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Si chiama Kaiciid, ed è un nuovissimo Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale che il re saudita Abdullah Ben Abdulaziz ha voluto fondare a Vienna assieme ad Austria e Spagna dopo aver ottenuto un riconoscimento anche dall’Onu. E il Vaticano manda un suo rappresentante. (…) Sui libri di testo degli studenti delle superiori, pubblicati dal ministero dell’Istruzione di Riad, si leggono frasi del tipo: «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l’approvazione dei musulmani». E recita un libro in uso alle scuole medie: «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù». (…) Il Partito verde austriaco ha espresso dubbi sulle reali intenzioni del regno saudita nel promuovere il Centro – e pagare le spese per i primi tre anni – quando nello stesso tempo esso finanzia molte moschee in Europa dove si predica il wahabismo, l’islam radicale e guerriero. qui
La Palestina entra nell’Onu come “Stato osservatore”. Abu Mazen: «Vogliamo la pace». qui
I giudici dall’alta corte per la sicurezza centrale egiziana hanno condannato a morte il reverendo americano Terry Jones, noto per avere bruciato in passato copie del Corano. Gli stessi giudici hanno chiesto la pena di morte per i sei copti, tutti residenti negli Stati Uniti, accusati di avere prodotto il film anti-islam «L’innocenza dei musulmani», chiedendo al gran mufti l’autorizzazione per la condanna, come previsto dalla legge egiziana. (…) L’accusa dal Tribunale penale del Cairo nei confronti dei sette copti egiziani e del pastore americano Terry Jones è di «insulto alla religione islamica e di minaccia all’unità nazionale».
In particolare, secondo la procura, i sette imputati egiziani hanno diffuso idee false e tendenziose con cui hanno prodotto il film sotto accusa, che contiene scene in cui si sostiene che i membri della comunità cristiana siano stati oggetto di persecuzione a sfondo religioso da parte delle istituzioni dello Stato. qui
In una scuola di Winterthur, uno scolaro musulmano di 12 anni ha cercato di convertire all’Islam uno dei suoi compagni. Quando questi ha rifiutato, gli altri ragazzini musulmani l’hanno talmente tormentato che i suoi genitori hanno dovuto trasferirlo in un’altra scuola. (…) Commenti pesanti sono piovuti a raffica su Facebook e leggendoli si sarebbe potuto credere che la presa del potere da parte dei musulmani in Svizzera sia imminente. E’ rivoltante che un conflitto isolato tra ragazzini abbia scatenato un’ondata anti-islamica di una simile portata. Supporre che tutti i musulmani in Svizzera vogliano introdurre la Sharia nel nostro paese corrisponde a isterismo estremo. qui
Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano – in provincia di Vicenza – sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio – un assiduo frequentatore della comunità islamica locale – in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo. qui
Dalle prime ore di questa mattina la polizia ha eseguito una serie di arresti e perquisizioni in diverse città d’Italia (…). Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di “incitamento all’odio razziale ed etnico”. La polizia ha, poi, oscurando il forum italiano di Stormfront, il sito che esprime posizioni di nazionalismo, supremazia bianca e antisemitismo. qui
«(…) Nel caso in cui vi sia un significativo interesse e un grande vantaggio per l’Islam allora è consentito. (…) Non v’è alcun dubbio che gli attentati suicidi fī-Sabīlillāhi contro i nemici di Allāh e del Suo Messaggero e contro i nemici dei musulmani, siano un’azione meritoria che avvicina il musulmano al suo Rabb, e non v’è alcun dubbio che sia un modo eccellente per cundurre il jihād fī-Sabīlillāhi; chi muore in operazioni di questo tipo è uno šahīd, in-Šā’-Allāh …(…) 
I vili ebrei sono un ammasso generalizzato di vizi e di corruzione, e un semenzaio di perversioni e d’iniquità; essi sono i più acerrimi nemici dell’islām e dei musulmani. Allāh ha reso necessario combatterli e portare avanti il jihād contro di loro di modo che la parola di Allāh sia la più elevata e la parola dei kuffar la più bassa.» qui
Sono trascorsi più di due anni e il thread è ancora lì.
Michael el Masry, un ex mussulmano, ha lanciato un canale TV cristiano, Al hyat TV Australia, interamente finanziato da lui, che ha incontrato una forte opposizione da aperte della comunità islamica. “E’ importante che spieghiamo ai mussulmani la loro religione. Li amiamo come uomini e come donne, sono belle persone, ma sono ingannati. Ricevo molte minacce, ma non ho paura.”
Gli ex mussulmani a Sidney possono assistere al culto cristiano in arabo e in inglese. (…) La maggior parte è costituita da ex mussulmani convertiti al cristianesimo. Alcuni frequentano la chiesa di nascosto per paura, dopo che molti di essi hanno ricevuto minacce di morte per aver abbandonato l’Islam.
