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Si chiama Kaiciid, ed è un nuovissimo Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale che il re saudita Abdullah Ben Abdulaziz ha voluto fondare a Vienna assieme ad Austria e Spagna dopo aver ottenuto un riconoscimento anche dall’Onu. E il Vaticano manda un suo rappresentante. (…) Sui libri di testo degli studenti delle superiori, pubblicati dal ministero dell’Istruzione di Riad, si leggono frasi del tipo: «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l’approvazione dei musulmani». E recita un libro in uso alle scuole medie: «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù». (…) Il Partito verde austriaco ha espresso dubbi sulle reali intenzioni del regno saudita nel promuovere il Centro – e pagare le spese per i primi tre anni – quando nello stesso tempo esso finanzia molte moschee in Europa dove si predica il wahabismo, l’islam radicale e guerriero. qui
In una scuola di Winterthur, uno scolaro musulmano di 12 anni ha cercato di convertire all’Islam uno dei suoi compagni. Quando questi ha rifiutato, gli altri ragazzini musulmani l’hanno talmente tormentato che i suoi genitori hanno dovuto trasferirlo in un’altra scuola. (…) Commenti pesanti sono piovuti a raffica su Facebook e leggendoli si sarebbe potuto credere che la presa del potere da parte dei musulmani in Svizzera sia imminente. E’ rivoltante che un conflitto isolato tra ragazzini abbia scatenato un’ondata anti-islamica di una simile portata. Supporre che tutti i musulmani in Svizzera vogliano introdurre la Sharia nel nostro paese corrisponde a isterismo estremo. qui
In Belgio il partito Islam promette di instaurare la sharia. E parte la protesta dei residenti. (…) L’obiettivo della mobilitazione è quello di mettere fuori legge “Islam” poiché “uno degli eletti ha espresso il proprio auspicio acchè il Belgio divenga uno stato islamico ed introduca la sharia, in totale opposizione alle leggi democratiche belghe ed europee“. Isteria dettata da pregiudizi xenofobi? Parrebbe di no dalle affermazioni rilasciate dal neoconsigliere in questione ad un giornale nazionale.
Costui dopo aver ricordato che il suo è un partito democratico, tollerante e quant’altro, ammette, tuttavia, che: “Vogliamo spiegare la Legge islamica e, se il popolo lo vorrà, instaureremo la sharia per via referendaria entro 10, 15 o 20 anni. Oggi, senza dubbio è troppo presto. la società non è pronta: dovremmo tagliare troppe mani”. Altre perle dall intervista riguardano il favore alla pena capitale per “i reati particolarmente odiosi“, il divieto di ambienti di lavoro e socializzazione misti per uomini e donne e l’opzione del matrimonio per gli adolescenti onde “scoraggiare l’utilizzo di contraccettivi già a partire da 12 anni“. qui
(…) Che la colonizzazione islamista non sia un fatto spontaneo, ma risponda a piani di potere religioso e politico è dimostrato, per la Du Coudray, dai casi del Congo e del Ciad. In Congo, ha denunciato, «la presenza dell’Onu è sinonimo di costruzione di moschee. I Caschi blu provengono solo da paesi islamici e sono lo strumento, anche economico, della diffusione dell’islam più radicale». In Ciad, nei territori a maggioranza cristiana, vengono costruite moschee dove non ci sono fedeli. La spiegazione? «Convertiamo il suolo aspettando la conversione degli uomini». (…) qui
Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)
Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.
A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgio” promette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”. 
Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui
«Religione di pace», naturalmente.
