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Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)

Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.

A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgiopromette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”.

Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui

«Religione di pace», naturalmente.

(…) Lo scorso Lunedì proprio ‘Amnesty International’ ha pubblicato un paper niente meno che sulla discriminazione dei musulmani in Europa. Il paper – lunghissimo, interminabile, noioso – recita il seguente titolo: “Choice and Prejudige: Discrimination Against Muslim in Europe”. (…) Nell’assurdità di tutto questo, c’è da chiedersi come sia possibile che qualcuno ad Amnesty abbia autorizzato uno studio tanto approssimativo e ridicolo. Ma ci spieghino gli autori del report, con le piccole ‘conclusions’, come sia possibile che una comunità che è tanto discriminata, sia passata in pochi decenni da poche centinaia di migliaia di unità a quasi trenta milioni di persone in Europa. Se fossero così discriminati, perché rimarrebbero? qui

La Giunta del Consiglio Pastorale diocesano, con una lettera aperta intende rivolgere un appello ai politici “affinché’ promuovano una riforma delle norme sull’acquisizione della cittadinanza italiana, riconoscendola ai minori stranieri nati in Italia, senza dover attendere la maggiore età, eliminando così limitazioni a diritti e facoltà ingiuste e non comprensibili per chi è di fatto sin dalla nascita inserito nella vita civile e sociale del Paese”. qui

(…)  Secondo fonti vicine all’inchiesta si chiama Mohammed Merah ed è di origini algerine. Il giovane era sotto osservazione della Direzione centrale delle Informazioni interne (Dcri) da dopo gli attacchi ai tre militari (l’11 marzo e lo scorso giovedì).  (…) Nonostante il sospetto omicida si dichiari anche mujaheddin, cioè patriota, combattente per la sua religione, il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, respinge ogni connessione tra i tre attentati di Tolosa e l’Islam: «Non c’è compatibilità tra la religione musulmana, al 99,9% pacifica, urbana, responsabile, non violenta e completamente integrata nel nostro paese, e queste minime, piccole, frange di persone decise a causare dolori atroci». qui

(…) “Abberrante negare il diritto di cittadinanza”. Chi viene in Italia, assicura ancora Mogavero, “lo fa perché vuole vivere, vuole lavorare con dignità e abnegazione. Nessuno ci vuole aggredire e tantomeno imporci religioni e culture diverse dalle nostre. Ma i figli degli immigrati che nascono sul suolo italiano hanno tutto il diritto di avere la cittadinanza italiana, se lo vogliono. E’ aberrante, non andare in questa direzione se gli immigrati che lavorano in Italia pagano le tasse, mandano i loro figli a scuola, hanno diritto all’assistenza medica”.  Purtroppo, ammette il vescovo, “tra i politici non tutti la pensano così, come pure nelle gerarchie ecclesiastiche, mentre tra la base cattolica, tra le migliaia di parroci che vivono accanto alla gente comune, l’attenzione a questi diritti è pressoché unanime”.  qui

(…) La criminalità in Italia sta vivendo una svolta. Nel 2011, dopo anni di calo costante, c’è stata un’impennata a sorpresa dei reati contro il patrimonio, aumentati del 15 per cento rispetto al 2010. I furti in appartamento sono cresciuti nell’ultimo anno del 15 per cento, così come le rapine e i borseggi. Gli omicidi sono “stabili”: 610 casi nel 2011. Aumenta invece il peso degli stranieri nella contabilità criminale. La percentuale degli immigrati senza permesso di soggiorno nel totale delle denunce per reati legati alla droga è arrivata a 34.5 per cento. Un record, non è mai stata così alta.  qui

(…) Il radicalismo islamico è in continua ascesa in Bosnia Erzegovina.  (…) “Negli ultimi anni – denuncia ancora il cardinale, citato dai media – nella sola Sarajevo sono state costruite almeno 70 nuove moschee”, mentre servirebbero anni per edificare una nuova chiesa.

Stando ad un rapporto sull’Islam radicale in Bosnia pubblicato nel 2010 dal portale cristiano persecution.org, “denaro in arrivo dai Paesi islamici viene riciclato attraverso organizzazioni ‘umanitarie’ per finanziare l’educazione di almeno 100.000 giovani bosniaci musulmani”. I migliori dei quali seguono anche “corsi aggiuntivi” in arti marziali, utilizzo di armi ed esplosivo.

Gli ultimi dati ufficiali sulla popolazione bosniaca risalgono al censimento del 1991, precedente allo scoppio della guerra civile.