Lo stesso pastore della chiesa, Ali Baz, un ex islamista radicale libanese, è stato minacciato di morte. C’è Helena Menadue, un’altra ex mussulmana d’Egitto, fuggita in Australia per essere libera di vivere la sua fede cristiana senza correre il rischio di essere rapita e torturata, insieme alla sorella, dalla polizia che l’aveva già minacciata. qui
E questo
Un anno fa Naima aveva raggiunto in Italia il consorte, ma lui non poteva sopportare che lei vedesse degli italiani. La picchiava di giorno e di notte, l’ultima volta aveva utilizzato una pesante livella da muratore. La giovane, con uno stratagemma, era andata al pronto soccorso, e poi si era fatta prendere in consegna dal commissariato di Gallarate, dove aveva denunciato il marito aguzzino, poi arrestato per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. qui
E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato. Dopo ha scritto sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel “Ti amo” col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica». qui
La storia raccontata dalla 28enne è quella di una ragazza occidentale che nasce cristiana e si converte dopo un viaggio a Dubai, all’età di 18 anni. “Ho scoperto una religione, l’islam, che riesce a dare un significato e una pienezza ad ogni momento della mia vita” ha detto la ragazza, che ha raccontato del fascino provato nel suo viaggio nel vicino Oriente. Da ragazza punk e ribelle, Nora Illi diventa una donna madre, con quattro figli e un marito mussulmano, anch’egli svizzero di nascita. (…)
Per quanto riguarda il rapporto tra uomini e donne e il tema della poligamia, Nora Illi ha le idee chiare. Secondo la donna, la poligamia presenta molti vantaggi: “Le responsabilità nell’ambito della vita matrimoniale vengono suddivise e ciò rappresenta un alleggerimento per la donna. Anche per quanto riguarda l’ambito sessuale, la poligamia dà la possibilità di variare“.
Come scrive il Blick, Maischberger ha chiesto a Nora Illi se è possibile anche per lei, come donna, “variare”. Nora Illi: “nell’islam l’uomo può avere quattro donne, ma la donna può avere soltanto un uomo. Questa regola è conforme alla natura. Le donne hanno meno impulsi sessuali rispetto agli uomini“. qui
In Belgio il partito Islam promette di instaurare la sharia. E parte la protesta dei residenti. (…) L’obiettivo della mobilitazione è quello di mettere fuori legge “Islam” poiché “uno degli eletti ha espresso il proprio auspicio acchè il Belgio divenga uno stato islamico ed introduca la sharia, in totale opposizione alle leggi democratiche belghe ed europee“. Isteria dettata da pregiudizi xenofobi? Parrebbe di no dalle affermazioni rilasciate dal neoconsigliere in questione ad un giornale nazionale.
Costui dopo aver ricordato che il suo è un partito democratico, tollerante e quant’altro, ammette, tuttavia, che: “Vogliamo spiegare la Legge islamica e, se il popolo lo vorrà, instaureremo la sharia per via referendaria entro 10, 15 o 20 anni. Oggi, senza dubbio è troppo presto. la società non è pronta: dovremmo tagliare troppe mani”. Altre perle dall intervista riguardano il favore alla pena capitale per “i reati particolarmente odiosi“, il divieto di ambienti di lavoro e socializzazione misti per uomini e donne e l’opzione del matrimonio per gli adolescenti onde “scoraggiare l’utilizzo di contraccettivi già a partire da 12 anni“. qui
Un imam tunisino che esercitava in una moschea di Parigi, Mohammed Hammami, è stato espulso dalla Francia per affermazioni “favorevoli alla jihad violenta, antisemite e che giustificano il ricorso alla violenza” contro le donne. Lo ha annunciato il ministero dell’interno, precisando “i fatti che gli sono rimproverati sono particolarmente gravi”. Hammami era il responsabile religioso della Moschea Omar, nell’XI arrondissement di Parigi. (ANSAmed)
In Inghilterra, invece, una seguace della religione di pace, amore e tolleranza, ha ucciso il figlio di sette anni a bastonate (bruciandone poi il corpo) perché era riuscito a memorizzare solo alcuni versetti del corano, mentre lei pretendeva che memorizzasse almeno “35 pagine in tre mesi“. Il bambino, pensate un po’, preferiva giocare con i coetanei. qui
«Disse il Profeta (s): “obbligate i vostri figli a compiere la preghiera all’eta di sette anni, picchiateli dopo i dieci se non la compiono”.»
(…) Che la colonizzazione islamista non sia un fatto spontaneo, ma risponda a piani di potere religioso e politico è dimostrato, per la Du Coudray, dai casi del Congo e del Ciad. In Congo, ha denunciato, «la presenza dell’Onu è sinonimo di costruzione di moschee. I Caschi blu provengono solo da paesi islamici e sono lo strumento, anche economico, della diffusione dell’islam più radicale». In Ciad, nei territori a maggioranza cristiana, vengono costruite moschee dove non ci sono fedeli. La spiegazione? «Convertiamo il suolo aspettando la conversione degli uomini». (…) qui
Il 16 ottobre scorso, un tribunale saudita ha confermato in appello la validità del matrimonio tra una bambina di otto anni ed un uomo di 50, affermando che la tradizione islamica ammette il matrimonio di bambine, a condizione che non abbiano rapporti sessuali prima della pubertà. La questione dell’età minima per sposarsi è estremamente controversa nei Paesi islamici. Chi si oppone a fissarla indica il fatto che lo stesso Maometto prese in moglie una bimba di nove anni.
