You are currently browsing the category archive for the ‘Islam in Italy’ category.
Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano – in provincia di Vicenza – sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio – un assiduo frequentatore della comunità islamica locale – in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo. qui
Dalle prime ore di questa mattina la polizia ha eseguito una serie di arresti e perquisizioni in diverse città d’Italia (…). Quattro persone sono state arrestate con l’accusa di “incitamento all’odio razziale ed etnico”. La polizia ha, poi, oscurando il forum italiano di Stormfront, il sito che esprime posizioni di nazionalismo, supremazia bianca e antisemitismo. qui
«(…) Nel caso in cui vi sia un significativo interesse e un grande vantaggio per l’Islam allora è consentito. (…) Non v’è alcun dubbio che gli attentati suicidi fī-Sabīlillāhi contro i nemici di Allāh e del Suo Messaggero e contro i nemici dei musulmani, siano un’azione meritoria che avvicina il musulmano al suo Rabb, e non v’è alcun dubbio che sia un modo eccellente per cundurre il jihād fī-Sabīlillāhi; chi muore in operazioni di questo tipo è uno šahīd, in-Šā’-Allāh …(…) 
I vili ebrei sono un ammasso generalizzato di vizi e di corruzione, e un semenzaio di perversioni e d’iniquità; essi sono i più acerrimi nemici dell’islām e dei musulmani. Allāh ha reso necessario combatterli e portare avanti il jihād contro di loro di modo che la parola di Allāh sia la più elevata e la parola dei kuffar la più bassa.» qui
Sono trascorsi più di due anni e il thread è ancora lì.
Un anno fa Naima aveva raggiunto in Italia il consorte, ma lui non poteva sopportare che lei vedesse degli italiani. La picchiava di giorno e di notte, l’ultima volta aveva utilizzato una pesante livella da muratore. La giovane, con uno stratagemma, era andata al pronto soccorso, e poi si era fatta prendere in consegna dal commissariato di Gallarate, dove aveva denunciato il marito aguzzino, poi arrestato per maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate. qui
E’ andato dai suoi figli e si è fatto aprire la porta, poi li ha sgozzati. Prima è toccato al piccolo Ahmed, di soli otto anni. La sorellina Jihane, che con lui era molto premurosa e protettiva lo ha visto morire, mentre il padre l’aveva legata con la corda che si era portato da casa. Due colpi alla gola e il piccolo è morto dissanguato. Dopo ha scritto sui fogli in cui i bambini stavano facendo i compiti. Su uno, in arabo, c’è scritto quel “Ti amo” col sangue. Sull’altro invece, ha preso una penna, ritrovata sporca di sangue, e ha scritto: «Che Allah ti maledica». qui
Secondo il dossier, realizzato dall’«Aiuto alla Chiesa che soffre», un’organizzazione di Diritto pontificio, i cristiani restano la comunità più esposta a discriminazioni e persecuzioni. (…) La propagazione e la radicalizzazione dell’islam nei Balcani inizia a creare situazioni preoccupanti anche in Europa. In alcune aree della Bosnia-Erzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l’Iran e l’Arabia Saudita» stanno dando vita a comunità islamiche sempre più fanatiche. «In Albania – stando al rapporto – intimorisce la diffusione di un Islam più intollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita» (…). qui
La necessità di “più espliciti riferimenti all’Islam, al dialogo e al cammino fraterno di convivenza con i musulmani” e’ emersa nel dibattito seguito alla “relatio ante disceptationem” presentata ieri al Sinodo dal cardinale di Washington, Donald Wuerl. qui
(…) Don Piero – parroco di San Terenzo, frazione di Lerici, in provincia di La Spezia – ha pensato bene di appendere le caricature anti-islam direttamente in bacheca, quella che in genere ospita i più pacati avvisi sui corsi di catechismo e le riunioni in vista della festività imminente o l’iniziativa parrocchiale della domenica pomeriggio.(…) Apparire il disegno in cui l’islamico se la prende con l’occidentale «bastardo infedele e razzista»pensando che «uno di questi giorni ucciderò anche te». Oppure quello in questa pagina pubblicato, con il musulmano dall’espressione malvagia nell’atto di ritrarre un ebreo a mo’ di nazista sanguinario, e contemporaneamente a prendersela con il cattolico che, placido e pacifico, disegna un Maometto sorridente. O ancora, immagini di guerriglieri integralisti in perfetto stile Al Qaeda. (…) L’accusa: “Razzista provocatore”» qui
Dunque, riepilogando: in Nigeria, come in tantissimi Paesi islamici, i cristiani vengono sgozzati, bruciati vivi, violentati, obbligati alla conversione, fatti saltare in aria, discriminati. I fedeli cattolici: muti. In Italia, maestri e professori – in nome dell’islamicamente corretto – decidono di non celebrare le festività cristiane. I fedeli cattolici: muti. In Italia, un sacerdote recita alcuni versetti “pacifici” del Corano durante la messa. I fedeli cattolici: muti. Nei Paesi islamici, come anche in occidente, il Papa, la chiesa e il cristianesimo vengono quotidianamente scherniti. I fedeli cattolici: muti. A Milano, «migliaia di islamici occuparono piazza del Duomo senza alcuna autorizzazione, forzarono un posto di blocco ferendo quattro agenti, oltraggiarono con l’esibizione della preghiera islamica un simbolo della cristianità, bruciarono le bandiere israeliane». I fedeli cattolici: muti. Eccetera. A La Spezia, un parroco pubblica in bacheca alcune vignette “anti-islamiche”. I fedeli cattolici storcono il naso, si lamentano, lo accusano di razzismo.
