La Corte di Strasburgo usa due pesi e due misure: condanna l’Italia ma lascia libertà d’azione a Spagna, Malta, Francia e Grecia

(…) La Corte naturalmente fa il suo mestiere e valuta la violazione dei diritti umani. Peccato che si decida in punta di diritto un problema che riguarda l’Europa intera, scaricandolo sulle spalle di Roma. Ad ogni ondata migratoria parte la gara a spostarsi e a lasciare il cerino nelle mani del nostro governo. (…) Malta non si fa scrupoli e non interviene nemmeno quando le carcasse del mare sono sul punto di rovesciarsi e le vite di quei poveracci sono un azzardo senza futuro. E Parigi? E Madrid? (…)  qui

Una badante ucraina di 45 anni è stata accoltellata domenica notte da un marocchino di 30, con cui aveva una relazione da qualche anno. Difficile da accettare la motivazione del gesto: il marocchino (disoccupato e con vari precedenti) voleva tagliarle la testa, perché la relazione sessuale che aveva con lei lo faceva sentire impuro. qui

Ha espresso con chiarezza il senso della loro protesta ed ha incarnato il volto meno raccontato dell’immigrazione, quella che prende un megafono in meno e risponde a tono, in un buon italiano, ai politici di turno. Inizia con un no all’aumento della tassa sul permesso di soggiorno: “La crisi non l’abbiamo creata noi, quindi non la paghiamo noi“, avverte.
Ma il suo è un no deciso anche alle prove introdotte per ottenere il permesso: “Ci chiedono 500 ore di studio dell’italiano. E ci chiedono l’educazione civica. Ma i politici la sanno l’educazione civica?”. qui

Un centinaio di immigrati hanno manifestato questa mattina a Roma, davanti a Palazzo Chigi, per protestare contro la tassa sui permessi di soggiorno entrata in vigore il 31 gennaio con il decreto Maroni-Tremoti: 80 euro per un anno, 100 euro per due anni e 200 anni per il lungo periodo. «Questa è vera discriminazione, è una tassa razzista – dice dal megafono Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale immigrazione RdB-USB -, chi chiedono un pagamento solo perchè siamo immigrati». «Oggi siamo qui in piazza per chiedere solo che vengano tutelati i nostri diritti – continua Soumahoro – perchè il colore della pelle continua ancora a pesare sulle nostre buste paga, dalle quali vengono trattenute le tasse che paghiamo come tutti gli italiani». qui

Solo pochi giorni fa, sciarpa rossa al collo, era fra i relatori del convegno “Holliwoodism”, uno degli eventi a margine del Fajr Film Festival che si è appena concluso a Teheran. E ora, durante un viaggio a Isfahan, si è convertito all’Islam sciita e tornerà a New York con un nuovo nome, Sean “Ali” Stone. «Non parlerei di conversione, quanto piuttosto di un’accettazione del messaggio, dell’insegnamento e della saggezza del Profeta Mohammad. Ora mi considero al tempo stesso un ebreo, quale era mio nonno, un cristiano e un musulmano», ha detto Sean. qui

Vuole cambiare religione, lasciare l’Islam e diventare geovita. Ma il compagno tunisino reagisce violentemente, prendendola a pugni davanti ai loro due figli e minacciandola di morte.  qui

Jesse Curtis Morton, un musulmano convertito di Brooklyn, si dichiarerà colpevole in risposta all’accusa di minacce nei confronti degli autori della serie animata South Park, presi di mira per aver rappresentato il profeta Maometto con un costume da orso. (…) Morton è tra gli autori di un comunicato in cui si auspicava per i creatori di South Park “la fine di Theo Van Gogh“, il regista olandese assassinato nel 2004 per aver realizzato un film giudicato offensivo per l’Islam. (…) Le dichiarazioni contro gli autori di South Park, Trey Parker e Matt Stone, sarebbero state scritte con il ventunenne Zachary Adam Chesser, anch’egli convertito alla religione islamica, già condannato a 25 anni di carcere per aver collaborato con l’organizzazione terroristica Al-Shabaab. (TMNews)