L’Unicef ha espresso “profonda preoccupazione”, mentre un portavoce del Dipartimento di Stato, Robert Wood, ha parlato di “chiara e inaccettabile violazione dei diritti umani”. Il ministro saudita della giustizia Mohamed al-Issa ha annunciato di voler “porre fine alla arbitrarietà dei genitori che danno in moglie ragazze minorenni”. Il ministro, però, non ha parlato di divieti, ma solo di voler “preservare i diritti” delle giovani e di “eliminare gli aspetti negativi del matrimonio delle minorenni”. qui
Perché, ci sono aspetti positivi nella pratica della pedofilia?
(…) Anche senza parlare di criminalità si ha la sensazione che gli immigrati si stiano impadronendo della Francia, pezzo dopo pezzo. Molte città e i loro dintorni sono europee ormai solo d’aspetto, quando al loro interno da lungo tempo vigono regole orientali. (…)
Ci avevano detto che sulle strade dei quartieri arabi non sarebbe stato possibile girare. E la nostra risposta è stata: ma come è possibile, siete la Francia, il centro d’Europa! Ma ci avevano avvertito che appena saremmo entrati con le telecamere ci avrebbero assaltati. Non ci credevamo, ma non siamo riusciti nemmeno a uscire dalla macchina che il nostro cameraman è stato colpito al viso.» 
La polizia si è rifiutata di aiutare i giornalisti, provando addirittura ad intralciare i lavori di ripresa. Loro stessi non hanno alcun potere in quei quartieri e hanno paura di entrarci una volta in più del necessario.
Alle mense scolastiche spesso non danno il maiale. Capita anche che facciano pressione sui bambini non musulmani perchè non mangino la carne di maiale. In alcuni centri hanno istituito nelle piscine dei turni durante i quali possono nuotare solo le donne. Un domani potrebbero apparire autobus separati fra uomini e donne. qui
Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)
Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.
A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgio” promette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”. 
Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui
«Religione di pace», naturalmente.
Il ministero della Giustizia del Qatar sta preparando un disegno di legge per vietare attacchi e offese alle religioni. Lo scopo ultimo di questa iniziativa è che la legge diventi legge internazionale con l’aiuto delle Nazioni Unite. La notizia viene riportata oggi dal giornale di Doha Gulf Times. “Negli ultimi anni vi sono stati insulti e offese contro le religioni attraverso disegni, film e altri mezzi, quindi abbiamo preso l’iniziativa di creare uno strumento legislativo a livello internazionale per proteggere la sacralità di tutte le religioni. La bozza verrà presentata alle Nazioni Unite”, ha dichiarato il ministro della Giustizia del Qatar, Hassan bin Abdullah al-Ghanem. (ANSAmed)
(…) Persecuzione diretta da parte della comunità islamica; imbarazzo e indifferenza verso la loro sorte da parte dei cristiani: è la situazione che affrontano molti musulmani che si sono convertiti al cristianesimo, non solo nei loro Paesi di origine, ma anche in Europa, dove – invece di garantire la libertà di coscienza - si difende soltanto la libertà per i musulmani di testimoniare la loro fede. (…) qui
Secondo il dossier, realizzato dall’«Aiuto alla Chiesa che soffre», un’organizzazione di Diritto pontificio, i cristiani restano la comunità più esposta a discriminazioni e persecuzioni. (…) La propagazione e la radicalizzazione dell’islam nei Balcani inizia a creare situazioni preoccupanti anche in Europa. In alcune aree della Bosnia-Erzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l’Iran e l’Arabia Saudita» stanno dando vita a comunità islamiche sempre più fanatiche. «In Albania – stando al rapporto – intimorisce la diffusione di un Islam più intollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita» (…). qui
La necessità di “più espliciti riferimenti all’Islam, al dialogo e al cammino fraterno di convivenza con i musulmani” e’ emersa nel dibattito seguito alla “relatio ante disceptationem” presentata ieri al Sinodo dal cardinale di Washington, Donald Wuerl. qui
La Francia deve lottare con determinazione contro i terroristi islamici, “vere serpi in seno”, ha affermato il ministro dell’Interno francese, Manuel Valls a Marsiglia. Valls ha invocato “la mobilitazione di tutta la società”, per contrastare “un mix del processo di radicalizzazione che va dalla piccola delinquenza al crimine organizzato, l’incontro con l’Islam radicale in prigione, il passaggio a questo Islam radicale”. (ANSA)

































