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Troppi luoghi comuni da sfatare. “Non è vero che l’immigrazione si porti dietro il problema della sicurezza, perché in realtà trasgrediscono quanto noi italiani. Non è vero che ci portino via il lavoro. Anzi ci portano benessere”. L’arcivescovo Riccardo Fontana, delegato Cet per il servizio della carità, parla chiaro. Sulla legislazione italiana ha un giudizio molto negativo. (…) L’impressione – ha detto – è “che le norme siano fatte per creare attorno agli immigrati un problema”, anziché vederli come una “risorsa”. qui

”Chi nasce qui ha diritto di diventare cittadino italiano, ha detto Rossi, dobbiamo avere lo ‘ius soli’, come negli Usa e in tanti altri Paesi che hanno una storia di immigrazione piu’ forte della nostra”. qui

La Sovrintendenza agli studi del Texas ha adottato una risoluzione che diffida gli editori dal pubblicare testi di storia che rechino un pregiudizio anti-cristiano e pro-islamico. La risoluzione precisa che “i libri di testo di tutto il Paese riportano mezze verità, disinformazione selettiva e falsi stereotipi editoriali, pro-islamici/anti-cristiani” ed elenca pagine di esempi specifici. Indica anche una serie di aggettivi che sminuiscono i cristiani mentre i musulmani sono descritti in termini favorevoli quando non superlativi: i crociati sono chiamati aggressori, “violenti” e “invasori” mentre la conquista musulmana di terre cristiane è segnalata come “migrazioni” effettuate da “costruttori di imperi”.

(…) in genere all’islam si dedica il doppio dello spazio riservato al cristianesimo e alle altre religioni del mondo. Uno dei testi citati afferma che l’islam “portò ricchezze inenarrabili a migliaia di persone e una vita migliore a milioni di persone”, mentre “a causa dello zelo religioso [cristiano europeo] molte persone morirono e molte civiltà furono distrutte“. Lo stesso libro paragona “l’attenzione musulmana alla pulizia” con quella degli svedesi in Russia, che erano “le creature più zozze di Dio.” qui

Gli immigrati aumentano, si sentono, si avvertono sempre di più. (…) L’Europa ha fallito e se ne accorge in ritardo. A perdere è stato il modello basato su una società aperta, dinamica. L’Europa poteva guardare gli Stati Uniti, ma l’Europa non è l’America e il sentimento europeo non ha appeal sui musulmani. (…) Cresce la voglia di identità, di nazionalismo, di difesa, spopolano le destre estreme, xenofobe. Vince il partito anti islamico di Wilders in un’Olanda sempre più diffidente. L’omicidio di Theo van Gogh ha lasciato un segno indelebile. Gli olandesi non hanno mai perdonato quel marocchino che in una strada di Amsterdam uccise il regista. qui

«Ecco l’occidente becero e rozzo nel suo simbolismo assassino e terrorista, a cui basta BRUCIARE qualcosa per eliminarne anche il significato. (…)  A milioni si convertono all’Islam negli stati uniti ogni anno, che provino a fermare l’Islam e gli unici a bruciare saranno loro. (…) Se avessi le possibillità lavorative che ho qua ed avessi possibilità di carriera tornerei anche oggi al mio paese. (…) per un musulmano è sempre preferibile vivere in un paese musulmano.» qui e qui

L’Imam Feisal Abdul Rauf, responsabile del progetto di costruire una moschea nei pressi di Ground Zero, teme fortemente che uno spostamento del luogo di culto spingerebbe il mondo musulmano a reagire sentendosi ‘sotto attacco negli Stati Uniti’. Il mondo musulmano potrebbe reagire – ha detto – con grandi titoli affermando che l’Islam e’ sotto attacco negli Usa. (Ansa)

Frattini:  ‘Non dobbiamo fare confusione tra Islam e terrorismo”.

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Pakistan: Bibbia bruciata dai seguaci della religione di “pace, amore, fratellanza, tolleranza e amicizia”. qui e qui

“Lode ad Allah. Cerco il suo aiuto e il suo perdono”. Si pente con queste parole Khalid Sheikh Mohammed, la mente dell’attentato dell’11 settembre. “Cerco rifugio in Allah dal male dentro di noi e dalle nostre cattive azioni”. Alla vigilia delle commemorazioni altre due questioni tengono banco. La prima è la proposta di un pastore di bruciare pubblicamente un corano. La seconda è il progetto di costruzione di un centro culturale islamico con all’interno una moschea nei pressi di Ground Zero. Il Washington Post ha pubblicato un sondaggio secondo cui il 66 percento degli statunitensi è fortemente contrario al progetto e il 49  percento sostiene di non avere una buona opinione dell’Islam. Un terzo degli statunitensi poi, crede che questa religione spinga alla violenza. (P.R.)