Secondo alcune stime, attualmente i musulmani rappresentano oltre il 50% dei circa quattro milioni di bosniaci, mentre i cristiani, principalmente di confessione ortodossa, sarebbero circa il 40%. qui

Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo.  Fiamma Nirenstein, qui

«E’ evidente che la campagna di inusitato odio razzista, xenofobo e islamomofobo orchestrata da alcuni gruppi e partiti politici, giornalisti, curatori di blog e siti anti-islamici e da specifici utenti di determinati social-network sta cominciando a produrre le sue prime gravissime conseguenze. Invitiamo con forza la Magistratura e le Forze dell’Ordine di questo Paese a vigilare attentamente sull’operato criminale di alcuni gruppi e individui, i quali giornalmente incitano apertamente all’odio razziale e alla xenofobia nei confronti di esseri umani che hanno soltanto la colpa di avere il colore della pelle o la religione diversa dalla loro(…).» qui

«(…) I Musulmani non combattono nessuno fino a quando non gli hanno parlato della religione di Allah e dato loro la possibilità di scegliere tra due cose: o accettare l’Islam o, in caso di rifiuto dell’Islam, mantenere le loro religioni, pagando la Jizyah (tassa) ai Musulmani in cambio della protezione. Se essi rifiutano entrambe queste scelte, allora sono da combattere (…) Tra queste sentenze vi è che dobbiamo amare per la causa di Allah e odiare per la causa di Allah

«Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali dirittie libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.» qui

«(…) Se ti dicessero: “Chi sono le creature peggiori le quali siamo obbligati ad odiare (per le opere malvagie da loro commesse)?” Dì: Sono gli ebrei, i cristiani e gli adoratori degli idoli. La prova per questo è il detto di Allah: “In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti“. [Al-Bayyina: 6] Ed Allah dice: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato”. [Al-Mujâdala: 22]» qui

(…) El Sisi annuncia una partecipazione di almeno 150 musulmani alla manifestazione nata per rivendicare il diritto alla moschea della comunità islamica (…) «Un diritto che ci viene negato con ogni mezzo da 6 lunghissimi anni, soprattutto per volontà del Pdl e della Lega che non ci concedono alcuno spazio di culto in barba alla Costituzione». Il tragitto del corteo (dalle 11 alle 13) non è privo di forte valenza simbolica: dai bastioni antichi della Como romana, gli islamici transiteranno in pieno centro storico fino ad arrivare in Comune. E quindi a 200 metri dal Duomo. Siccome al tracciato è stato garantito il benestare della Questura, tanto è bastato al deputato leghista, Nicola Molteni per infuriarsi: «E’ una vergogna che questo corteo sia stato autorizzato. Per la moschea a Como non c’ è posto, punto e basta (…)». qui

(…) Il signor El Sisi, architetto di mestiere, egiziano d’origine, anni 60, in Italia da 40, prescrive i seguenti passi:
1) scuse pubbliche degli italiani a tutti i musulmani.
2) sanzioni penali per i direttori dei giornali che hanno pubblicato le malaugurate vignette (par di capire che qualche settimana di carcere, anche con la condizionale – non essendo previste dal nostro ordinamento le nerbate sulla pubblica piazza, o il taglio della mano blasfema – potrebbe bastare. È il principio che conta).
3) Introduzione di una norma legislativa che tuteli i musulmani e il culto del Profeta.
4) Spazi sui principali quotidiani italiani (ma mica una notizia francobollo ogni tanto. Ci vuole una pagina intera per almeno quattro mesi, meglio un anno, con cadenza bisettimanale) affinché´ i musulmani possano spiegare agli italiani, con tutto il bell’agio che la materia merita, la figura e il pensiero di Maometto.

(…) Conosco i sentimenti della sua popolazione, la cultura, i valori. Ma c’è un ma». Sarebbe? «Che non devi ficcare il naso nelle mie credenze. Il Profeta, il Corano, Allah, Gesù, il Vangelo, la Bibbia, Abramo non devono essere toccati per nessun motivo. Perché´ la mia libertà finisce dove comincia la tua. E ogni buon musulmano preferisce immolare la sua vita piuttosto che vedere offesa la figura del Profeta. (…) Sì, ma le scuse formali non bastano. Per completare l’opera, soprattutto all’estero, ci vuole una maggiore diffusione del messaggio del Profeta. Ed esperti veri. Non gente come quel sedicente esperto del Corriere della Sera, che di Islam non capisce nulla. Gente che spieghi, che diffonda la parola del Profeta ». qui

«(…) Amr Khaled, in un suo lungo discorso disse quanto segue: Vi è un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamoe sentiamo di averne bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui. 

(…) Chiaro che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). (…) È necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).»  qui

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Napolitano: «Turchia valore aggiunto per l’Europa» qui

L’autista dell’autobus chiede il biglietto ad una coppia di passeggeri. I due, maghrebini, lasciano intendere di non averne, si rifiutano di acquistarlo, ed accusano di razzismo il conducente. Scoppia una animata discussione che culmina con uno sputo in faccia all’autista. qui

Perché l’immigrazione è una ricchezza.

