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Fra il 2004 e il 2011 la Regione Emilia Romagna ha speso 123 milioni di euro allo scopo di favorire l’integrazione sociale degli immigrati; 17,6 milioni ogni anno”. E’ quanto rileva in una nota il consigliere regionale Fabio Filippi (Pdl), che precisa: ”Fra le diverse voci di spesa ve ne e’ una molto singolare relativa agli 80mila euro, concessi nel 2007 al Comune di Reggio Emilia, per realizzare un progetto cosi’ denominato: ‘Conoscere le regole del gioco’. Altri 80mila euro sono stati concessi al Comune di Ferrara, per la realizzazione del progetto denominato ‘Mediazione sociale e processi di integrazione”. Per il 2012 la spesa regionale prevista per l’integrazione ammonterebbe a soli, si fa per dire, 3,1 milioni di euro”.
”A fronte di cio’ – osserva – vi sono ancora vaste comunita’ di immigrati, in particolare quelli cinesi, che continuano ad agire secondo le regole, le tradizioni ed i costumi della Cina, sia in campo sanitario che sociale ed altre comunita’, come quelle rappresentate dagli immigrati di religione musulmana, che continuano ad agire secondo regole stabilite non dallo Stato italiano ma dal Corano”.  (ASCA)

Europe-DhimmiSi chiama Kaiciid, ed è un nuovissimo Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale che il re saudita Abdullah Ben Abdulaziz ha voluto fondare a Vienna assieme ad Austria e Spagna dopo aver ottenuto un riconoscimento anche dall’Onu. E il Vaticano manda un suo rappresentante.  (…) Sui libri di testo degli studenti delle superiori, pubblicati dal ministero dell’Istruzione di Riad, si leggono frasi del tipo: «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l’approvazione dei musulmani». E recita un libro in uso alle scuole medie: «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù». (…) Il Partito verde austriaco ha espresso dubbi sulle reali intenzioni del regno saudita nel promuovere il Centro – e pagare le spese per i primi tre anni – quando nello stesso tempo esso finanzia molte moschee in Europa dove si predica il wahabismo, l’islam radicale e guerriero. qui

In una scuola di Winterthur,  uno scolaro musulmano di 12 anni ha cercato di convertire all’Islam uno dei suoi compagni. Quando questi ha rifiutato, gli altri ragazzini musulmani l’hanno talmente tormentato che i suoi genitori hanno dovuto trasferirlo in un’altra scuola. (…) Commenti pesanti sono piovuti a raffica su Facebook e leggendoli si sarebbe potuto credere che la presa del potere da parte dei musulmani in Svizzera sia imminente. E’ rivoltante che un conflitto isolato tra ragazzini abbia scatenato un’ondata anti-islamica di una simile portata. Supporre  che tutti i musulmani in Svizzera vogliano introdurre la Sharia nel nostro paese corrisponde a isterismo estremo. qui

C’è una stretta correlazione tra immigrazione clandestina e carceri. (…) E’  il monito lanciato dal ministro della Giustizia, Paola Severino. (…) E’ evidente, ha poi aggiunto il guardasigilli, “che l’emarginazione dello straniero, soprattutto clandestino, è occasione per la criminalità perché’ si tratta di persone senza punti di riferimento , che hanno bisogno di tutto, e questo provoca danni a cascata”. qui

Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano – in provincia di Vicenza – sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio – un assiduo frequentatore della comunità islamica locale – in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo. qui

Le autorità di Bruxelles hanno preso la decisione di mettere sulla piazza centrale della città al posto dell’albero di Natale tradizionale una installazione digitale. La decisione ha provocato le proteste tra gli utenti dei socialnetwork. La situazione si è surriscaldata dopo il commento di un componente del Consiglio comunale, Bianca Debaets, che ha spiegato la scelta dei motivi religiosi: l’albero di Natale, simbolo cristiano, potrebbe offendere i sentimenti religiosi dei rappresentanti di altre confessioni. qui