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Sostenitori e oppositori del progetto per la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero. (…) “Non dimenticheremo mai l’11 settembre, e non permetteremo all’Islam di marchiare con una moschea la sua vittoria” recitava un cartello esposto da un manifestante del fronte degli oppositori. “Voi potete costruire la vostra moschea a Ground Zero, mentre noi non possiamo costruire una sinagoga a La Mecca”, si leggeva su un altro cartello. (Apcom)

Avrebbero voluto il martirio tre dei quattro turchi morti nel blitz israeliano contro la nave che trasportava aiuti a Gaza. Lo hanno rivelato parenti e amici delle tre vittime in alcune interviste a quotidiani. Ad esempio la moglie di Haydar Bengi, 39 anni, ha dichiarato: “Da anni desiderava di andare in Palestina e pregava costantemente affinche’ diventasse un martire“. qui

«Il comportamento di Israele deve essere assolutamente punito» tuona da Ankara il premier Tayyip Erdogan, condannando il raid e l’uccisione di quattro connazionali. «Psicologicamente per noi è come l’11 Settembre» ha aggiunto il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu prima di incontrare a Washington Hillary Clinton. qui

“Pacifisti”


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E questo

Una moschea da 100 milioni di dollari a pochi passi da Ground Zero. Sta suscitando grandi polemiche e ha scatenato l’ira dei familiari delle vittime dell’11 settembre il progetto della «American Society for Muslim Advancement» (Società americana per la promozione della religione musulmana) di costruire nel cuore di New York un grande centro culturale islamico. Oltre a una delle moschee più grandi dell’Occidente (…) dovrebbe essere presente anche una piscina, un teatro e un centro sportivo. (…) Un’iniziativa molto più ampia ribattezzata «progetto Cordoba» che secondo i suoi ideatori avrebbe un’unica finalità: avvicinare il mondo musulmano all’Occidente. (Corriere)


Washington – “Finiranno come Theo van Gogh“.

Così Revolutionmuslim.com, un sito islamico radicale newyorchese, ha minacciato gli autori del cartoon satirico South Park, Trey Parker e Matt Stone, pubblicando le loro foto accanto a quella del regista olandese accoltellato a morte nel 2004 ad Amsterdam da un musulmano fondamentalista. A scatenare la loro ira, l’immagine di Maometto travestito da orso, comparsa nell’ultima puntata di questo controverso cartone animato televisivo. Questa – si legge nel sito – non è una minaccia ma un avvertimento sulla realtà di quanto probabilmente accadrà loro“. E per rendere questo messaggio di morte ancora più credibile, accanto alle foto dei due creatori televisivi è stato “postato” l’audio di un sermone di Anwar al Awlaki, in cui questo terrorista nato negli States e rifugiato in Yemen, esorta a uccidere tutti coloro i quali “diffamano” il profeta Maometto. qui

Convertiti

«E’ necessario un “motivo valido” per la poligamia?»

«Non ci sono motivi validi sorella, l’unico motivo valido è se ne voglio un altra e posso permettermela me la sposo e non sono biasimevole in nulla se lo faccio, certo magari è meglio non sposarsene 4 tutte vergini giovani e ricche piuttosto meglio una vedova con degli orfani o una donna bisognosa, ma assolutamente non è vietato prendersene prive di figli o problemi.» qui

«Salam, inscallah a Settembre mi vorrei sposare con il mio fidanzato, mi chiedevo se i miei genitori, che sono cristiani, possono assistere alla cerimonia

«Il Profeta muhammad alay salatu wa salam disse:Non è forse vero che la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo? Questo per via della sua intelligenza inferiore. e disse anche: abbi cura delle donne perchè le donne possono procreare da una costola. Ora la parte più incurvata di una costola è la parte superiore. Se cerchi di raddrizzarla, si spezzerà e se la lasci stare, rimarrà sempre curva. Quindi abbi cura delle donne. ecco alcuni hadith messi in soffitta dal politically correct e che ogni tanto van tirati fuori (…)» qui

«Io sapevo che si possono sposare i fratelli del fratello di latte, ma solo quelli più grandi, quelli più piccoli no.» qui

