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La storia raccontata dalla 28enne è quella di una ragazza occidentale che nasce cristiana e si converte dopo un viaggio a Dubai, all’età di 18 anni. “Ho scoperto una religione, l’islam, che riesce a dare un significato e una pienezza ad ogni momento della mia vita” ha detto la ragazza, che ha raccontato del fascino provato nel suo viaggio nel vicino Oriente. Da ragazza punk e ribelle, Nora Illi diventa una donna madre, con quattro figli e un marito mussulmano, anch’egli svizzero di nascita. (…)
Per quanto riguarda il rapporto tra uomini e donne e il tema della poligamia, Nora Illi ha le idee chiare. Secondo la donna, la poligamia presenta molti vantaggi: “Le responsabilità nell’ambito della vita matrimoniale vengono suddivise e ciò rappresenta un alleggerimento per la donna. Anche per quanto riguarda l’ambito sessuale, la poligamia dà la possibilità di variare“.
Come scrive il Blick, Maischberger ha chiesto a Nora Illi se è possibile anche per lei, come donna, “variare”. Nora Illi: “nell’islam l’uomo può avere quattro donne, ma la donna può avere soltanto un uomo. Questa regola è conforme alla natura. Le donne hanno meno impulsi sessuali rispetto agli uomini“. qui
Nell’operazione condotta in varie città della Francia sono state arrestate dieci persone. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco in risposta agli spari del ricercato, un trafficante di droga convertito all’Islam, le cui impronte sono state trovate sulla bomba a mano lanciata il mese scorso contro un negozio ebraico. Secondo il procuratore di Strasburgo Patrick Poirret, l’uomo appariva “molto determinato e aveva probabilmente l’intenzione di diventare un martire“. Il 33enne Jeremy Sidney, “era noto come membro del movimento jihadista” ha aggiunto il procuratore. (…) I procuratori di Strasburgo, che hanno curato la retata antiterrorismo, hanno spiegato che è stato grazie a quest’identificazione che è stato possibile giungere all’arresto di undici persone, tutte di nazionalità francese, nate fra gli anni ’80 e ’90 e simpatizzanti di movimenti integralisti islamici. (Adnkronos)
«(…) Ciò che è chiaro – sulla base di ahadith espliciti – è l’esistenza nella Shari`ah (e dunque, dove essa venga applicata) della pena capitale per l’apostasia, e ciò è innegabile, nonostante quanto vorrebbero modernisti e riformisti di ogni sorta nei loro tentativi di compiacere i loro padroni kuffar.» qui
(…) Negli ultimi dieci anni i musulmani sono stati offesi e discriminati, posti al centro di un dibattito strumentale, dipinti come un problema e una potenziale minaccia, i loro diritti, da normale questione di civiltà, sono diventati terreno di scontro e di propaganda politica ignorando i principi sanciti dalla nostra Costituzione. (…) qui
(…) Un buon numero di giornali e mezzi di comunicazione del mondo islamico hanno rilanciato la notizia dicendo che “una Bibbia antica di 1500 anni predice la venuta di Maometto”. A parte l’evidente confusione fra i 1500 anni di antichità, attribuiti dai media, e la data del 1500 dopo Cristo riportata dall’iscrizione in fondo al libro, è chiaro che predire nel 1500 d.C. qualche cosa che è avvenuto nel 630 d.C non è una grande profezia. E c’è allora da chiedersi perché l’opinione mediatica islamica è così pronta ad avallare quello che appare a tutti gli effetti un errore grossolano; gradevole però per i seguaci dell’islam, che da sempre sostengono che Gesù, Issa, era il predecessore del “Sigillo dei profeti”. qui
«(…) Non possiamo rispondere a domande su un presunto “scautismo mussulmano” (a parte che si scrive scoutismo), semplicemente perchè non esiste. Bivaccare nei boschi in gruppi misti di ragazzi e ragazze non sposate, cantando canzoni con la chitarra? Sarebbe in totale contrasto con i valori islamici, che non approvano nè la musica nè soprattutto la promiscuità sessuale pseudo innocente stile “volemose bene”. Mi dispiace deluderti ma qualcuno doveva pur risponderti…anche se io sono musulmana da pochi mesi e non sono comunque la persona più indicata». qui
Solo pochi giorni fa, sciarpa rossa al collo, era fra i relatori del convegno “Holliwoodism”, uno degli eventi a margine del Fajr Film Festival che si è appena concluso a Teheran. E ora, durante un viaggio a Isfahan, si è convertito all’Islam sciita e tornerà a New York con un nuovo nome, Sean “Ali” Stone. «Non parlerei di conversione, quanto piuttosto di un’accettazione del messaggio, dell’insegnamento e della saggezza del Profeta Mohammad. Ora mi considero al tempo stesso un ebreo, quale era mio nonno, un cristiano e un musulmano», ha detto Sean. qui