Dalle prime ore di questa mattina la polizia ha eseguito una serie di arresti e perquisizioni in diverse città d’Italia (…). Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di “incitamento all’odio razziale ed etnico”. La polizia ha, poi, oscurando il forum italiano di Stormfront, il sito che esprime posizioni di nazionalismo, supremazia bianca e antisemitismo. qui

«(…)  Nel caso in cui vi sia un significativo interesse e un grande vantaggio per l’Islam allora è consentito. (…)  Non v’è alcun dubbio che gli attentati suicidi fī-Sabīlillāhi contro i nemici di Allāh e del Suo Messaggero e contro i nemici dei musulmani, siano un’azione meritoria che avvicina il musulmano al suo Rabb, e non v’è alcun dubbio che sia un modo eccellente per cundurre il jihād fī-Sabīlillāhi; chi muore in operazioni di questo tipo è uno šahīd, in-Šā’-Allāh …(…)

I vili ebrei sono un ammasso generalizzato di vizi e di corruzione, e un semenzaio di perversioni e d’iniquità; essi sono i più acerrimi nemici dell’islām e dei musulmani. Allāh ha reso necessario combatterli e portare avanti il jihād contro di loro di modo che la parola di Allāh sia la più elevata e la parola dei kuffar la più bassa qui

Sono trascorsi più di due anni e il thread è ancora lì.

Il crocifisso va tolto dalla parete a «garanzia della laicità del locale che è pubblico e a uso civico» ordina il Comune di Rosignano Marittimo (centrosinistra, con sindaco del Pd). (…) Il crocifisso resta appeso, nonostante il regolamento e la lettera del Comune. «Noi non abbiamo nessuna intenzione di toglierlo – conferma il responsabile della Misericordia di Castelnuovo, Andrea Filippi – perché è un simbolo della nostra cultura, non offende nessuno e non accettiamo diktat sulla libertà di professare il nostro credo religioso. Infine il crocifisso è il simbolo del cristianesimo che, se non sbaglio, unisce idealmente non solo l’Italia ma tutta la nostra Europa». qui

Un anno fa Naima aveva raggiunto in Italia il consorte, ma lui non poteva sopportare che lei vedesse degli italiani. La picchiava di giorno e di notte, l’ultima volta aveva utilizzato una pesante livella da muratore. La giovane, con uno stratagemma, era andata al pronto soccorso, e poi si era fatta prendere in consegna dal commissariato di Gallarate, dove aveva denunciato il marito aguzzino, poi arrestato per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. qui

E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato. Dopo ha scritto sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel “Ti amo” col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica».  qui

L’Europa e’ la destinazione principale verso cui si orienta il 32,6% dei migranti. Al 1° gennaio 2011 la popolazione straniera presente in Europa era pari a circa 40 milioni, l’8% della popolazione residente, con un aumento percentuale dal 2002 del 179% (Eurostat). In Italia gli immigrati regolarmente presenti sono oltre 5 milioni (Caritas), l’8,3% sul totale della popolazione. Il 12,8% di questi risiede al Sud. Per Santino Scire’, presidente Acli Sicilia e vicepresidente nazionale Acli con delega all’Immigrazione, “il primo impegno deve essere culturale ed ha una duplice dimensione: contrasto e contenimento del sentimento della ‘paura’ dell’altro e del diverso che ha fin troppo caratterizzato la cultura, e persino la politica, degli ultimi anni in Italia”. (Adnkronos)

La storia raccontata dalla 28enne è quella di una ragazza occidentale che nasce cristiana e si converte dopo un viaggio a Dubai, all’età di 18 anni. “Ho scoperto una religione, l’islam, che riesce a dare un significato e una pienezza ad ogni momento della mia vita” ha detto la ragazza, che ha raccontato del fascino provato nel suo viaggio nel vicino Oriente. Da ragazza punk e ribelle, Nora Illi diventa una donna madre, con quattro figli e un marito mussulmano, anch’egli svizzero di nascita. (…)

Per quanto riguarda il rapporto tra uomini e donne e il tema della poligamia, Nora Illi ha le idee chiare. Secondo la donna, la poligamia presenta molti vantaggi: “Le responsabilità nell’ambito della vita matrimoniale vengono suddivise e ciò rappresenta un alleggerimento per la donna. Anche per quanto riguarda l’ambito sessuale, la poligamia dà la possibilità di variare“.