«Implementare la Legge Sacra e stabilire un governo islamico e’ un ordine divino, a cui i Taliban hanno adempiuto al meglio delle loro possibilita’.» qui

Cinque soldati musulmani di stanza a Fort Jackson, nel South Carolina, sono stati arrestati prima di Natale per aver tentato di avvelenare il cibo dei commilitoni diretti in Iraq e Afghanistan: la notizia e’ stata divulgata oggi dalla Cbn. (RCD) qui

«(…) E’ chiaro anche da uno studio superficiale del Corano che l’Islam non permette, condona o incita alla violenza. Piuttosto il contrario, è contro la violenza e la permette solo in caso di autodifesa. Sostenere il contrario è niente più che narrativa fantasy di basso livello. I critici del Corano dovrebbero tenere a mente che se la Bibbia venisse citata fuori dal contesto allo stesso modo, apparirebbe come un testo di violenza estrema.» qui

9:29. Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.

48:28. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità, per farla prevalere su ogni altra religione.

61:7. Chi è più iniquo di colui che inventa menzogne contro Allah, nonostante venga chiamato all’Islàm? Allah non guida gli ingiusti. 8. Vogliono spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah completerà la Sua luce a dispetto dei miscredenti. 9. Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la Guida e la Religione della verità, affinché essa prevalga su ogni religione a dispetto degli associatori.

33:60. Se gli ipocriti, coloro che hanno un morbo nel cuore e coloro che spargono la sedizione non smettono, ti faremo scendere in guerra contro di loro e rimarranno ben poco nelle tue vicinanze. 61. Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte. 62. Questa è stata la consuetudine di Allah nei confronti di coloro che vissero precedentemente. Non troverai alcun cambiamento nella consuetudine di Allah.

Diciannove anni, studente a Padova, una vita sicura in Occidente ha piantato tutto per unirsi alla lotta armata islamica. (…) «Il padre l’ha accompagnato fino a Dubai facendogli un accurato lavaggio del cervello. Ha spiegato al giovane che era dovere di ogni buon musulmano partecipare alla guerra santa e che quindi avrebbe dovuto tornare in patria per combattere contro gli infedeli, cioè gli etiopi che in quel momento occupavano l’ex colonia italiana». (…) Che ormai la Somalia sia piena di giovani emigrati che rientrano in patria per combattere la guerra santa è chiarissimo. Molti sono gli americani, soprattutto del Minnesota, altri arrivano dal Canada e altri ancora dall’Europa. Proprio venerdì è stato dato l’annuncio che il kamikaze che il 3 dicembre si è fatto saltare all’hotel Shamu, alla cerimonia di laurea di un gruppo di studenti, provocando almeno 22 morti tra cui tre ministri, proveniva dalla Danimarca. qui

Mentre gli svizzeri dicevano no ai minareti, noi accoglievamo due terroristi islamici.

(…) Insieme a Nasri, nel capoluogo lombardo e’ approdato anche un altro tunisino, anch’esso accusato di terrorismo: Adel Ben Mabrouk, ex barbiere della moschea di viale Jenner colpevole, secondo l’ipotesi accusatoria dei magistrati milanesi, di aver pianificato una serie di attentati, mai realizzati, al Duomo di Cremona, alla metropolitana e al Duomo di Milano. (…)

I terroristi islamici in cella con i detenuti comuni. Il pericolo più grande è che i carcerati potrebbero trovare nel jihadismo una svolta nella loro vita.

Il nuovo fronte della jihad in Italia potrebbe diventare le carceri. Il proselitismo dietro le sbarre è un pericolo noto e già molto diffuso negli Stati Uniti come in Francia e in Olanda. (…) In alcuni istituti penitenziari del Nord l’80 per cento dei detenuti è rappresentato da extracomunitari e molti sono di religione islamica. (…) E già si segnalano diverse conversioni all’Islam anche di cittadini italiani. A questo proposito si ricorda il caso di Domenico Quaranta che nel maggio 2002 tentò di compiere un attentato nella metropolitana di Milano con due bombole di gas inneggiando ad Allah. Quaranta, pregiudicato siciliano si era convertito in carcere. qui

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(…) Prendiamo l’intervento di J.C. Arenas, uno dei blogger della Destra statunitense, sull’American Thinker, uno dei siti più seguiti, dal significativo titolo: “Il discorso codardo di Obama a Fort Hood“. Il presidente si è recato ai funerali delle vittime del massacro ma, sottolinea Arenas, “in nessun punto del suo intervento si è preoccupato di descrivere chi è il nemico che noi continuiamo fronteggiare. Ha parlato in modo vago di estremismo e di follia, ma — spiega Arenas — non ha mai puntato il dito direttamente contro l’Islam”.

