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Un giornalista della Bbc infiltrato nell’istituto di Birmingham che forma la classe dirigente musulmana. L’estremismo tra i banchi.

(…) «Li dovreste odiare. Odiare quelli come loro. Sono infedeli, miscredenti». La parola che usa con disprezzo è «Kuffar». Il regolamento della scuola secondaria, sottoposto anche alle autorità inglesi, prevede che all’interno delle mura si insegnino la tolleranza e l’integrazione. (…) L’uomo non si ferma. Parla con calma. Attacca gli ebrei, i cristiani, gli atei. Dice che «gli hindu sono senza intelletto e bevono la piscia delle mucche». Ha pupille vaghe come quelle di un cieco. Insegna che «i miscredenti sono le peggiori creature del mondo. Bevono, ascoltano musica. I musulmani che non adottano costumi islamici saranno torturati con un forcone rovente nell’aldilà». La lezione è finita. Il reporter della Bbc si chiama Osman, è musulmano e racconta che da bambino, nella madrassa che frequentava, lo riempivano di botte. «Hanno distrutto la fiducia in me. Ma io so che l’Islam è un’altra cosa». qui

Nelle scuole islamiche d’Inghilterra non si parla molto bene di ebrei e cristiani. E lo si fa sotto il naso profumato dei multiculturalisti. “Non salutare per primo un cristiano o un ebreo”, recita un libro di testo saudita per gli studenti. “Non diventare amico dell’infedele a meno che l’obiettivo sia la sua conversione”. Perché, come sta scritto, “gli ebrei sono scimmie, il popolo del Sabato; i cristiani sono maiali, gli infedeli della comunione di Gesù”. Il bambino deve imparare a non mostrare gratitudine, amicizia, lealtà e rispetto per i non musulmani. “Non augurare mai all’infedele buone feste”. Gli studenti devono odiare i “politeisti infedeli”, perché “i non credenti fra il Popolo del Libro bruceranno per sempre all’inferno, sono le creature più vili”. Ai bambini si insegna che “è permesso distruggere, bruciare e demolire i castelli degli infedeli”. Quanto al matrimonio: “E’ proibito per una donna musulmana sposare un infedele, è proibito per un uomo islamico sposare una donna politeista e del Popolo del libro, ebree e cristiane”. qui

(…) 1) Abbiamo ormai talmente paura dell’Islam, che non possiamo neppure più dedicare un film a un eminente personaggio della storia della Cristianità, beatificato da Giovanni Paolo II nel 2003, cui dobbiamo almeno in parte che i turchi non siano riusciti ad abbattere il Sacro Romano Impero e ad arrivare fino a Roma?
2) Perché non dovremmo celebrare un evento epocale come la battaglia di Vienna, che ha segnato l’inizio del ripiegamento dell’Islam dal nostro continente, quando Gheddafi preannuncia che presto tutta l’Europa diventerà musulmana e Hamas ha appena realizzato una «fiction» intitolata «La grande liberazione», che descrive la distruzione di Israele?
3) Invece di avere paura di rievocare i momenti cruciali di uno scontro che, ci piaccia o no, dura a fasi alterne da 1.400 anni, non sarebbe il caso di enfatizzarli, dimostrando così – in maniera del tutto incruenta e rispettosa della storia – a quei (troppi) musulmani convinti che il tempo gioca a loro favore che non siamo ancora disposti ad alzare bandiera bianca?
4) Di conseguenza perché, invece di giocare sempre soltanto in difesa, non pensiamo addirittura a mettere in cantiere anche un film su Poitiers (vittoria di Carlo Martello sugli Arabi che ne fermò l’avanzata verso il cuore dell’Europa) e su Lepanto (distruzione della flotta turca che stava diventando padrona del Mediterraneo)?
qui

La prestigiosa università di Harvard è divisa dai commenti pubblicati lo scorso 4 settembre da un ex docente: sul suo blog definiva “grossolano” lo stile di vita musulmano. Martin Peretz dovrebbe essere premiato il prossimo 25 settembre durante la cerimonia per il 50esimo anniversario della facoltà di studi sociali dell’università. Ma non tutti sono d’accordo. L’ex professore, che già a marzo, sempre sul suo blog, aveva ammesso di avere pregiudizi verso il mondo arabo, ha scritto che “tra i musulmani responsabili del progetto per la moschea non ce n’è uno che abbia parlato dello spargimento di sangue che caratterizza la loro fratellanza” e si domandava se “questa gente sia meritevole dei diritti garantiti dal Primo emendamento, di cui credo abuseranno”. Il presidente dell’Harvard Islamic Society, Abdelnasser Rashid, dà voce agli studenti che non solo chiedono che Peretz non sia premiato ma vorrebbero anche che l’ateneo di Cambridge, in Massachusetts, cambiasse il nome della borsa di studio e del corso universitario a lui intitolati. Peretz, editore del The New Republic dal 1974, aveva insegnato ad Harvard per oltre 40 anni. (Apcom)


La deriva della politically corectness britannica arriva persino a generare forme odiose di discriminazione nei confronti dei cristiani. È accaduto ad una donna, – che chiamerò Ms. Brown –, da tempo impegnata nell’attività di affidamento di minori. (…) I guai, infatti, cominciano quando le viene affidata una ragazza sedicenne – a cui diamo il nome di Miryam – sottratta alla famiglia d’origine musulmana. (…) Quando Miryam chiede, infatti, di farsi battezzare, le autorità comunali competenti sulla vigilanza dell’affidamento contestano alla donna di aver violato i propri doveri di affidataria, tra cui quello di «preservare la fede religiosa della ragazza» e di «usare la propria influenza per impedire il battesimo». Ad aprile dello scorso anno le autorità dispongono che alla ragazza venga interdetta la possibilità di frequentare la chiesa per sei mesi, affinché possa riconsiderare «in maniera più saggia» la denegata ipotesi di diventare cristiana. A Ms. Brown viene ingiunto di scoraggiare, in qualunque modo, la ragazza dal partecipare a qualunque tipo di attività religiosa, persino semplici eventi sociali. qui