«(…) Continuiamo a vedere due pesi e due misure: da una parte c’è chi definisce xenofobo, o diremmo quasi “islamo-fobico”, qualunque provvedimento miri ad arginare l’arroganza di taluni precetti e comportamenti islamici (si vedano per esempio i menù appositi richiesti nelle terre terremotate da stranieri che per di più nemmeno erano residenti in quei posti); dall’altro assistiamo inermi a ciò che quotidianamente accade in Paesi come la Nigeria, il Pakistan, l’Egitto o il Sudan dove si è arrivati ad una sorta di “caccia al cristiano”, quasi come fosse un gioco a premi. L’Occidente tace davanti a questi massacri, supportato dall’atteggiamento “occidente-fobico” di alcuni organi d’informazione: un atteggiamento spesso ipocrita, assistenzialista, falsamente tollerante con cui si alimenta l’autodistruzione della nostra cultura e dei suoi valori di civiltà e dignità dell’uomo. Siamo arrivati alla richiesta di leggi liberticide che impediscano il ripetersi di pubblicazioni stile vignette Danesi o Francesi. (…)» qui
«(…) Le notizie che accusano musulmani che ho letto finora sono tutte montature e sono disponibile a se qualcuno non ci crede me ne presenti una a caso e sono pronto a smontarla, solitamente è facile inshaAllah.» qui
Preparavano attentati, due sospetti jihadisti espulsi dall’Italia. I due uomini, di 26 e 28 anni, legati alle formazioni armate di matrice salafita che operano in Libia, si trovavano a Roma e secondo gli inquirenti “avevano cominciato attività di proselitismo e propaganda al jihad nella comunità libica, per reperire materiale per commettere attentati contro interessi occidentali”. Entrambi erano giunti in Italia da alcuni mesi per essere sottoposti a cure perché feriti durante il conflitto in Libia ed erano ospitati in alberghi della capitale. qui
«(…) Lo “stupro”, inoltre, legalmente indica un rapporto sessuale imposto ad una persona con la quale non è lecito avere rapporti; non ha dunque senso parlare di stupro verso la propria moglie o una schiava che si possiede lecitamente.» qui
Articolo 609 bis. Violenza sessuale. Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; (…) qui
Articolo 600. Riduzione in schiavitù. Chiunque riduce una persona in schiavitù, o in una condizione analoga alla schiavitù, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. qui
Morsi Mohamed (presidente egiziano): «Il nostro dovere è quello di ristabilire la pace. Non ci può essere pace, senza che vi siano reciproco rispetto e giustizia». qui
Strage di cristiani in Nigeria
Strage di cristiani in Egitto
“lo scopo per me è dire: Idolàtri ed ipocriti l’Islam non si tocca, e non si toccano Dio e il Suo Profeta, non si uccidono i Musulmani, non si violentano le Musulmane, non si ammazzano i loro figli. ecco lo scopo. gridare a gran voce che gli idolàtri e compagnia bella non si devono permettere di calpestare l’ Islam e i musulmani come fanno da decenni..questo è lo scopo.Punto.”
«Insultare Dio ed i Profeti non è un diritto.Fine. E chi fomenta l’odio, perdìo, chi è? Chi insulta o l’insultato? Idolàtri e credenti sono diversi, gli uni vivono e lottano per le proprie passioni, gli altri per Dio. Non va bene?» qui
Con la prossima proroga, i fedeli musulmani raggiungeranno un anno di preghiera sotto la moschea-tendone montata nell’ottobre scorso dal Comune di fianco al Palasharp, zona Lampugnano. Il conto per i primi tre mesi era stato di novantamila euro, a carico dei milanesi. qui
Un’altra domenica di sangue in Nigeria. Un’autobomba, guidata da un attentatore suicida, ha causato la morte di almeno 15 persone – tra cui lo stesso attentatore – e il ferimento di altre 40 nei pressi di una chiesa nella cittadina di Bauchi, nel nord-est del Paese. qui
«(…) Ciò che è chiaro – sulla base di ahadith espliciti – è l’esistenza nella Shari`ah (e dunque, dove essa venga applicata) della pena capitale per l’apostasia, e ciò è innegabile, nonostante quanto vorrebbero modernisti e riformisti di ogni sorta nei loro tentativi di compiacere i loro padroni kuffar.» qui
Prima i ROS, poi la Digos: le forze dell’ordine vogliono vederci chiaro, anzi, vogliono semplicemente capire, e dunque prelevano i dvd con la registrazione della puntata.
