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Si chiama Kaiciid, ed è un nuovissimo Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale che il re saudita Abdullah Ben Abdulaziz ha voluto fondare a Vienna assieme ad Austria e Spagna dopo aver ottenuto un riconoscimento anche dall’Onu. E il Vaticano manda un suo rappresentante. (…) Sui libri di testo degli studenti delle superiori, pubblicati dal ministero dell’Istruzione di Riad, si leggono frasi del tipo: «Ebrei e cristiani sono nemici dei credenti e non possono avere l’approvazione dei musulmani». E recita un libro in uso alle scuole medie: «Le scimmie sono gli ebrei, il popolo del Sabbah, i suini sono i cristiani, gli infedeli della comunione di Gesù». (…) Il Partito verde austriaco ha espresso dubbi sulle reali intenzioni del regno saudita nel promuovere il Centro – e pagare le spese per i primi tre anni – quando nello stesso tempo esso finanzia molte moschee in Europa dove si predica il wahabismo, l’islam radicale e guerriero. qui
In una scuola di Winterthur, uno scolaro musulmano di 12 anni ha cercato di convertire all’Islam uno dei suoi compagni. Quando questi ha rifiutato, gli altri ragazzini musulmani l’hanno talmente tormentato che i suoi genitori hanno dovuto trasferirlo in un’altra scuola. (…) Commenti pesanti sono piovuti a raffica su Facebook e leggendoli si sarebbe potuto credere che la presa del potere da parte dei musulmani in Svizzera sia imminente. E’ rivoltante che un conflitto isolato tra ragazzini abbia scatenato un’ondata anti-islamica di una simile portata. Supporre che tutti i musulmani in Svizzera vogliano introdurre la Sharia nel nostro paese corrisponde a isterismo estremo. qui
Il crocifisso va tolto dalla parete a «garanzia della laicità del locale che è pubblico e a uso civico» ordina il Comune di Rosignano Marittimo (centrosinistra, con sindaco del Pd). (…) Il crocifisso resta appeso, nonostante il regolamento e la lettera del Comune. «Noi non abbiamo nessuna intenzione di toglierlo – conferma il responsabile della Misericordia di Castelnuovo, Andrea Filippi – perché è un simbolo della nostra cultura, non offende nessuno e non accettiamo diktat sulla libertà di professare il nostro credo religioso. Infine il crocifisso è il simbolo del cristianesimo che, se non sbaglio, unisce idealmente non solo l’Italia ma tutta la nostra Europa». qui
In Belgio il partito Islam promette di instaurare la sharia. E parte la protesta dei residenti. (…) L’obiettivo della mobilitazione è quello di mettere fuori legge “Islam” poiché “uno degli eletti ha espresso il proprio auspicio acchè il Belgio divenga uno stato islamico ed introduca la sharia, in totale opposizione alle leggi democratiche belghe ed europee“. Isteria dettata da pregiudizi xenofobi? Parrebbe di no dalle affermazioni rilasciate dal neoconsigliere in questione ad un giornale nazionale.
