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Il quotidiano danese Politiken ha presentato le proprie scuse ai musulmani per averli offesi riproducendo nel 2008 controverse caricature di Maometto. Insieme alle scuse il Politiken ha firmato un accordo con otto organizzazioni, che rappresentano circa 95.000 discendenti del Profeta, con cui si impegna a non ripetere la pubblicazione di tali vignette. (…) Gli otto firmatari dell’accordo fanno parte di Egitto, Libia, Qatar, Giordania, Arabia Saudita, Libano, Territori palestinesi, Australia e di un’organizzazione egiziana, Niqabat al-Ashraf, che conta quasi 70.000 iscritti. Questo compromesso, tuttavia, ha suscitato la forte condanna di gran parte dell’ambiente politico danese secondo cui il Politiken si e’ messo in ginocchio sacrificando la liberta’ di espressione, considerata un caposaldo della democrazia danese. Il 28 agosto scorso, l’avvocato saudita, Faisal Ahmed Zaki Yamani, ha chiesto ad 11 quotidiani danesi, che hanno riprodotto le vignette, di rimuovere le immagini dai loro siti web e di formulare delle scuse ai musulmani con la promessa che episodi del genere non si sarebbero mai piu’ verificati. qui
Gheddafi: «La jihad contro la Svizzera, contro il sionismo, contro l’aggressione estera, non è terrorismo. Qualunque musulmano nel mondo che tratta con la Svizzera è un infedele ed è contro l’islam, contro Maometto, contro Dio, contro il Corano. Se la Svizzera fosse stato un nostro Paese confinante le avremmo dichiarato guerra». qui
Tariq Ramadan: «(…) I musulmani devono convincere la società occidentale che essi e l’islam non rappresentano alcun pericolo. Non esiste alcuna contraddizione nell’essere musulmano praticante e un cittadino europeo».
«Se qualcuno ti chiede “cos’è la democrazia?”
Di: è quando le persone governano se stesse con se stesse senza un Libro (rivelato) o la Sunnah.
Se ti viene detto: “quali sono le sue regole?”
Di: si tratta di Shirk maggiore (politeismo). La prova di questo è quello che Allah dice: “In verità il giudizio appartiene solo ad Allah.” [Surah Yoosuf: 40]» qui
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“Prendete le donne senza veli e rendetele schiave”
Una lettera scritta in arabo e inneggiante alla «Jihad» (la guerra santa) è arrivata nella mattinata di ieri via mail alla Gazzetta di Reggio.
(…) Il punto della questione, è quello di prendere le donne svestite e senza velo come schiave nelle case dei musulmani, di notte portate a letto e di giorno messe a servire le nostre donne, come promesse del Messaggero di Allah». Si farebbe quindi riferimento a un testo islamico: «Le prove di questo sono le seguenti: Non ammazzate le donne apostate ma richiamatele all’Islam, se rifiutano allora prendetele come schiave per i musulmani, ma non uccidetele» (…). qui
Prima lusingato con offerte di denaro, una casa, mogli e favori dall’imam locale; poi picchiato fino a svenire e minacciato di morte dai fratelli. È quanto accaduto a Riaz Masih, cristiano 26enne di Kallur Kot, cittadina del Punjab in Pakistan, colpevole di essersi rifiutato di convertirsi all’islam. L’8 febbraio scorso, racconta Masih, hanno saccheggiato la sua abitazione a Kallur Kot, cittadina del Punjab, 233 km a sud-ovest della capitale Islamabad. “Mi hanno minacciato – afferma – dicendo che si era arrivati al punto di non ritorno: conversione all’islam, oppure la morte”. Secondo il racconto del giovane, i fratelli lo incalzavano dicendo che “uccidere un infedele non è peccato” e, al contrario, rientra nei “pieni diritti in nome di Dio onnipotente”. qui
Accade anche in Europa, ovviamente in Inghilterra. Detenuto islamico- condannato all’ergastolo per aver stuprato e torturato due ragazzine, ammazzandone una – versa olio bollente su un altro carcerato che rifiuta di convertirsi. qui
La presentazione di un altro libro critico dell’islam è stata appena annullata all’Aia, la capitale olandese, perché non poteva essere garantita la sicurezza degli ospiti. qui
Aveva espresso compiacimento per l’attentato alla caserma Santa Barbara. Definito «religiosamente lecito» un, ipotizzato, attentato terroristico contro strutture militari o un’azione contro persone ritenute colpevoli di non rispettare l’islam. Tra queste, la leader del Movimento per l’Italia Daniela Santanchè, colpevole, a suo parere, di avere insultato Maometto e l’Islam nel corso di alcune trasmissioni televisive. qui