Secondo il dossier, realizzato dall’«Aiuto alla Chiesa che soffre», un’organizzazione di Diritto pontificio, i cristiani restano la comunità più esposta a discriminazioni e persecuzioni. (…) La propagazione e la radicalizzazione dell’islam nei Balcani inizia a creare situazioni preoccupanti anche in Europa. In alcune aree della Bosnia-Erzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l’Iran e l’Arabia Saudita» stanno dando vita a comunità islamiche sempre più fanatiche. «In Albania – stando al rapporto – intimorisce la diffusione di un Islam più intollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita» (…). qui
La Francia deve lottare con determinazione contro i terroristi islamici, “vere serpi in seno”, ha affermato il ministro dell’Interno francese, Manuel Valls a Marsiglia. Valls ha invocato “la mobilitazione di tutta la società”, per contrastare “un mix del processo di radicalizzazione che va dalla piccola delinquenza al crimine organizzato, l’incontro con l’Islam radicale in prigione, il passaggio a questo Islam radicale”. (ANSA)
(…) Don Piero – parroco di San Terenzo, frazione di Lerici, in provincia di La Spezia – ha pensato bene di appendere le caricature anti-islam direttamente in bacheca, quella che in genere ospita i più pacati avvisi sui corsi di catechismo e le riunioni in vista della festività imminente o l’iniziativa parrocchiale della domenica pomeriggio.(…) Apparire il disegno in cui l’islamico se la prende con l’occidentale «bastardo infedele e razzista»pensando che «uno di questi giorni ucciderò anche te». Oppure quello in questa pagina pubblicato, con il musulmano dall’espressione malvagia nell’atto di ritrarre un ebreo a mo’ di nazista sanguinario, e contemporaneamente a prendersela con il cattolico che, placido e pacifico, disegna un Maometto sorridente. O ancora, immagini di guerriglieri integralisti in perfetto stile Al Qaeda. (…) L’accusa: “Razzista provocatore”» qui
Dunque, riepilogando: in Nigeria, come in tantissimi Paesi islamici, i cristiani vengono sgozzati, bruciati vivi, violentati, obbligati alla conversione, fatti saltare in aria, discriminati. I fedeli cattolici: muti. In Italia, maestri e professori – in nome dell’islamicamente corretto – decidono di non celebrare le festività cristiane. I fedeli cattolici: muti. In Italia, un sacerdote recita alcuni versetti “pacifici” del Corano durante la messa. I fedeli cattolici: muti. Nei Paesi islamici, come anche in occidente, il Papa, la chiesa e il cristianesimo vengono quotidianamente scherniti. I fedeli cattolici: muti. A Milano, «migliaia di islamici occuparono piazza del Duomo senza alcuna autorizzazione, forzarono un posto di blocco ferendo quattro agenti, oltraggiarono con l’esibizione della preghiera islamica un simbolo della cristianità, bruciarono le bandiere israeliane». I fedeli cattolici: muti. Eccetera. A La Spezia, un parroco pubblica in bacheca alcune vignette “anti-islamiche”. I fedeli cattolici storcono il naso, si lamentano, lo accusano di razzismo.
Con la prossima proroga, i fedeli musulmani raggiungeranno un anno di preghiera sotto la moschea-tendone montata nell’ottobre scorso dal Comune di fianco al Palasharp, zona Lampugnano. Il conto per i primi tre mesi era stato di novantamila euro, a carico dei milanesi. qui
Un’altra domenica di sangue in Nigeria. Un’autobomba, guidata da un attentatore suicida, ha causato la morte di almeno 15 persone – tra cui lo stesso attentatore – e il ferimento di altre 40 nei pressi di una chiesa nella cittadina di Bauchi, nel nord-est del Paese. qui
Il candidato presidenziale dei Fratelli Musulmani ha dichiarato che “completerà la conquista islamica dell’Egitto, per la seconda volta, e obbligherà tutti i cristiani a convertirsi all’islam, o a pagare la jizya”, o a emigrare. qui
Ospite fisso è l’imam marocchino Abdel Bari al-Zamzami, autore del disegno di legge che permette a un marito vedovo di avere rapporti sessuali con la moglie morta.