Jesse Curtis Morton, un musulmano convertito di Brooklyn, si dichiarerà colpevole in risposta all’accusa di minacce nei confronti degli autori della serie animata South Park, presi di mira per aver rappresentato il profeta Maometto con un costume da orso. (…) Morton è tra gli autori di un comunicato in cui si auspicava per i creatori di South Park “la fine di Theo Van Gogh“, il regista olandese assassinato nel 2004 per aver realizzato un film giudicato offensivo per l’Islam. (…) Le dichiarazioni contro gli autori di South Park, Trey Parker e Matt Stone, sarebbero state scritte con il ventunenne Zachary Adam Chesser, anch’egli convertito alla religione islamica, già condannato a 25 anni di carcere per aver collaborato con l’organizzazione terroristica Al-Shabaab. (TMNews)
(…) All’interno della scuola primaria di Bruxelles, le percentuali sono così ripartite: il 47 per cento dei bambini segue lezioni di religione islamica, il 28 per cento circa di “morale laica” e solo il 23,3 per cento di religione cattolica. Quest’ultima, a seguito della secolarizzazione dilagante, diminuisce la sua influenza nella scuola. (…)
La condizione di Bruxelles è specchio di una nazione intrinsecamente ricca di conflitti confessionali. E solo qui gli islamici sembrano prendere il sopravvento. D’altronde, insieme a Londra e alla svedese Malmö, Bruxelles è una delle capitali “musulmane” europee, con circa 300 mila musulmani di cui il 60 per cento praticante. Alcuni di essi sono abitanti locali convertiti, per lo più giovani: come Muriel Degauque, morta a Bagdad in un attentato suicida nel 2005. qui
«E’ evidente che la campagna di inusitato odio razzista, xenofobo e islamomofobo orchestrata da alcuni gruppi e partiti politici, giornalisti, curatori di blog e siti anti-islamici e da specifici utenti di determinati social-network sta cominciando a produrre le sue prime gravissime conseguenze. Invitiamo con forza la Magistratura e le Forze dell’Ordine di questo Paese a vigilare attentamente sull’operato criminale di alcuni gruppi e individui, i quali giornalmente incitano apertamente all’odio razziale e alla xenofobia nei confronti di esseri umani che hanno soltanto la colpa di avere il colore della pelle o la religione diversa dalla loro(…).» qui
«(…) I Musulmani non combattono nessuno fino a quando non gli hanno parlato della religione di Allah e dato loro la possibilità di scegliere tra due cose: o accettare l’Islam o, in caso di rifiuto dell’Islam, mantenere le loro religioni, pagando la Jizyah (tassa) ai Musulmani in cambio della protezione. Se essi rifiutano entrambe queste scelte, allora sono da combattere (…) Tra queste sentenze vi è che dobbiamo amare per la causa di Allah e odiare per la causa di Allah.»
«Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali dirittie libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.» qui
«(…) Se ti dicessero: “Chi sono le creature peggiori le quali siamo obbligati ad odiare (per le opere malvagie da loro commesse)?” Dì: Sono gli ebrei, i cristiani e gli adoratori degli idoli. La prova per questo è il detto di Allah: “In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti“. [Al-Bayyina: 6] Ed Allah dice: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato”. [Al-Mujâdala: 22]» qui
«Questo è Un Marito molto saggio comprensivo. Fece colazione con la moglie… Poi esce davanti casa e disse alla moglie: “zawjati..amore mi potresti prendere le chiavi sopra sulla scrivania?” Entrò la moglie nella stanza…e vede sulla scrivania polverosa scritto col dito “Ti Amo moglie mia”…sulla quale vi erano aloni di polvere… Alzò lo sguardo e vede lo schermo del computer..anche su di esso vede scritto col dito “ti amo compagna della mia vita”… Scese la moglie diede le chiavi al marito sorridendo…faccendo capire al marito che il suo messaggio le era arrivato! Che dovrà, d’ora in poi, occuparsi delle pulizie più di prima… (…) Questo è il marito saggio…che corregge l’errore della sua compagna senza offendere…ma con buone maniere» qui
«(…) Amr Khaled, in un suo lungo discorso disse quanto segue: Vi è un problema culturale nel mondo occidentale. Questo problema nasce dal fatto che ci sono due concetti differenti: il primo è un importantissimo concetto occidentale che noi apprezziamo, valorizziamo, rispettiamoe sentiamo di averne bisogno ed è la libertà di espressione: è un concetto civile e umano. Il secondo è il magnifico concetto islamico di riverenza e di rispetto per il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui. 
