigrati; 17,6 milioni ogni anno”. E’ quanto rileva in una nota il consigliere regionale Fabio Filippi (Pdl), che precisa: ”Fra le diverse voci di spesa ve ne e’ una molto singolare relativa agli 80mila euro, concessi nel 2007 al Comune di Reggio Emilia, per realizzare un progetto cosi’ denominato: ‘Conoscere le regole del gioco’. Altri 80mila euro sono stati concessi al Comune di Ferrara, per la realizzazione del progetto denominato ‘Mediazione sociale e processi di integrazione”. Per il 2012 la spesa regionale prevista per l’integrazione ammonterebbe a soli, si fa per dire, 3,1 milioni di euro”.
”A fronte di cio’ – osserva – vi sono ancora vaste comunita’ di immigrati, in particolare quelli cinesi, che continuano ad agire secondo le regole, le tradizioni ed i costumi della Cina, sia in campo sanitario che sociale ed altre comunita’, come quelle rappresentate dagli immigrati di religione musulmana, che continuano ad agire secondo regole stabilite non dallo Stato italiano ma dal Corano”.  (ASCA)

In una scuola di Winterthur,  uno scolaro musulmano di 12 anni ha cercato di convertire all’Islam uno dei suoi compagni. Quando questi ha rifiutato, gli altri ragazzini musulmani l’hanno talmente tormentato che i suoi genitori hanno dovuto trasferirlo in un’altra scuola. (…) Commenti pesanti sono piovuti a raffica su Facebook e leggendoli si sarebbe potuto credere che la presa del potere da parte dei musulmani in Svizzera sia imminente. E’ rivoltante che un conflitto isolato tra ragazzini abbia scatenato un’ondata anti-islamica di una simile portata. Supporre  che tutti i musulmani in Svizzera vogliano introdurre la Sharia nel nostro paese corrisponde a isterismo estremo. qui

C’è una stretta correlazione tra immigrazione clandestina e carceri. (…) E’  il monito lanciato dal ministro della Giustizia, Paola Severino. (…) E’ evidente, ha poi aggiunto il guardasigilli, “che l’emarginazione dello straniero, soprattutto clandestino, è occasione per la criminalità perché’ si tratta di persone senza punti di riferimento , che hanno bisogno di tutto, e questo provoca danni a cascata”. qui

Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano – in provincia di Vicenza – sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio – un assiduo frequentatore della comunità islamica locale – in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo. qui

Le autorità di Bruxelles hanno preso la decisione di mettere sulla piazza centrale della città al posto dell’albero di Natale tradizionale una installazione digitale. La decisione ha provocato le proteste tra gli utenti dei socialnetwork. La situazione si è surriscaldata dopo il commento di un componente del Consiglio comunale, Bianca Debaets, che ha spiegato la scelta dei motivi religiosi: l’albero di Natale, simbolo cristiano, potrebbe offendere i sentimenti religiosi dei rappresentanti di altre confessioni. qui

Diciassette mesi e cinquantacinque milioni dopo, il gioco dell’oca degli immigrati torna alla casella di partenza. (…) Finora si sono spesi 43,50 euro al giorno per ogni immigrato, più 2 euro e 50 di «pocket money» da spendere presso negozi convenzionati. A conti fatti quasi 55 milioni di euro ai quali bisogna aggiungere i quattro euro al giorno per ogni migrante intascati dalle associazioni di volontariato incaricate di seguirli.

A Napoli tutti i 728 stranieri provenienti da molti Paesi africani, ma arrivati dalla Libia in guerra, sono stati sistemati in hotel: 33 le strutture coinvolte. Sul territorio regionale il 68 per cento è finito in albergo, il 21 per cento è stato affidato alle associazioni e alle cooperative sociali, il 9 per cento alla Caritas e il 2 per cento ad altre strutture. In teoria tutti i nord africani avrebbero dovuto seguire corsi di italiano. Ma basta fare un giro nei dintorni della stazione, dove ci sono molti degli hotel che li ospitano, per accorgersi che quasi tutti continuano a non spiaccicare una parola nella nostra lingua. qui

Meno 15 mila iscritti all’anagrafe rispetto al 2010. Cresce solo il numero dei figli con entrambi i genitori stranieri. Diminuiscono anche i nati da coppie di nazionalità mista. qui

Un anno fa Naima aveva raggiunto in Italia il consorte, ma lui non poteva sopportare che lei vedesse degli italiani. La picchiava di giorno e di notte, l’ultima volta aveva utilizzato una pesante livella da muratore. La giovane, con uno stratagemma, era andata al pronto soccorso, e poi si era fatta prendere in consegna dal commissariato di Gallarate, dove aveva denunciato il marito aguzzino, poi arrestato per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. qui