Nasce a Brescia ed è ospitato dall’emittente televisiva locale ‘Rtb’ il primo programma televisivo di telepredicatori arabi musulmani realizzato in Italia. La trasmissione si chiama infatti ‘Dall’interno della terra dei romani’ (Min Dakhil al-Rumia) per sottolineare che viene trasmessa da un Paese occidentale e si rivolge in modo particolare alle minoranze islamiche presenti in Europa e Nord America. (…) Le prossime puntate saranno inoltre sponsorizzate da aziende italiane. qui
Il presidente del Consiglio, Mario Monti, apre alla Turchia. Pieno sostegno del governo italiano all’ingresso della Turchia nell’Unione europea: “La Turchia serve all’Europa che è sempre più stanca e anziana”. qui
(…) Lo scorso Lunedì proprio ‘Amnesty International’ ha pubblicato un paper niente meno che sulla discriminazione dei musulmani in Europa. Il paper – lunghissimo, interminabile, noioso – recita il seguente titolo: “Choice and Prejudige: Discrimination Against Muslim in Europe”. (…) Nell’assurdità di tutto questo, c’è da chiedersi come sia possibile che qualcuno ad Amnesty abbia autorizzato uno studio tanto approssimativo e ridicolo. Ma ci spieghino gli autori del report, con le piccole ‘conclusions’, come sia possibile che una comunità che è tanto discriminata, sia passata in pochi decenni da poche centinaia di migliaia di unità a quasi trenta milioni di persone in Europa. Se fossero così discriminati, perché rimarrebbero? qui
(…) La posta in gioco è il diritto alla vita, alla dignità e alla libertà di tutti noi, italiani, europei, israeliani, donne, cristiani, ebrei, laici, atei o di altre fedi o ideologie. Oggi noi possiamo dire tutto e di più, anche condannare la nostra civiltà, ma solo perché questa nostra civiltà sopravvive e ce lo consente. Il giorno in cui saremo sottomessi agli adoratori di Allah, del Corano e di Maometto, cesseremo di essere persone depositarie di valori assoluti e universali, non saremo più padroni di noi stessi a casa nostra. qui
(…) Quando in Norvegia Breivik ha ucciso tutta quella gente, nonostante fosse già stato dichiarato pazzo, la stampa ha costruito ad arte delle associazioni con il pensiero anti islamista in occidente. Nel caso di Merah, si sono esercitati nella più banale psichiatria”. Secondo Murray, Tolosa ci riporta al fallimento dei modelli comunitaristi di integrazione: “Il multiculturalismo sponsorizzato dallo stato ha trattato le nazioni europee come fossero osterie. Ha ritenuto che lo stato non dovesse ‘imporre’ valori ai nuovi arrivati. Piuttosto, deve venire incontro alle richieste degli immigrati. Ne è risultata una politica per cui gli stati hanno trattato e giudicato le persone in base ai criteri di qualunque ‘comunità’ all’interno della quale queste si sono trovate a nascere. Il modello multiculturale sarebbe potuto andare avanti molto più a lungo se non fosse stato per l’islam radicale. Gli attentati e i complotti terroristici in Gran Bretagna e in Europa, a opera di estremisti cresciuti sul territorio nazionale, hanno condotto a un punto di rottura che poche persone dotate di senno possono ignorare”. qui
(…) Siamo di fatto circondati da nemici islamici che ci considerano «Dar al harb», Casa della guerra santa islamica, una terra di conquista. Per la guerra al terrorismo islamico abbiamo speso oltre 4 mila miliardi di dollari e, soprattutto, il costo in vittime umane è semplicemente terrificante: 225mila morti, 365mila feriti, 7 milioni e 800mila rifugiati e dispersi dal 2001 al 2011. Tutto ciò non può non lasciare il segno e aver radicato nell’animo degli islamici la sete di vendetta. (…) Questa è la nostra casa e la nostra ultima roccaforte: o saremo in grado di difenderla o saremo sottomessi al dominio islamico così come è accaduto ai cristiani e agli ebrei sulle altre sponde del Mediterraneo. M. C. Allam qui
Siamo diventati terra di conquista degli integralisti, estremisti e terroristi islamici con cittadinanza europea non solo senza rendercene conto ma addirittura aiutandoli, giustificandoli e persino condividendo la loro diabolica strategia volta a ridurci ad adoratori del loro Allah!
Ormai il nemico pubblico della nostra civiltà laica e liberale dalle radici giudaico-cristiane, l’aspirante carnefice di tutti noi che non crediamo nel Corano e in Maometto, non solo è radicato dentro la nostra casa comune con una rete incontenibile di moschee, scuole coraniche, enti finanziari ed assistenziali islamici, tribunali sharaitici, ma è formalmente dei nostri, cittadino europeo al pari di noi, anche se di fatto ci odia al punto da legittimare il nostro massacro. (…) M. Allam qui
Vuole cambiare religione, lasciare l’Islam e diventare geovita. Ma il compagno tunisino reagisce violentemente, prendendola a pugni davanti ai loro due figli e minacciandola di morte. qui
Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo. Fiamma Nirenstein, qui
