Come scrive il Blick, Maischberger ha chiesto a Nora Illi se è possibile anche per lei, come donna, “variare”. Nora Illi: “nell’islam l’uomo può avere quattro donne, ma la donna può avere soltanto un uomo. Questa regola è conforme alla natura. Le donne hanno meno impulsi sessuali rispetto agli uomini“. qui

In Belgio il partito Islam promette di instaurare la sharia. E parte la protesta dei residenti. (…)  L’obiettivo della mobilitazione è quello di mettere fuori legge “Islam” poiché “uno degli eletti ha espresso il proprio auspicio acchè il Belgio divenga uno stato islamico ed introduca la sharia, in totale opposizione alle leggi democratiche belghe ed europee“. Isteria dettata da pregiudizi xenofobi? Parrebbe di no dalle affermazioni rilasciate dal neoconsigliere in questione ad un giornale nazionale.

Costui dopo aver ricordato che il suo è un partito democratico, tollerante e quant’altro, ammette, tuttavia, che: Vogliamo spiegare la Legge islamica e, se il popolo lo vorrà, instaureremo la sharia per via referendaria entro 10, 15 o 20 anni.  Oggi, senza dubbio è troppo presto. la società non  è pronta: dovremmo tagliare troppe mani”. Altre perle  dall intervista riguardano il favore alla pena capitale per “i reati particolarmente odiosi“, il divieto di ambienti di lavoro e socializzazione misti per uomini e donne e l’opzione del matrimonio per gli adolescenti onde scoraggiare l’utilizzo di contraccettivi già a partire da 12 anni“. qui

Un imam tunisino che esercitava in una moschea di Parigi, Mohammed Hammami, è stato espulso dalla Francia per affermazioni “favorevoli alla jihad violenta, antisemite e che giustificano il ricorso alla violenza” contro le donne. Lo ha annunciato il ministero dell’interno, precisando “i fatti che gli sono rimproverati sono particolarmente gravi”. Hammami era il responsabile religioso della Moschea Omar, nell’XI arrondissement di Parigi. (ANSAmed)

In Inghilterra,  invece, una seguace della religione di pace, amore e tolleranza, ha ucciso il figlio di sette anni a bastonate (bruciandone poi il corpo) perché era riuscito a memorizzare solo alcuni versetti del corano, mentre lei pretendeva che memorizzasse almeno “35 pagine in tre mesi. Il bambino, pensate un po’, preferiva giocare con i coetanei. qui

«Disse il Profeta (s): “obbligate i vostri figli a compiere la preghiera all’eta  di sette anni, picchiateli dopo i dieci se non la compiono”.» 

È polemica in Trentino dopo il divieto rivolto ai bambini di una scuola dell’infanzia di fare il segno della croce e recitare la preghiera prima del pranzo. La vicenda ha origine dalla decisione presa dalla coordinatrice pedagogica della scuola dell’infanzia di Frassilongo. La motivazione è di ispirazione laica, nessuna manifestazione di fede religiosa deve trovare spazio in una scuola pubblica. Che sia il segno della croce o qualsiasi tipo di preghiera, dice la coordinatrice. (La Stampa)

Il 16 ottobre scorso, un tribunale saudita ha confermato in appello la validità del matrimonio tra una bambina di otto anni ed un uomo di 50, affermando  che la tradizione islamica ammette il matrimonio di bambine, a condizione che non abbiano rapporti sessuali prima della pubertà. La questione dell’età minima per sposarsi è estremamente controversa nei Paesi islamici. Chi si oppone a fissarla indica il fatto che lo stesso Maometto prese in moglie una bimba di nove anni.