Il vicesindaco Fabio Rolfi, per sempio, si dice senza giri di parole contrario: «Desidero esprimere forte preoccupazione per il fatto che venga data possibilità a un predicatore musulmano di trasmettere il proprio messaggio attraverso emittenti televisive bresciane, con l´obiettivo, tra l´altro di creare una televisione islamica che trasmetta sul territorio nazionale. Queste situazioni rappresentano l´ostacolo maggiore all´integrazione degli stranieri nella nostra società e forse dimostrano come alcune comunità abbiano scarso interesse ad integrarsi. Sarebbe opportuno che trasmissioni di questo tipo fossero in lingua italiana». qui
Ospite fisso è l’imam marocchino Abdel Bari al-Zamzami, autore del disegno di legge che permette a un marito vedovo di avere rapporti sessuali con la moglie morta.
Nasce a Brescia ed è ospitato dall’emittente televisiva locale ‘Rtb’ il primo programma televisivo di telepredicatori arabi musulmani realizzato in Italia. La trasmissione si chiama infatti ‘Dall’interno della terra dei romani’ (Min Dakhil al-Rumia) per sottolineare che viene trasmessa da un Paese occidentale e si rivolge in modo particolare alle minoranze islamiche presenti in Europa e Nord America. (…) Le prossime puntate saranno inoltre sponsorizzate da aziende italiane. qui
(…) Lo scorso Lunedì proprio ‘Amnesty International’ ha pubblicato un paper niente meno che sulla discriminazione dei musulmani in Europa. Il paper – lunghissimo, interminabile, noioso – recita il seguente titolo: “Choice and Prejudige: Discrimination Against Muslim in Europe”. (…) Nell’assurdità di tutto questo, c’è da chiedersi come sia possibile che qualcuno ad Amnesty abbia autorizzato uno studio tanto approssimativo e ridicolo. Ma ci spieghino gli autori del report, con le piccole ‘conclusions’, come sia possibile che una comunità che è tanto discriminata, sia passata in pochi decenni da poche centinaia di migliaia di unità a quasi trenta milioni di persone in Europa. Se fossero così discriminati, perché rimarrebbero? qui
(…) L’operazione che ha portato all’arresto del 28enne pesarese, convertitosi col nome di Abdul Wahid As Siquili, ha avuto inizio oltre due anni fa nell’ambito dell’attività di monitoraggio degli spazi web che ospitano documenti e video che esaltano il terrorismo di matrice jihadista. (…) L’italiano arrestato a Pesaro è un operaio che lavora in una fabbrica di cornici. Fidanzato con una giovane marocchina, l’uomo stava per lasciare l’Italia diretto in Marocco, ed è stato proprio il pericolo di fuga ad accelerare il suo arresto. L’operaio, che conduce una vita piuttosto appartata, diffondeva libri e scritti ispirati alla lotta jihadista: in casa gli sono stati sequestrati un pc e altro materiale. Tra gli indagati c’è anche un docente precario di lettere di un liceo cagliaritano. L’insegnante indagato è un professore del liceo Dettori di Cagliari. Sardo, una quarantina d’anni, è considerato un personaggio di spicco nell’attività di addestramento e proselitismo alla jihad e al terrorismo di cui sono accusati tutti gli indagati. (…) qui e qui
(…) Siamo di fatto circondati da nemici islamici che ci considerano «Dar al harb», Casa della guerra santa islamica, una terra di conquista. Per la guerra al terrorismo islamico abbiamo speso oltre 4 mila miliardi di dollari e, soprattutto, il costo in vittime umane è semplicemente terrificante: 225mila morti, 365mila feriti, 7 milioni e 800mila rifugiati e dispersi dal 2001 al 2011. Tutto ciò non può non lasciare il segno e aver radicato nell’animo degli islamici la sete di vendetta. (…) Questa è la nostra casa e la nostra ultima roccaforte: o saremo in grado di difenderla o saremo sottomessi al dominio islamico così come è accaduto ai cristiani e agli ebrei sulle altre sponde del Mediterraneo. M. C. Allam qui
Siamo diventati terra di conquista degli integralisti, estremisti e terroristi islamici con cittadinanza europea non solo senza rendercene conto ma addirittura aiutandoli, giustificandoli e persino condividendo la loro diabolica strategia volta a ridurci ad adoratori del loro Allah!
Ormai il nemico pubblico della nostra civiltà laica e liberale dalle radici giudaico-cristiane, l’aspirante carnefice di tutti noi che non crediamo nel Corano e in Maometto, non solo è radicato dentro la nostra casa comune con una rete incontenibile di moschee, scuole coraniche, enti finanziari ed assistenziali islamici, tribunali sharaitici, ma è formalmente dei nostri, cittadino europeo al pari di noi, anche se di fatto ci odia al punto da legittimare il nostro massacro. (…) M. Allam qui



