(…) «Mio marito è innocente, non ha mai fatto del male a nessuno, se avesse picchiato uno dei miei figli, sarei stata io la prima a denunciarlo. La verità è che in questa storia c’è soltanto razzismo».
«Se fossimo stati italiani tutto questo non sarebbe successo», dice Rehab, che accusa i magistrati di pregiudizio.
Dice Rehab: «Non so da dove il giudice tragga le sue convinzioni, ma la realtà delle famiglie nordafricane musulmane non si differenzia da quella delle famiglie italiane cattoliche».
Rehab difende su tutto il marito, che è stato arrestato mentre si stava imbarcando a Orio su un volo diretto in Egitto. «Non scappava – dice – ma andava a prendere certificati medici per dimostrare che la bambina aveva dei problemi».
Agli inquirenti hanno detto che si tratta di epilessia, spiegando che sarebbe l’origine delle lesioni (27 ne hanno contate i medici) trovate sul corpo della figlia che aveva anche il segno di un morso sulla schiena. «Quello – sostiene Rehab – lo aveva dato Ashraf per cercare di rianimarla quando aveva perso conoscenza». qui

Luci e ombre sull’integrazione degli immigrati in Germania.  (…) A destare preoccupazione, infine, sono le statistiche relative alla criminalità: il numero di stranieri finiti sotto processo è praticamente due volte la media nazionale, con una particolare incidenza della delinquenza giovanile. qui

(…) “Abberrante negare il diritto di cittadinanza”. Chi viene in Italia, assicura ancora Mogavero, “lo fa perché vuole vivere, vuole lavorare con dignità e abnegazione. Nessuno ci vuole aggredire e tantomeno imporci religioni e culture diverse dalle nostre. Ma i figli degli immigrati che nascono sul suolo italiano hanno tutto il diritto di avere la cittadinanza italiana, se lo vogliono. E’ aberrante, non andare in questa direzione se gli immigrati che lavorano in Italia pagano le tasse, mandano i loro figli a scuola, hanno diritto all’assistenza medica”.  Purtroppo, ammette il vescovo, “tra i politici non tutti la pensano così, come pure nelle gerarchie ecclesiastiche, mentre tra la base cattolica, tra le migliaia di parroci che vivono accanto alla gente comune, l’attenzione a questi diritti è pressoché unanime”.  qui

(…) La criminalità in Italia sta vivendo una svolta. Nel 2011, dopo anni di calo costante, c’è stata un’impennata a sorpresa dei reati contro il patrimonio, aumentati del 15 per cento rispetto al 2010. I furti in appartamento sono cresciuti nell’ultimo anno del 15 per cento, così come le rapine e i borseggi. Gli omicidi sono “stabili”: 610 casi nel 2011. Aumenta invece il peso degli stranieri nella contabilità criminale. La percentuale degli immigrati senza permesso di soggiorno nel totale delle denunce per reati legati alla droga è arrivata a 34.5 per cento. Un record, non è mai stata così alta.  qui

(…) Il radicalismo islamico è in continua ascesa in Bosnia Erzegovina.  (…) “Negli ultimi anni – denuncia ancora il cardinale, citato dai media – nella sola Sarajevo sono state costruite almeno 70 nuove moschee”, mentre servirebbero anni per edificare una nuova chiesa.

Stando ad un rapporto sull’Islam radicale in Bosnia pubblicato nel 2010 dal portale cristiano persecution.org, “denaro in arrivo dai Paesi islamici viene riciclato attraverso organizzazioni ‘umanitarie’ per finanziare l’educazione di almeno 100.000 giovani bosniaci musulmani”. I migliori dei quali seguono anche “corsi aggiuntivi” in arti marziali, utilizzo di armi ed esplosivo.

Gli ultimi dati ufficiali sulla popolazione bosniaca risalgono al censimento del 1991, precedente allo scoppio della guerra civile.

Secondo alcune stime, attualmente i musulmani rappresentano oltre il 50% dei circa quattro milioni di bosniaci, mentre i cristiani, principalmente di confessione ortodossa, sarebbero circa il 40%. qui

Un folto gruppo di immigrati, soprattutto provenienti dall’Africa, ha sfilato in corteo per la città per poi radunarsi sotto la Prefettura, a Piazza del Plebiscito.  Gli slogan sono anche in francese e in inglese, oltre che in italiano. La mobilitazione è nata per contestare ogni forma di razzismo e chiedere maggiore dignità alla condizione dell’immigrazione.
Parole d’ordine quindi: diritti, solidarietà e libertà. Inoltre i manifestanti hanno esibito un grande striscione giallo con la scritta: “Permesso di soggiorno per tutti gli immigrati e i rifugiati politici, sanatoria. qui

Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo.  Fiamma Nirenstein, qui

(…) All’interno della scuola primaria di Bruxelles, le percentuali sono così ripartite: il 47 per cento dei bambini segue lezioni di religione islamica, il 28 per cento circa di “morale laica” e solo il 23,3 per cento di religione cattolica. Quest’ultima, a seguito della secolarizzazione dilagante, diminuisce la sua influenza nella scuola. (…)
La condizione di Bruxelles è specchio di una nazione intrinsecamente ricca di conflitti confessionali. E solo qui gli islamici sembrano prendere il sopravvento. D’altronde, insieme a Londra e alla svedese Malmö, Bruxelles è una delle capitali “musulmane” europee, con circa 300 mila musulmani di cui il 60 per cento praticante. Alcuni di essi sono abitanti locali convertiti, per lo più giovani: come Muriel Degauque, morta a Bagdad in un attentato suicida nel 2005. qui

(…) Se il testo dovesse essere approvato in Assemblea nazionale, non solo le assistenti per l’infanzia che lavorano negli asili, nelle scuole (dove il foulard islamico e’ gia’ vietato), nei centri educativi ed in tutte le strutture per l’infanzia, ma anche le tate che accudiscono i bimbi in casa non potranno piu’ portare il velo islamico. ”I genitori hanno diritto a volere una tata che sia neutra dal punto di vista religioso”, ha detto la senatrice di sinistra Francoise Laborde, difendendo il testo mentre in Senato si e’ acceso un vivo dibattito. Hanno votato contro il progetto di legge i Verdi, mentre il partito di destra, l’Ump, si e’ diviso tra astensioni e voti contrari. qui

Al centro della vicenda, Antonino Verduci, giovane calabrese che vive a Treviglio, nel Bergamasco, dove da circa un anno ha aperto una macelleria. Nelle ultime settimane gli affari andavano peggiorando poiché, secondo lui, in paese si era sparsa la voce che la sua fosse una macelleria musulmana. Da qui l’idea di rassicurare i clienti sulla provenienza dei prodotti, mettendo in vetrina un cartello con scritto “macelleria italiana”, accanto al tricolore. E così si è scatenata la bufera: insulti e offese hanno cominciato ad arrivare soprattutto via Internet, da parte di chi non ha esitato ad accusare il macellaio di razzismo.

Nel frattempo, però, il negozio è tornato a ripopolarsi di tanti bergamaschi, che invece si sono dimostrati solidali con il macellaio. Nei giorni scorsi, sempre su Facebook, alcuni trevigliesi hanno pure aperto un gruppo intitolato “Coraggio, macellaio italiano”, per sostenere il giovane calabrese e organizzare un volantinaggio a sostegno del suo negozio . qui

«Il fenomeno della criminalità transfrontaliera ci preoccupa moltissimo. Fanno paura i dati sull’aumento dei reati in Lombardia. Si parla di una crescita del 33%.» (…) La tesi di Gobbi è semplice: quanto accade in Lombardia, l’incremento cioè dei crimini, si proietta inevitabilmente in Ticino, terra di frontiera e porta Sud d’Europa.  (…) «Noi non abbiamo mai negato l’asilo a nessuno, ricordo anzi che negli anni ’90 il nostro Cantone ha accolto migliaia di rifugiati kosovari in fuga dalla guerra. Il fatto è che oggi la tipologia dei migranti è cambiata, non più famiglie che lottano per la vita ma giovani che abusano del nostro Stato di diritto». qui

(…) “il decreto firmato dagli (ex) Ministri Tremonti e Maroni con l’introduzione delle tasse sui rinnovi e rilasci dei permessi di soggiorno va abrogato, in quanto decreto rapina oltre che vergognoso”. Così la richiesta rivolta al governo Monti da parte del Responsabile nazionale Immigrazione dell’Unione Sindacale di Base (USB) Soumahoro Aboubakar. (…) “il Governo Monti non può lasciare che entri in vigore il 30 gennaio prossimo questa norma imposta ai migranti negli ultimi anni, che sa di discriminazione e populismo. Oltre che nuove tasse, bisogna rompere il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Perché sono centinaia di migliaia i lavoratori migranti che oltre ad aver perso il lavoro, si ritrovano oggi nel rischio di finire in CIE”. (…) qui

Nasce il visto per il volontariato. A istituirlo è il Decreto del Ministero degli affari esteri dell’11 maggio 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 dicembre 2011. (…) La legge precisa che si presterà particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale ed offra adeguate garanzie sull’uscita dal territorio degli Stati membri alla scadenza del visto richiesto. Il permesso non è convertibile in nessun altro tipo di permesso di soggiorno e non può essere rinnovato. qui

La Natività del Caravaggio

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