Cancellare la Divina Commedia da tutti i programmi di studio perché conterrebbe delle parti anti-islamiche ed anti-ebraiche: a sostenerlo, attraverso una petizione inoltrata al ministro dell’Istruzione, è l’Arre, l’Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali. Nella petizione si legge che “un numero crescente di cittadini italiani di religione islamica, insieme all’associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine e alla federazione Ggr (Gruppi gay riuniti) chiede di espungere la ‘Divina Commedia’ - un poema, oltretutto, scritto in una lingua non più comprensibile dalle nuove generazioni – dai programmi d’insegnamento di ogni ordine di scuole“. L’associazione ritiene che, “a torto, il capolavoro della letteratura italiana contiene centinaia, se non migliaia, di versi che violano ogni ‘political correctness’” che “offendono gravemente non poche minoranze di cittadini, legittimano pesanti discriminazioni nei confronti dei diversi, rappresentano una intollerabile violazione dei ‘diritti soggettivi’ vanificati dal mancato rispetto della dignità delle persone”. Nella lunga lettera inviata al ministro Gelmini, l’Arre sostiene che “la ‘Divina Commedia’ offende, ad esempio, le religioni non cristiane. Ecco un esempio: “il Canto XXVIII dell’Inferno: ‘Mentre che tutto in lui veder m’attacco,/guardommi, e con le man s’aperse il petto,/dicendo: ‘Or vedi com’io mi dilacco!/vedi come storpiato è Maometto!/Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto’, dove all’empio dileggio nei confronti del Profeta dell’Islam si unisce lo scherno”. (Apcom)
“(…) – Agli uomini cresce la barba e alle donne no, ma se ce l’ha è permesso per lei raderla
- Le donne sono difettose nel loro intelletto e nella religione, ovvero la testimonianza della donna è uguale a metà di quella dell’uomo e durante le mestruazioni non prega e non digiuna- Agli uomini è stata data forza sulle donne
- E’ un obbligo circoncidere l’uomo ed è una sunnah circoncidere la donna
(…) - L’urina della donna è più forte e più sporca di quella dell’uomo
(…) – La preghiera non è valida quando una donna passa davanti ad un uomo. E se un uomo passa di fronte ad un altro uomo durante la preghiera, essa è ancora valida
- Una donna non può digiunare volontariamente a meno che abbia il permesso di suo marito. Un uomo non ha bisogno del permesso di sua moglie per digiunare volontariamente
- Per una femmina viene sacrificata una pecora, per un maschio due
- Gli uomini hanno l’autorità per il divorzio, per il matrimonio e per dare il mahr, le donne no
- Una donna è sotto l’autorità di suo marito, un uomo non è sotto l’autorità di sua moglie
- Una donna non può avere qualcuno che visiti casa sua fino a che non abbia ottenuto il permesso del marito. Un uomo non ha bisogno del permesso per gli ospiti in casa sua
- Gli angeli maledicono la donna se suo marito si separa dal suo letto. Il marito non riceve questa maledizione
- Una donna deve avere il permesso di suo marito prima di lasciare casa. Un uomo non necessita del permesso di sua moglie per lasciare casa. “ qui
Cinque soldati musulmani di stanza a Fort Jackson, nel South Carolina, sono stati arrestati prima di Natale per aver tentato di avvelenare il cibo dei commilitoni diretti in Iraq e Afghanistan: la notizia e’ stata divulgata oggi dalla Cbn. (RCD) qui
La moglie dell’imam denuncia il marito per maltrattamenti, lesioni personali, minacce durate vent’anni
Verrà interrogato oggi dai carabinieri di Bologna Said Mahdi Nasr, 50 anni, uno degli imam del centro Culturale islamico di Bologna. Di lui si è già parlato in passato, per i suoi sermoni in moschea che esaltavano i martiri in nome dell’Islam. Stavolta a denunciarlo sono stati la moglie e il cognato. (…) Qualche anno fa ha condannato duramente dalle colonne di un quotidiano locale un episodio simile accaduto ad un altro esponente della comunità islamica bolognese ricordando che se si vive in Italia bisogna rispettarne le regole. qui
Ricapitoliamo. Due gruppi di extracomunitari si scontrano e ci scappa il morto: un giovane egiziano accoltellato al petto. Circa trecento nordafricani mettono a ferro e fuoco via Padova ed altre vie, distruggendo negozi e sfasciando automobili al grido di “Allahu akbar, italiani bastardi vi ammazziamo tutti”. Sì, l’immigrazione è una ricchezza.