(…) Chiaro che non rifiutiamo la libertà d’espressione, ma vorremo che essa sia giusta in modo che eviti lo scontro con un valore così caro ai musulmani, che è il rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui). (…) È necessario correggere il concetto di libertà d’espressione per evitare la sua contrapposizione a quello del rispetto per il Profeta (pace e benedizione su di lui).» qui
(…) Salvatore Abruzzese, professore ordinario di Sociologia della religione all’università di Trento: «Non si può far finta di non sapere quanto pesino alcune forme ostentate della propria religione. Che del resto, non sono imposte dai testi. (…) Sta di fatto che c’è da chiedersi come sia possibile che solo ora si affronti un problema del genere e non lo si sia fatto 20 anni fa. Anche allora, infatti, i fedeli islamici erano presenti in Europa e pregavano alla stessa maniera. qui
(…) Enzo Bettiza aggiunge che questo sentimento di dhimmitudine è una trappola ideata dalle moderne élite islamiste per la conquista dell´Europa e del mondo. Una trappola che già funziona: molti europei, «volenti o nolenti, consapevoli o meno, già collaborano da tempo alla propria metamorfosi in dhimmi». Tra i «servigi» di questa «dhimmitudine occulta» dell´Europa c´è il lassismo nei confronti dell´immigrazione musulmana. C´è la tolleranza dei separatismi culturali sul proprio territorio. C´è la concessione di aiuti finanziari a governi ferocemente ostili all´Occidente. C´è il discredito dello Stato d´Israele. C´è la comprensione per il terrorismo palestinese e islamista. C´è lo scudo umano offerto dai frati francescani ai guerriglieri arabi rifugiati nella basilica di Betlemme.
C´è il silenzio su secoli di jihad islamica rimpiazzato dall´autoflagellazione per le crociate: «il male viene attribuito a ebrei e cristiani per non urtare la suscettibilità del mondo musulmano, che rifiuta ogni critica al suo passato di conquiste». Insomma: «L´antico universo della dhimmitudine, con la sottomissione e il servilismo come pegni di sopravvivenza, è stato ricostituito nell´Europa contemporanea». qui
Bagno con il burqini per contestare l’ordinanza del sindaco di Varallo Sesia, Gianluca Buonanno, parlamentare della Lega, che vieta l’uso del costume tutt’uno con il burqa, indossato nelle donne musulmane in piscine e fiumi.
«Sono anch’io italiana, di cittadinanza e di nascita, maman è francese, quindi anche il mio retroterra culturale è occidentale. Quando l’Europa si sarà islamizzata, credo che la sua tradizione culturale arricchirà tutti i credenti delle altre regioni dell’Umma.» qui
Il Musulmano non dovrebbe essere ingannato dalle cosiddette organizzazioni per i “Diritti Umani”. (…) Considerano come un diritto umano il non credere in qualsiasi religione e l’esprimere la propria opinione – anche a proposito dei Profeti – senza alcun timore o vergogna, e sostengono anche la liberazione della donna dal controllo del padre, del marito o della religione. (…)
Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali diritti e libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.
(…) E’ un appello ad abolire la sentenza sull’apostasia, e ostentare apertamente i principi del kufr e dell’eresia. E’ un appello ad aprire le porte a tutti coloro che vogliono criticare l’Islam o Muhammad, il Profeta dell’Islam (sallAllahu ‘aleyhi wa sallam) ed avere la libertà di criticare ed esprimersi senza alcuna restrizione.
(…) Hanno anche dato alla moglie gli stessi diritti del divorzio come quelli che ha il marito. Questo è qualcosa che causa la ribellione delle donne contro i loro mariti e che conduce alla disgregazione delle loro famiglie. qui
«Torino: esponente di Lega Nord minaccia studentessa musulmana»
Uno spazio dove inginocchiarsi per la preghiera del mezzogiorno, del pomeriggio e del tramonto. È questa la richiesta di Malek, la studentessa turca iscritta alla facoltà di Scienze del Politecnico di Torino. Un modo, scrive la ragazza, per poter proseguire serenamentemente la sua normale routine di studentessa e musulmana. (…) Ma invece, Mario Carossa, del Gruppo regionale della Lega Nord ha detto che quella dei musulmani per la religione e la creazione dei luoghi di preghiera ovunque si trovino è una vera e propria ossessione. Che cosa c’entra l’Università di Torino con la preghiera? Se questa studentessa è tanto interessata alle università coraniche ne può trovare nel mondo arabo senza venirle a cercare in Italia. Ha detto Carossa. Se questa studentessa turca è tanto interessata alla nostra Università la invito a pensare allo studio e non a come trasformare la casa della scienza, che per definizione è laica, nell’ennesimo luogo di preghiera. qui tramite Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani
(…) I musulmani rappresentano già un quarto della popolazione di Bruxelles. Per la maggior parte sono marocchini (70%) e turchi (20%), con un residuo misto di albanesi, egiziani, pachistani e nordafricani, giunti in Belgio a partire dagli anni Sessanta con un permesso di lavoro. Hanno utilizzato le leggi che favorivano la riunificazione familiare, portando al seguito mogli (al plurale) e figli. Per quanto riguarda i celibi, oltre il 60% dei giovani marocchini e turchi si sposano esclusivamente con persone del loro stesso Paese d’origine. Nessun contatto con gli “infedeli”. 