Costui dopo aver ricordato che il suo è un partito democratico, tollerante e quant’altro, ammette, tuttavia, che: “Vogliamo spiegare la Legge islamica e, se il popolo lo vorrà, instaureremo la sharia per via referendaria entro 10, 15 o 20 anni. Oggi, senza dubbio è troppo presto. la società non è pronta: dovremmo tagliare troppe mani”. Altre perle dall intervista riguardano il favore alla pena capitale per “i reati particolarmente odiosi“, il divieto di ambienti di lavoro e socializzazione misti per uomini e donne e l’opzione del matrimonio per gli adolescenti onde “scoraggiare l’utilizzo di contraccettivi già a partire da 12 anni“. qui
È polemica in Trentino dopo il divieto rivolto ai bambini di una scuola dell’infanzia di fare il segno della croce e recitare la preghiera prima del pranzo. La vicenda ha origine dalla decisione presa dalla coordinatrice pedagogica della scuola dell’infanzia di Frassilongo. La motivazione è di ispirazione laica, nessuna manifestazione di fede religiosa deve trovare spazio in una scuola pubblica. Che sia il segno della croce o qualsiasi tipo di preghiera, dice la coordinatrice. (La Stampa)
(…) Che la colonizzazione islamista non sia un fatto spontaneo, ma risponda a piani di potere religioso e politico è dimostrato, per la Du Coudray, dai casi del Congo e del Ciad. In Congo, ha denunciato, «la presenza dell’Onu è sinonimo di costruzione di moschee. I Caschi blu provengono solo da paesi islamici e sono lo strumento, anche economico, della diffusione dell’islam più radicale». In Ciad, nei territori a maggioranza cristiana, vengono costruite moschee dove non ci sono fedeli. La spiegazione? «Convertiamo il suolo aspettando la conversione degli uomini». (…) qui
(…) Anche senza parlare di criminalità si ha la sensazione che gli immigrati si stiano impadronendo della Francia, pezzo dopo pezzo. Molte città e i loro dintorni sono europee ormai solo d’aspetto, quando al loro interno da lungo tempo vigono regole orientali. (…)
Ci avevano detto che sulle strade dei quartieri arabi non sarebbe stato possibile girare. E la nostra risposta è stata: ma come è possibile, siete la Francia, il centro d’Europa! Ma ci avevano avvertito che appena saremmo entrati con le telecamere ci avrebbero assaltati. Non ci credevamo, ma non siamo riusciti nemmeno a uscire dalla macchina che il nostro cameraman è stato colpito al viso.» 
La polizia si è rifiutata di aiutare i giornalisti, provando addirittura ad intralciare i lavori di ripresa. Loro stessi non hanno alcun potere in quei quartieri e hanno paura di entrarci una volta in più del necessario.
Alle mense scolastiche spesso non danno il maiale. Capita anche che facciano pressione sui bambini non musulmani perchè non mangino la carne di maiale. In alcuni centri hanno istituito nelle piscine dei turni durante i quali possono nuotare solo le donne. Un domani potrebbero apparire autobus separati fra uomini e donne. qui
Si può discutere di un’autentica e massiccia islamizzazione dell’Europa occidentale ma sino ad ora nessuno ha osato mostrare quanto tale processo sia profondo e quotidiano. Lo ha fatto il giornalista televisivo israeliano Zvi Yeheskeli nel documentario “Allah Islam”. (…)
Gli episodi più eloquenti sono stati girati in Svezia, Belgio e Gran Bretagna. Nella città svedese di Malmö il gruppo che si occupava delle riprese ha filmato una moschea, nella quale apertamente si inneggiava alla Jihad. Sui muri erano dipinti slogan che inneggiavano alla lotta continua contro gli infedeli. Non è difficile indovinare il contenuto delle preghiere e delle prediche che ogni giorno vengono pronunciate nel luogo. In seguito, nella casa di alcuni musulmani locali, alla domanda del giornalista “Chi sogni di diventare” un adolescente figlio di immigrati ha risposto senza pensarci “La Jihad è il mio sogno!”.
A Bruxelles uno dei membri dell’organizzazione “Sharia per il Belgio” promette che quando verrà istituita la legge della Sharia si dovranno far retrocedere i belgi per poi rimuoverli del tutto dal paese. Un attivista della cellula belga dice alla telecamera: “Non ci fermeremo mai. Non ci spaventa il carcere e nemmeno la morte stessa perché siamo pronti a morire da martiri!”. 
Nell’arco del film Zvi Yeheskeli chiarisce che la maggioranza dei protagonisti più aggressivi di questa fascia sono la quarta generazione di immigrati musulmani. Questi rispondono con un “No!” categorico alla civilizzazione occidentale e il loro scopo è prepararsi alla Jihad. In Europa esiste una generazione che è come una bomba ad orologeria collocata, ragiona Yeheskeli. (…) qui
«Religione di pace», naturalmente.