E siccome gli italiani sono “bastardi” e “razzisti”, «due magrebini hanno accoltellato un algerino in via Porpora, non lontano dal luogo dell’omicidio del diciannovenne nordafricano di sabato scorso». qui
«In grande, il compito del velo è quello di salvaguardare la società perché, magari, se la donna fosse più coperta, se si mostrasse solo al suo uomo, ci sarebbero meno stupri, meno tradimenti». qui
L’abbigliamento islamico protegge davvero la donna dalle molestie e dagli stupri?
«Le donne musulmane vengono molestate da uomini musulmani nelle moschee e nelle scuole islamiche.»
«(…) Conosco gli uomini che mi hanno molestata. Due di loro mi hanno importunata e un altro ha tentato di violentarmi. E’ accaduto in moschea e in famiglia.»
«(…) Sapete quante volte accade durante il pellegrinaggio (hajj)?» qui
(…) Trecento nordafricani scendono in strada, anche per impedire che la vittima venisse portata via, volevano garantirle una sepoltura in tempi brevi, come prevede l’Islam. Per un centinaio, la rabbia è furore cieco. Sette auto sono state ribaltate in via Padova e altre due in via Leoncavallo, lì dietro (dove un tempo c’era il centro sociale che, se non fosse stato sgomberato, forse avrebbe potuto funzionare da punto di riferimento e aggregazione), un’altra ventina tra auto e motorini sono stati danneggiati, e poi sono state prese di mira vetrine e insegne di cinque negozi gestiti da latinoamericani. «Quello che è accaduto è il risultato del governo di questa città e di questo paese - dice ancora Ahmed – Ed è solo l’inizio». qui
(Photoviews)
«Ecco tutte le casbah d’Italia dove gli italiani sono ospiti»
Da Nord a Sud sono sempre di più le città dove la presenza degli stranieri ha messo in fuga i nostri connazionali . I commercianti allargano le braccia: «Ormai qui comandano solo loro e noi viviamo nel terrore». qui
Mezz’ora di follia, una cinquantina di nordafricani inferociti per la morte di un loro connazionale (…) Comincia a salire la presenza di immigrati, soprattutto africani e sudamericani. Il tessuto sociale si degrada rapidamente, e i pochi italiani rimasti assistono quotidianamente a risse e spaccio. Una cinquantina si stacca dal gruppo per andare al vicino consolato egiziano, lasciando sul posto le forze dell’ordine a fare la guardia al morto. E appena svoltato l’angolo, scoppia la guerra. Tutte le auto incontrate nel loro cammino si ritrovano con i cristalli in frantumi o rovesciate. I teppisti minacciano chiunque si pari davanti, urlano che vogliono tagliare la gola ai sudamericani e nel frattempo spaccano le vetrate dei negozi. qui
(Foto Salerno. Fonte Corriere)
«Cara sorella porta con tè un asino in cimitero, se tu senti le urla e lui incomincia a ragliare e scappare allora potresti essere colei che veicola fiumi di gente all’islam perchè questo potrebbe essere un sistema di fare dawa estrema, si dice che anche qui in italia circoli un nastro contenente le urla della gente all’inferno a circa 1000 metri di profondità, questa fu una registrazione a bassa frequenza fatta in russia e poi accidentalmente furon trasposte le frequenze perchè fossero udibili ed il risultato fu agghiacciante, dicono sia una storia vera! AlLàh ne sà di più!» qui