«Islam4UK invita tutti dalla Regina ai ministri e parlamentari, dall’aristocrazia alle persone normali, in Gran Bretagna, ad abbracciare l’islam come una nuova “way of life”». qui

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(Zaki Ameen, qui)

Era iniziata come una tranquilla discussione a colazione tra marito e moglie sul rapporto tra cristianesimo e islam, sulla pretesa dei musulmani che Gesù sia soltanto un profeta minore, sulle donne ed il burqa, e sul fatto che Maometto non disdegnasse la guerra come strumento di conversione. Il fatto è che i coniugi Ben e Sharon Vogelenzang gestiscono a Liverpool una struttura ricettiva, il Bounty House Hotel, e la mattina della delicata discussione, al loro dialogo ha involontariamente assistito un’avventrice musulmana dell’hotel. Offesa dal contenuto della discussione privata tra i coniugi Vogelenzang, la donna ha sporto denuncia a loro carico. I coniugi Vogelenzang sono stati arrestati dalla polizia per il reato di “religiously aggravated public order offence”, a norma dell’art.5 del Public Order Act 1986, e degli articoli 31 (1) (c) e (5) del Crime and Disorder Act 1998. qui

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(Londra, 3 febbraio 2006)

Un’infermiera cristiana del Regno Unito, colpita da un’azione disciplinare perché portava una catenina con una croce, ha accettato l’offerta di reinserimento temporaneo, ma, consigliata dai suoi avvocati, farà causa per discriminazione. (…) I responsabili dell’Ospedale Royal Devon and Exeter avevano detto alla signora Chaplin che non poteva portare al collo il ciondolo d’argento a forma di croce delle dimensioni di 2,5 centimetri perché violava la politica sulla divisa ed era un rischio per i pazienti. Le è stato detto che o accettava il reinserimento in un ruolo non da infermiera o sarebbe stata licenziata. Il Servizio Sanitario Nazionale ha insistito sul fatto che il ciondolo potrebbe mettere in pericolo la donna o un paziente se vi rimanesse attaccato. (…) l’ospedale accetta altri simboli di fede, come nel caso delle infermiere musulmane che indossano il chador. qui [en]

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Sui nostri quotidiani la notizia viene riportata in questo modo: “Oltre 90 persone sono state arrestate ieri a Birmingham, in Inghilterra, dalla polizia intervenuta per sedare i violenti disordini scoppiati fra manifestanti di destra e un gruppo di anti-fascisti. Membri della Lega di Difesa Inglese, un gruppo di destra, erano scesi nel centro della cittadina inglese per protestare contro il fondamentalismo islamico. Gli scontri sono cominciati quando il corteo è entrato in contatto con una contro-manifestazione organizzata da un gruppo di attivisti antifascisti originari del sud est asiatico. Violenti disordini si erano verificati il mese scorso in una simile manifestazione sempre a Birmingham”. Non ho notizie precise sul gruppo di destra però ho trovato alcune immagini di questi “anti-fascisti”.

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Digiunare insieme ai musulmani è un’occasione per capire meglio la religione islamica e apprendere gli insegnamenti legati al mese di ramadan: l’importanza della comunità, la famiglia, la solidarietà, la compassione. Lo dichiara il sindaco di Londra, Boris Johnson. [en]

1

Dopo l’attacco [terroristico] a Londra abbiamo distribuito caramelle perché loro sono i nemici di Allah.

2

Quando abbiamo saputo dell’11 settembre nel mondo islamico eravamo molto felici.

4

Il nostro obbiettivo finale è quello di uccidere i nemici di Allah, ucciderli tutti  è un atto divino. qui

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(…) Nella sua versione “scontro di civiltà”, Faulks aveva dichiarato che il Corano è solo «il delirio di uno schizofrenico», «senza nessuna dimensione etica a differenza del Nuovo Testamento». E ancora: «Unidimensionale e deprimente».

Non fa in tempo a passare un giorno che Faulks cambia completamente il senso della sua perizia, si inginocchia sul tappeto di preghiera e al Guardian di ieri dichiara: «Penso che le storie nell’Antico Testamento di profeti che sentono le voci, o quella di Giovanni Battista, oggi lascerebbero perplessi gli psichiatri. Mentre è assurdo credere che il Profeta, che raggiunse risultati così brillanti in campo militare e politico – per non parlare di quello religioso – soffrisse di qualche malattia mentale. Solo una persona pienamente consapevole e in salute poteva compiere ciò che egli ha compiuto». Dopo aver dato al Profeta quello che è del Profeta, e ai profeti ebrei e a Giovanni Battista degli psicopatici allucinati, Faulks ha offerto le sue umili scuse ai fratelli musulmani: «Porgo semplici ma incondizionate scuse ai miei amici e lettori Musulmani se le mie parole sono sembrate loro crude e intolleranti». qui

qui potete leggere l’intervista:

Best-selling novelist Sebastian Faulks has risked incurring the wrath of Muslims by dismissing the Koran as just ‘the depressive rantings of a schizophrenic’ with ‘no ethical dimension’. (…)

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