Il ministero della Giustizia del Qatar sta preparando un disegno di legge per vietare attacchi e offese alle religioni. Lo scopo ultimo di questa iniziativa è che la legge diventi legge internazionale con l’aiuto delle Nazioni Unite. La notizia viene riportata oggi dal giornale di Doha Gulf Times. “Negli ultimi anni vi sono stati insulti e offese contro le religioni attraverso disegni, film e altri mezzi, quindi abbiamo preso l’iniziativa di creare uno strumento legislativo a livello internazionale per proteggere la sacralità di tutte le religioni. La bozza verrà presentata alle Nazioni Unite”, ha dichiarato il ministro della Giustizia del Qatar, Hassan bin Abdullah al-Ghanem. (ANSAmed)
(…) Persecuzione diretta da parte della comunità islamica; imbarazzo e indifferenza verso la loro sorte da parte dei cristiani: è la situazione che affrontano molti musulmani che si sono convertiti al cristianesimo, non solo nei loro Paesi di origine, ma anche in Europa, dove – invece di garantire la libertà di coscienza - si difende soltanto la libertà per i musulmani di testimoniare la loro fede. (…) qui
Secondo il dossier, realizzato dall’«Aiuto alla Chiesa che soffre», un’organizzazione di Diritto pontificio, i cristiani restano la comunità più esposta a discriminazioni e persecuzioni. (…) La propagazione e la radicalizzazione dell’islam nei Balcani inizia a creare situazioni preoccupanti anche in Europa. In alcune aree della Bosnia-Erzegovina «gli ingenti investimenti compiuti da Stati come l’Iran e l’Arabia Saudita» stanno dando vita a comunità islamiche sempre più fanatiche. «In Albania – stando al rapporto – intimorisce la diffusione di un Islam più intollerante, rappresentato da giovani imam formati in Turchia e in Arabia Saudita» (…). qui
La necessità di “più espliciti riferimenti all’Islam, al dialogo e al cammino fraterno di convivenza con i musulmani” e’ emersa nel dibattito seguito alla “relatio ante disceptationem” presentata ieri al Sinodo dal cardinale di Washington, Donald Wuerl. qui
Un marocchino di 29 anni, Seljaoui Nabil, si è presentato stamani nell’ufficio del sindaco di Ledro (Tn) con una tanica di benzina pretendendo di ottenere una casa dall’ente pubblico, a condizioni agevolate. Il nordafricano avrebbe preteso tale trattamento perché’ si sta separando dalla moglie e per questo è costretto ad andarsene dalla casa coniugale. AGI
Dall’ordinanza di custodia cautelare che ha visto la Polizia di Sanremo arrestare per maltrattamenti in famiglia e abusi sessuali un immigrato marocchino di 37 anni, emerge che l’uomo la faceva mettere in ginocchio e la picchiava perché gli aveva dato due figlie femmine. Aver partorito figlie femmine nella mente di quell’uomo rappresentavano un problema visto che ne avrebbe dovuto curare la custodia fino al matrimonio. qui
UNA PAROLA di troppo e il bicchiere parte, dritto sulla faccia di Manuel Caiconti, consigliere comunale di Vallata libera a Casalfiumanese. A lanciarlo, un cittadino magrebino. (…) «Era entrato circa un’ora prima ed era molto agitato, molto su di giri — continua —. Non so se aveva bevuto. Parlava ad alta voce con il suo amico poi, a un certo punto, nel suo straparlare ha iniziato a offendere gli Italiani e il nostro Paese». (…) PERÒ, ai carabinieri, il magrebino ha raccontato di essere stato lui vittima di frasi di stampo razzista, per provocarlo. (…) qui