 

qui e qui


qui

Il Musulmano non dovrebbe essere ingannato dalle cosiddette organizzazioni per i “Diritti Umani”. (…) Considerano come un diritto umano il non credere in qualsiasi religione e l’esprimere la propria opinione – anche a proposito dei Profeti – senza alcun timore o vergogna, e sostengono anche la liberazione della donna dal controllo del padre, del marito o della religione. (…)

Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali diritti e libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.

(…) E’ un appello ad abolire la sentenza sull’apostasia, e ostentare apertamente i principi del kufr e dell’eresia. E’ un appello ad aprire le porte a tutti coloro che vogliono criticare l’Islam o Muhammad, il Profeta dell’Islam (sallAllahu ‘aleyhi wa sallam) ed avere la libertà di criticare ed esprimersi senza alcuna restrizione.

(…) Hanno anche dato alla moglie gli stessi diritti del divorzio come quelli che ha il marito. Questo è qualcosa che causa la ribellione delle donne contro i loro mariti e che conduce alla disgregazione delle loro famiglie. qui

La questura di Roma ha revocato il permesso di soggiorno per motivi umanitari a 26 cittadini tunisini. Diciotto stranieri sono risultati coinvolti in differenti reati, dalla violazione della normativa sugli stupefacenti a quelli contro il patrimonio e la persona, tra cui, in particolare, rapine, danneggiamenti ed aggressioni. I 18 destinatari dei provvedimenti di revoca sono tutti di nazionalita’ tunisina, titolari di permessi di soggiorno temporanei per motivi umanitari emessi la scorsa primavera in seguito ai tumulti registrati in alcuni Paesi arabi. qui

Magdi Allam: «Sono esterrefatto dall’atteggiamento di sacerdoti che si prodigano per la costruzione di moschee o altri luoghi di culto e di preghiera islamici. (…) I religiosi cristiani che legittimano e si prodigano per l’Islam tradiscono la loro fede si è cristiani perché si crede nella verità assoluta e unica di Gesù, Dio che si è fatto uomo. L’Islam ha invece la pretesa di essere superiore e considera ebraismo e cattolicesimo come religioni che hanno deviato dalla retta via distorcendo il messaggio divino. Se un cristiano, oltretutto un sacerdote, si impegna e si infervora per la costruzione delle moschee, legittimandole come luoghi di culto simili alle chiese e alle sinagoghe, tradisce la sua e la nostra religione. (…) L’Europa si prostra davanti al dio denaro e si fa beffe dei diritti delle persone. Stiamo favorendo l’ascesa degli integralisti islamici ovunque: è accaduto in Tunisia, accadrà presto in Egitto e in Libia. Il relativismo culturale sta prendendo il sopravvento, fino all’assurdo paradosso di sacerdoti che si prodigano per la costruzione delle moschee». qui

In Danimarca il gruppo musulmano «Kaldet al Islam» («Chiamata dell’islam») annuncia che il sobborgo di Tingbjerg a Copenaghen sarà la prima «Zona sotto il controllo della sharia, gruppi di giovani addestrati sorveglieranno l’area. La prossima zona conquistata sarà un altro distretto, Norrebro, e poi avanti in tutta la nazione. In Inghilterra il gruppo «Musulmani contro le crociate» ha lanciato una campagna per fare di dodici città altrettanti stati islamici indipendenti (Birmingham, Bradford, Derby, Dewsbury, Leeds, Leicester, Liverpool, Luton, Manchester, Sheffield e due zone di Londra, Waltham Forest, e Tower Hamlets). In Germania le corti shariatiche operano in molte città così come in Francia, in Spagna, in Belgio: ovunque in Europa si stanno creando sistemi di giustizia paralleli alla legge dello stato. E noi allora che facciamo? qui

Poi questo e questo

Troppi luoghi comuni da sfatare. “Non è vero che l’immigrazione si porti dietro il problema della sicurezza, perché in realtà trasgrediscono quanto noi italiani. Non è vero che ci portino via il lavoro. Anzi ci portano benessere”. L’arcivescovo Riccardo Fontana, delegato Cet per il servizio della carità, parla chiaro. Sulla legislazione italiana ha un giudizio molto negativo. (…) L’impressione – ha detto – è “che le norme siano fatte per creare attorno agli immigrati un problema”, anziché vederli come una “risorsa”. qui

”Chi nasce qui ha diritto di diventare cittadino italiano, ha detto Rossi, dobbiamo avere lo ‘ius soli’, come negli Usa e in tanti altri Paesi che hanno una storia di immigrazione piu’ forte della nostra”. qui

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