E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato. Dopo ha scritto sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel “Ti amo” col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica».  qui

L’Europa e’ la destinazione principale verso cui si orienta il 32,6% dei migranti. Al 1° gennaio 2011 la popolazione straniera presente in Europa era pari a circa 40 milioni, l’8% della popolazione residente, con un aumento percentuale dal 2002 del 179% (Eurostat). In Italia gli immigrati regolarmente presenti sono oltre 5 milioni (Caritas), l’8,3% sul totale della popolazione. Il 12,8% di questi risiede al Sud. Per Santino Scire’, presidente Acli Sicilia e vicepresidente nazionale Acli con delega all’Immigrazione, “il primo impegno deve essere culturale ed ha una duplice dimensione: contrasto e contenimento del sentimento della ‘paura’ dell’altro e del diverso che ha fin troppo caratterizzato la cultura, e persino la politica, degli ultimi anni in Italia”. (Adnkronos)

È polemica in Trentino dopo il divieto rivolto ai bambini di una scuola dell’infanzia di fare il segno della croce e recitare la preghiera prima del pranzo. La vicenda ha origine dalla decisione presa dalla coordinatrice pedagogica della scuola dell’infanzia di Frassilongo. La motivazione è di ispirazione laica, nessuna manifestazione di fede religiosa deve trovare spazio in una scuola pubblica. Che sia il segno della croce o qualsiasi tipo di preghiera, dice la coordinatrice. (La Stampa)

Il Comune paga alcuni privati affinché diano delle case in affitto agli immigrati, i quali pagano poi un canone molto esiguo (alcuni pagano anche 50 euro). Funziona così. Il Comune e l’Acer (l’ex Iacp), individuano appartamenti di privati a cui offrono di fare un contratto, pagare completamente l’affitto, le caparra e l’agenzia immobiliare che ha trovato la soluzione e ci inseriscono il nucleo familiare. Così il Comune spende in affitti per altri immobili destinati solo agli immigrati altri 734mila euro. (…) La cifra diventa poi 1 milione 300mila euro grazie ad altri interventi sociali connessi. «Se un italiano finisce per strada non credo ci si adoperi con lo stesso tipo di aiuto. Basta guardarsi in giro e capire che disastri sta facendo la crisi su tutte famiglie. Non capisco perché ci debba essere questa disparità di trattamento. Voglio andare fino in fondo su questa vicenda”, è la dichiarazione di Lucia Borgonzoni della Lega Nord. qui

(…) Anche senza parlare di criminalità si ha la sensazione che gli immigrati si stiano impadronendo della Francia, pezzo dopo pezzo. Molte città e i loro dintorni sono europee ormai solo d’aspetto, quando al loro interno da lungo tempo vigono regole orientali. (…)

Ci avevano detto che sulle strade dei quartieri arabi non sarebbe stato possibile girare. E la nostra risposta è stata: ma come è possibile, siete la Francia, il centro d’Europa! Ma ci avevano avvertito che appena saremmo entrati con le telecamere ci avrebbero assaltati. Non ci credevamo, ma non siamo riusciti nemmeno a uscire dalla macchina che il nostro cameraman è stato colpito al viso.» 

La polizia si è rifiutata di aiutare i giornalisti, provando addirittura ad intralciare i lavori di ripresa. Loro stessi non hanno alcun potere in quei quartieri e hanno paura di entrarci una volta in più del necessario.

Alle mense scolastiche spesso non danno il maiale. Capita anche che facciano pressione sui bambini non musulmani perchè non mangino la carne di maiale. In alcuni centri hanno istituito nelle piscine dei turni durante i quali possono nuotare solo le donne. Un domani potrebbero apparire autobus separati fra uomini e donne. qui

Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)

Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.

A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgiopromette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”.

Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui

«Religione di pace», naturalmente.

Arrivano dal Bangladesh, dall’Egitto, dal Nord Africa. Non hanno con sé un documento di identità e tutto quello che dicono è di essere minorenni. Ormai hanno imparato.