(…) Don Piero – parroco di San Terenzo, frazione di Lerici, in provincia di La Spezia – ha pensato bene di appendere le caricature anti-islam direttamente in bacheca, quella che in genere ospita i più pacati avvisi sui corsi di catechismo e le riunioni in vista della festività imminente o l’iniziativa parrocchiale della domenica pomeriggio.(…) Apparire il disegno in cui l’islamico se la prende con l’occidentale «bastardo infedele e razzista»pensando che «uno di questi giorni ucciderò anche te». Oppure quello in questa pagina pubblicato, con il musulmano dall’espressione malvagia nell’atto di ritrarre un ebreo a mo’ di nazista sanguinario, e contemporaneamente a prendersela con il cattolico che, placido e pacifico, disegna un Maometto sorridente. O ancora, immagini di guerriglieri integralisti in perfetto stile Al Qaeda. (…) L’accusa: “Razzista provocatore”» qui
Dunque, riepilogando: in Nigeria, come in tantissimi Paesi islamici, i cristiani vengono sgozzati, bruciati vivi, violentati, obbligati alla conversione, fatti saltare in aria, discriminati. I fedeli cattolici: muti. In Italia, maestri e professori – in nome dell’islamicamente corretto – decidono di non celebrare le festività cristiane. I fedeli cattolici: muti. In Italia, un sacerdote recita alcuni versetti “pacifici” del Corano durante la messa. I fedeli cattolici: muti. Nei Paesi islamici, come anche in occidente, il Papa, la chiesa e il cristianesimo vengono quotidianamente scherniti. I fedeli cattolici: muti. A Milano, «migliaia di islamici occuparono piazza del Duomo senza alcuna autorizzazione, forzarono un posto di blocco ferendo quattro agenti, oltraggiarono con l’esibizione della preghiera islamica un simbolo della cristianità, bruciarono le bandiere israeliane». I fedeli cattolici: muti. Eccetera. A La Spezia, un parroco pubblica in bacheca alcune vignette “anti-islamiche”. I fedeli cattolici storcono il naso, si lamentano, lo accusano di razzismo.
«(…) Continuiamo a vedere due pesi e due misure: da una parte c’è chi definisce xenofobo, o diremmo quasi “islamo-fobico”, qualunque provvedimento miri ad arginare l’arroganza di taluni precetti e comportamenti islamici (si vedano per esempio i menù appositi richiesti nelle terre terremotate da stranieri che per di più nemmeno erano residenti in quei posti); dall’altro assistiamo inermi a ciò che quotidianamente accade in Paesi come la Nigeria, il Pakistan, l’Egitto o il Sudan dove si è arrivati ad una sorta di “caccia al cristiano”, quasi come fosse un gioco a premi. L’Occidente tace davanti a questi massacri, supportato dall’atteggiamento “occidente-fobico” di alcuni organi d’informazione: un atteggiamento spesso ipocrita, assistenzialista, falsamente tollerante con cui si alimenta l’autodistruzione della nostra cultura e dei suoi valori di civiltà e dignità dell’uomo. Siamo arrivati alla richiesta di leggi liberticide che impediscano il ripetersi di pubblicazioni stile vignette Danesi o Francesi. (…)» qui
«(…) Le notizie che accusano musulmani che ho letto finora sono tutte montature e sono disponibile a se qualcuno non ci crede me ne presenti una a caso e sono pronto a smontarla, solitamente è facile inshaAllah.» qui
«(…) L‘occidente ha visioni parziali e spesso sbagliate del mondo islamico. Soprattutto dopo l’11 settembre i musulmani hanno conosciuto diffidenze e pregiudizi sempre più forti. (…).» qui
In un solo mese:
30 settembre 2012 – Un gruppo di musulmani ha dato alle fiamme almeno cinque templi buddisti e danneggiato oltre 100 abitazioni appartenenti alla minoranza religiosa nel sud del Bangladesh per un post su Facebook offensivo nei confronti del Corano. qui