L’Unicef ha espresso “profonda preoccupazione”,  mentre un portavoce del Dipartimento di Stato, Robert Wood, ha parlato di “chiara e inaccettabile violazione dei diritti umani”. Il ministro saudita della giustizia Mohamed al-Issa ha annunciato di voler “porre fine alla arbitrarietà dei genitori che danno in moglie ragazze minorenni”. Il ministro, però, non ha parlato di divieti, ma solo di voler “preservare i diritti” delle giovani e di “eliminare gli aspetti negativi del matrimonio delle minorenni”. qui

Perché, ci sono aspetti positivi nella pratica della pedofilia?

Eurabia. qui

Il Comune paga alcuni privati affinché diano delle case in affitto agli immigrati, i quali pagano poi un canone molto esiguo (alcuni pagano anche 50 euro). Funziona così. Il Comune e l’Acer (l’ex Iacp), individuano appartamenti di privati a cui offrono di fare un contratto, pagare completamente l’affitto, le caparra e l’agenzia immobiliare che ha trovato la soluzione e ci inseriscono il nucleo familiare. Così il Comune spende in affitti per altri immobili destinati solo agli immigrati altri 734mila euro. (…) La cifra diventa poi 1 milione 300mila euro grazie ad altri interventi sociali connessi. «Se un italiano finisce per strada non credo ci si adoperi con lo stesso tipo di aiuto. Basta guardarsi in giro e capire che disastri sta facendo la crisi su tutte famiglie. Non capisco perché ci debba essere questa disparità di trattamento. Voglio andare fino in fondo su questa vicenda”, è la dichiarazione di Lucia Borgonzoni della Lega Nord. qui

(…) Anche senza parlare di criminalità si ha la sensazione che gli immigrati si stiano impadronendo della Francia, pezzo dopo pezzo. Molte città e i loro dintorni sono europee ormai solo d’aspetto, quando al loro interno da lungo tempo vigono regole orientali. (…)

Ci avevano detto che sulle strade dei quartieri arabi non sarebbe stato possibile girare. E la nostra risposta è stata: ma come è possibile, siete la Francia, il centro d’Europa! Ma ci avevano avvertito che appena saremmo entrati con le telecamere ci avrebbero assaltati. Non ci credevamo, ma non siamo riusciti nemmeno a uscire dalla macchina che il nostro cameraman è stato colpito al viso.» 

La polizia si è rifiutata di aiutare i giornalisti, provando addirittura ad intralciare i lavori di ripresa. Loro stessi non hanno alcun potere in quei quartieri e hanno paura di entrarci una volta in più del necessario.

Alle mense scolastiche spesso non danno il maiale. Capita anche che facciano pressione sui bambini non musulmani perchè non mangino la carne di maiale. In alcuni centri hanno istituito nelle piscine dei turni durante i quali possono nuotare solo le donne. Un domani potrebbero apparire autobus separati fra uomini e donne. qui

Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)

Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.

A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgiopromette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”.

Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui

«Religione di pace», naturalmente.

Il ministero della Giustizia del Qatar sta preparando un disegno di legge per vietare attacchi e offese alle religioni. Lo scopo ultimo di questa iniziativa è che la legge diventi legge internazionale con l’aiuto delle Nazioni Unite. La notizia viene riportata oggi dal giornale di Doha Gulf Times. “Negli ultimi anni vi sono stati insulti e offese contro le religioni attraverso disegni, film e altri mezzi, quindi abbiamo preso l’iniziativa di creare uno strumento legislativo a livello internazionale per proteggere la sacralità di tutte le religioni. La bozza verrà presentata alle Nazioni Unite”, ha dichiarato il ministro della Giustizia del Qatar, Hassan bin Abdullah al-Ghanem. (ANSAmed)

(…) Persecuzione diretta da parte della comunità islamica; imbarazzo e indifferenza verso la loro sorte da parte dei cristiani: è la situazione che affrontano molti musulmani che si sono convertiti al cristianesimo, non solo nei loro Paesi di origine, ma anche in Europa, dove – invece di garantire la libertà di coscienza - si difende soltanto la libertà per i musulmani di testimoniare la loro fede. (…) qui

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