L’uomo della casa Bianca nato da un padre musulmano, bandiera del pluralismo culturale e religioso, secondo il blogger non vuole vedere. Anzi. Omette la realtà. Un sentimento diffuso in una parte dell’America profonda (e non solo). Allen West un ex colonnello dell’esercito, vicino al Comitato Nazionale del Partito Repubblicano, in una dichiarazione pubblica ha detto che “ormai i nemici si sono infiltrati nelle nostre basi militari e alcuni di loro sono stati sottoposti al lavaggio del cervello”. (…)

Come Mark Steyn. Che fa del sarcasmo sulle paure delle ripercussioni sui musulmani arruolati sotto le armi negli Stati Uniti. “Ah sì — scrive — per ora il body count (il conteggio dei corpi) è non muslims 13, muslims 0″. Messaggio che più chiaro non poteva essere. (…) In vasti settori della società americana è rimasta, profonda la diffidenza, il timore, la paura rispetto alla presenza dei musulmani sul territorio americano. Per quella parte del paese, il fossato rimane profondo. E le stragi come quella di Fort Hood rafforzano questa convinzione. qui

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(Internet)

Nidal Malik Hasan, l’autore della strage di Fort Hood, costata la vita a 13 persone, era tenuto sotto controllo dall’Fbi da almeno sei mesi. Gli agenti federali, rivela il Telegraph, lo sospettavano di essere l’autore di alcuni ‘post’ su internet in cui si parlava dei kamikaze islamici come di veri e propri “eroi”. Sul sito Scribd, dicono fonti dell’Fbi, una persona che si firmava Nidal Hasan aveva scritto svariati commenti sui kamikaze. In quei post si parlava dei suicidi islamici come di eroi impegnati in una battaglia per la difesa, appunto, dell’Islam. “Se un attentatore suicida riesce sacrificandosi a uccidere cento soldati stranieri questa è una vittoria strategica”. qui

Perché l’islam non c’entra mai niente.

(…) Più dell’ospitalità contano, però, i servizi in cella. Tre volte alla settimana ogni galeotto riceve tre quotidiani tra cui, oltre all’americano Usa Today, un giornale saudita e uno egiziano. Chi vuole testi più impegnativi può approfittare di una libreria con 16mila libri e oltre 160 riviste. Chi preferisce la televisione può invece richiedere i Dvd di un rifornito centro video.

All’ora dei pasti ogni recluso sa di poter contare su un pranzo rigorosamente «halal», ovvero cucinato in base ai precetti dell’islam e della cucina mediorientale. Per non sbagliare il Pentagono ha anche fatto aprire un forno dove si prepara il tipico pane arabo a forma di pizza distribuito assieme a razioni di datteri, miele ed olio d’oliva. Comfort e privilegi sconosciuti agli ospiti del «super max» di Florence, la prigione di massima sicurezza dove l’amministrazione Obama vuole trasferire gli ultimi prigionieri della guerra al terrorismo. (…) Oggi, insomma, per dirla con Peter King, un rappresentante repubblicano del Congresso reduce da una visita alla prigione, «l’unico scandalo di Guantanamo è che i detenuti là dentro se la passano fin troppo bene». qui

Sognava la Jihad, predicava contro lo Stato e raccoglieva armi, diceva di essere pronto “a farsi saltare per aria”. Non a Bagdad, ma Detroit. Christopher Thomas, 53 anni, meglio conosciuto come Luqman Ameen Abdullah, è stato ucciso dall’Fbi durante un conflitto a fuoco. (…)

Gli agenti federali indagavano da tempo sul gruppo “Ummah” al quale era legato Abdullah e un buon numero di discepoli, cittadini afro-americani molti dei quali hanno abbracciato l’Islam in carcere. Negli Stati Uniti operano diverse micro-organizzazioni di ispirazione islamista. Di solito sono composte da persone di colore e da immigrati venuti dall’area caraibica, spesso mescolano la politica con attività illecite, dai furti a crimini più seri. Il punto di contatto possono essere piccole moschee – Abdullah guidava la preghiera nel luogo di culto Masjid Al Haqq – ma è più facile che reclutino i loro membri in carcere. qui

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