26 settembre 2012 – Faisalabad: 16enne cristiana violentata (a turno e per ore) da giovani musulmani. Una vicenda analoga a quella occorsa il 4 settembre – sempre a Faisalabad – quando un 60enne mercante musulmano ha stuprato una ragazzina cristiana di 10 anni. qui
30 settembre 2012 – Una bomba a mano lanciata durante una funzione religiosa dedicata ai piccoli fedeli tra i 6 e i 10 anni ha causato la morte di due bambini a Nairobi. L’attacco non è stato rivendicato, ma la polizia ritiene che sia opera del gruppo islamico degli al Shabaab. qui
25 settembre 2012 – Silenzio sull’imam che ha montato il caso di blasfemia. (…) In realtà, sarebbe stato l’imam a gettare pagine bruciate nell’immondizia appena scaricata dalla ragazza, per fomentare una campagna contro la minoranza religiosa e sequestrarne beni e proprietà. qui
17 settembre 2012 – (…) È il caso del predicatore egiziano Sheikh Abu Islam Ahmed Abdallah, che durante le proteste al Cairo davanti all’ambasciata americana, ha bruciato la Bibbia. «Non esiste sulla faccia della terra un libro divino chiamato Bibbia. Io non ho diffamato il cristianesimo, perché il termine “diffamazione” non esiste nell’islam (…) ”Diffamazione” è un termine secolare e ciò che io riconosco del cristianesimo è che è una religione blasfema e pagana». qui
24 settembre 2012 – Un kamikaze si è fatto esplodere domenica nei pressi di una chiesa della città di Bauchi, nel nord della Nigeria. Secondo l’ultimo bilancio della polizia ci sarebbero «almeno tre morti» e diversi feriti. Tra le vittime una donna con un bambino. qui
David Horowitz: «Mettiamola in questo modo: io sono ebreo; il capo di Hezbollah ha dichiarato di voler vedere tutti gli ebrei del mondo raccolti in unico territorio, in Israele, così da non doverli andare a stanare in giro per il mondo. A favore o contraria?».
Islamica: «A favore». qui
Magdi Cristiano Allam: «(…) Non è affatto vero che tutte le religioni sono uguali, che Gesù e Maometto sono la stessa cosa, che l’islam al pari dell’ebraismo e del cristianesimo crederebbe nello stesso Dio e amerebbe in ugual modo il prossimo. Non rinunciamo al diritto-dovere di riconoscere la verità salvaguardando sempre e comunque la libertà». qui
Morsi Mohamed (presidente egiziano): «Il nostro dovere è quello di ristabilire la pace. Non ci può essere pace, senza che vi siano reciproco rispetto e giustizia». qui
Strage di cristiani in Nigeria
Strage di cristiani in Egitto
“lo scopo per me è dire: Idolàtri ed ipocriti l’Islam non si tocca, e non si toccano Dio e il Suo Profeta, non si uccidono i Musulmani, non si violentano le Musulmane, non si ammazzano i loro figli. ecco lo scopo. gridare a gran voce che gli idolàtri e compagnia bella non si devono permettere di calpestare l’ Islam e i musulmani come fanno da decenni..questo è lo scopo.Punto.”
«Insultare Dio ed i Profeti non è un diritto.Fine. E chi fomenta l’odio, perdìo, chi è? Chi insulta o l’insultato? Idolàtri e credenti sono diversi, gli uni vivono e lottano per le proprie passioni, gli altri per Dio. Non va bene?» qui
Con la prossima proroga, i fedeli musulmani raggiungeranno un anno di preghiera sotto la moschea-tendone montata nell’ottobre scorso dal Comune di fianco al Palasharp, zona Lampugnano. Il conto per i primi tre mesi era stato di novantamila euro, a carico dei milanesi. qui
Un’altra domenica di sangue in Nigeria. Un’autobomba, guidata da un attentatore suicida, ha causato la morte di almeno 15 persone – tra cui lo stesso attentatore – e il ferimento di altre 40 nei pressi di una chiesa nella cittadina di Bauchi, nel nord-est del Paese. qui




