Kurt Westergaard: «(…) La Danimarca ha dato moltissimo ai poveri di tutto il mondo, siamo un faro della solidarietà internazionale. I musulmani non avevano nulla quando sono arrivati qui e noi gli abbiamo dato tutto, case, scuole, soldi, moschee. Avevano la miglior prospettiva e i danesi oggi si chiedono perché non ci sia in loro alcuna gratitudine e rispetto per la nostra tradizione democratica occidentale. Nella secolarizzazione danese i musulmani potevano godere di ogni libertà religiosa. Ma hanno rigettato lo spirito democratico. (…) La mia vignetta era il tentativo di far luce su quei fanatici che giustificano le bombe, gli omicidi e altre atrocità con i versetti del Profeta. Se così tanti musulmani pensavano che la loro religione non approvava simili gesti, avrebbero dovuto alzarsi e dichiarare che questi violenti falsificavano il vero islam. Invece pochi lo hanno fatto». (G. Meotti, Informazione Corretta)
«(…) si studiano tutte per cercare di dimostrare la “compatibilità” dell’Islam con tutti gli idola della società moderna (democrazia, pacifismo, femminismo, scientismo, etc. etc.) e per “accomodare” l’Islam e la sua Legge Sacra “ai tempi”, “alla società”, e persino “alle mode”. (…) Come musulmani dovremmo puntare a cambiare la realtà che ci sta attorno, come veicoli di miglioramento, di da`wah.» qui
Ma che razza di Paese è questo? È un Paese senza dignità. È un Paese dove c’è un’opposizione che non solidarizza con il governo nemmeno il giorno in cui si assalta un’ambasciata. È un Paese che non difende la bandiera. Che razza di sinistra è questa? È una sinistra che si permette di rimproverare il premier con ipotetiche connivenze con i regimi dittatoriali, ma che poi quando nei Paesi dei piccoli satrapi, e del totalitarismo religioso, viene bruciato il tricolore se ne rimane zitta e muta. Oppure – ancora peggio – come nel caso di quell’anacronismo che risponde al nome di Pdci si mette dalla parte dei mullah, dei turbanti, degli integralisti. (…) qui
«I Musulmani Salafi dovrebbero impegnarsi nei media americani – che si tratti di televisione o radio o stampa – al fine di chiarire i dubbi, gli equivoci e le bugie emesse contro l’Islam da parte dei nemici tra i miscredenti e i Musulmani deviati?» qui
Lui lo ha fatto: ha creato una televisione per “chiarire i dubbi, gli equivoci e le bugie emesse contro l’Islam” dai miscredenti. Poi ha decapitato la moglie perché dopo anni di abusi aveva deciso di divorziare.
È meglio precisare subito che il Consiglio d’Europa è un (costoso) baraccone che con l’Europa, intesa come Comunità europea, non c’entra niente. (…) Hammarberg esorta a non chiamare più clandestini i clandestini ed anzi, chiede con baldanzosa insistenza che dal vocabolario spariscano le parole «clandestino» e «clandestinità». Questo perché, spiega mister Hammarberg, definendolo clandestino si criminalizza il clandestino medesimo e «la criminalizzazione delle migrazioni è una risposta inadeguata a un fenomeno sociale complesso». Non basta: «Criminalizzare l’entrata e la presenza irregolare dei migranti in Europa lede i principi sanciti dal diritto internazionale» e, questa è davvero forte, «genera ulteriore stigmatizzazione e marginalizzazione dei migranti». qui















