Quando i vigili urbani o la polizia li fermano per strada, in retate antiabusivismo o per normali controlli, loro alzano le braccia e dicono “minore, minore”. Una parola magica che li sottrae all’espulsione. Questo gli spalanca le porte dei centri di prima accoglienza dove rimangono per mesi, a volte anni, a spese di un’amministrazione che ha le mani legate di fronte a certificati medici che attestano la minore età dello straniero. Inizia così il business dei finti minorenni. Un business che è costato allo Stato, soltanto nei primi sei mesi del 2012, 55 milioni di euro. qui

La Francia deve lottare con determinazione contro i terroristi islamici, “vere serpi in seno”, ha affermato il ministro dell’Interno francese, Manuel Valls a Marsiglia. Valls ha invocato “la mobilitazione di tutta la società”, per contrastare “un mix del processo di radicalizzazione che va dalla piccola delinquenza al crimine organizzato, l’incontro con l’Islam radicale in prigione, il passaggio a questo Islam radicale”. (ANSA)

Riccardi: «Gli ‘immigrati di ritorno’, persone che hanno perso il lavoro e il diritto a rimanere in Italia sono un problema che ci preoccupa molto. Ci sono delle situazioni di difficoltà e circa mezzo milione di immigrati ha lasciato il nostro Paese. Alcuni di questi immigrati sono andati in altri paesi europei perché  trovano condizioni più favorevoli, altri invece sono tornati nei loro paesi perché qui non hanno trovato un lavoro».

Un marocchino di 29 anni, Seljaoui Nabil, si è presentato stamani nell’ufficio del sindaco di Ledro (Tn) con una tanica di benzina pretendendo di ottenere una casa dall’ente pubblico, a condizioni agevolate. Il nordafricano avrebbe preteso tale trattamento perché’ si sta separando dalla moglie e per questo è costretto ad andarsene dalla casa coniugale. AGI

Dall’ordinanza di custodia cautelare che ha visto la Polizia di Sanremo arrestare per maltrattamenti in famiglia e abusi sessuali un immigrato marocchino di 37 anni,  emerge che l’uomo la faceva mettere in ginocchio e la picchiava perché gli aveva dato due figlie femmine. Aver partorito figlie femmine nella mente di quell’uomo rappresentavano un problema visto che ne avrebbe dovuto curare la custodia fino al matrimonio. qui

UNA PAROLA di troppo e il bicchiere parte, dritto sulla faccia di Manuel Caiconti, consigliere comunale di Vallata libera a Casalfiumanese. A lanciarlo, un cittadino magrebino. (…) «Era entrato circa un’ora prima ed era molto agitato, molto su di giri — continua —. Non so se aveva bevuto. Parlava ad alta voce con il suo amico poi, a un certo punto, nel suo straparlare ha iniziato a offendere gli Italiani e il nostro Paese». (…)  PERÒ, ai carabinieri, il magrebino ha raccontato di essere stato lui vittima di frasi di stampo razzista, per provocarlo. (…) qui

Nell’operazione condotta in varie città della Francia sono state arrestate dieci persone. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco in risposta agli spari del ricercato, un trafficante di droga convertito all’Islam, le cui impronte sono state trovate sulla bomba a mano lanciata il mese scorso contro un negozio ebraico. Secondo il procuratore di Strasburgo Patrick Poirret, l’uomo appariva “molto determinato e aveva probabilmente l’intenzione di diventare un martire“. Il 33enne Jeremy Sidney, “era noto come membro del movimento jihadista” ha aggiunto il procuratore. (…) I procuratori di Strasburgo, che hanno curato la retata antiterrorismo, hanno spiegato che è stato grazie a quest’identificazione che è stato possibile giungere all’arresto di undici persone, tutte di nazionalità francese, nate fra gli anni ’80 e ’90 e simpatizzanti di movimenti integralisti islamici. (Adnkronos)

 

(…) «Il 20% degli immigrati denunciati ha commesso al massimo, come reato piu’ grave, la presenza irregolare sul territorio».  Il dato è stato ricordato dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, rispondendo al capo della Polizia Antonio Manganelli, che durante il dibattito aveva sottolineato come la mancata integrazione abbia contribuito all’aumento degli immigrati nelle carceri italiane. (ANSA)

Un vicenda choc, soprattutto alla luce delle testimonianze al processo di cinque ragazze vittime degli abusi, che ha attirato l’attenzione nazionale sulla questione dell’abuso sessuale su bambini e donne da parte degli immigrati musulmani, e che sta portando la polizia britannica a indagare su almeno 40 altri casi di stupri simili nel nord dell’Inghilterra.

Malgrado l’evidente gravità dei fatti, i gruppi musulmani hanno cercato di screditare le indagini della polizia accusando le autorità britanniche di “razzismo” e “islamofobia”.

(…) La polizia britannica sapeva che da più di un decennio queste bande prendevano di mira giovani ragazze in Inghilterra, e ciò nonostante ha preferito ignorare le prove degli stupri e non ha agito temendo di essere accusata di razzismo. qui

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