Si moltiplicano i minareti e le moschee sono proliferate fino a raggiungere il record di 77, mentre le donne che indossano il velo, il burqa o il niqab sono sempre più numerose. Ma piuttosto che le aride cifre sui ritmi di crescita demografica, a indicare lo scenario prossimo futuro è il nome più diffuso fra i neonati, già dal 2008: Mohammed. qui
Ricevo e pubblico con molto piacere.
Mi chiamo ****** e ho quasi trentacinque anni. Ho incontrato mio marito quando abitavo in ******: entrambi poco più che ventenni, belli, di buona famiglia e con buona istruzione alle spalle. Ci siamo innamorati e poi sposati. Io dell’Islam conoscevo tutto e non ne sono mai stata affascinata, (…) ma ho avuto modo di conoscere e frequentare anche il mio fidanzato, la sua famiglia e l’ambiente in cui è cresciuto, e la bilancia pendeva dalla sua parte. (…)
Leggo di molte italiane sposate a musulmani che sproloquiano di integrazione quando in realtà si potrebbe dire che i loro mariti hanno imparato a comportarsi civilmente. Non sei integrato semplicemente perché parli con noi infedeli senza sputarci addosso o perché ogni tanto ti fai un goccetto e una fetta di salame! Mio marito è integrato perché ha imparato ad amare la vita, ad amare e cercare con tutto se stesso il bello. E’ integrato perché vuole la migliore istruzione per i propri figli e vuole che crescano autonomi e felici, capaci di decidere per loro stessi. Mio marito è integrato perché ha capito cosa voglia dire essere liberi: di esprimersi, di decidere cosa voler mangiare e bere (ora è vegetariano!), di informarsi, di farsi un’opinione politica, di viaggiare, di credere o meno, di ascoltare e fare musica, di frequentare chi gli pare. Mio marito è integrato perché quando lo mando affanculo, lui mi manda affanculo, non mi tira uno schiaffo né mi “accarezza con un siwak”.
Quando alla televisione vede che dei bimbi muoiono per una catastrofe gli viene il magone sia che siano morti a Genova sia che siano morti a Van. E, care le mie matrone, è integrato perché quando legge le vostre cagate gli viene da bestemmiare. Sa che ogni vostra sparata si ripercuote su di lui, sui nostri figli. Grazie a fanatici come voi, i miei figli resteranno sempre dei figli di immigrato, dei “marocchini”. Ha capito che non tutti gli italiani sono razzisti perché ci si sono svegliati una mattina, ma perché ce li avete portati voi a diventarlo. Voi, specialisti della truffa allo Stato Sociale, ipocriti e invidiosi. Il vostro peccato più grande è odiare la vita, il regalo più bello e immeritato che il vostro allah vi ha donato, è rifiutare e rendere sporco tutto ciò che porta gioia. E non venitemi a raccontare che voi vi innalzate al cielo perché vi pulite il culo con la mano sinistra perché qualcuno “che sa” ve l’ha svelato. Cristo, siate seri. Io vi odio con tutto il mio cuore perché E’ odio, ciò che sapete diffondere, altro che da’wa. E questo odio poi se lo deve ingoiare mio marito quando nella porta del cesso di dove lavora trova scritto “a casa musulmani di merda”. E’ come se lo scriveste voi. So che questo mia lettera aperta, questo sfogo, non porterà a niente. Rimbalzerà come una pallina da tennis contro ad un muro.
Di gente così come voi mai ne ho incontrata, grazie a dio, e spero di non doverne mai incontrare. E siccome so che noi mogli di arabi siamo una preda succulenta e che potremmo farvi guadagnare un gradino sul podio della ummah se ci convertissimo vi dico già di stare alla larga da me, e soprattutto dai miei figli. (…) Ho sentito l’esigenza impellente di farmi sentire per rendere giustizia a mio marito e ai miei figli, i primi a pagare per colpa di questi odiatori di professione. Per far sapere ai nostri connazionali che, in pochi probabilmente, ma che ci siamo anche noi. Tra l’incudine e il martello. E che soffriamo nel sentirci associati nostro malgrado a certo marciume ma che speriamo sempre che ci sia quell’intelligenza che faccia comprendere che siamo diversi. Lo spero per i miei figli.






























































