Un folto gruppo di immigrati, soprattutto provenienti dall’Africa, ha sfilato in corteo per la città per poi radunarsi sotto la Prefettura, a Piazza del Plebiscito.  Gli slogan sono anche in francese e in inglese, oltre che in italiano. La mobilitazione è nata per contestare ogni forma di razzismo e chiedere maggiore dignità alla condizione dell’immigrazione.
Parole d’ordine quindi: diritti, solidarietà e libertà. Inoltre i manifestanti hanno esibito un grande striscione giallo con la scritta: “Permesso di soggiorno per tutti gli immigrati e i rifugiati politici, sanatoria. qui

Chi è familiare con la storia dell’Islam sa che pregare e costruirsi un luogo di culto al posto di quello ebraico o cristiano è una norma di conquista. (…) Oggi l’immigrazione musulmana in Europa aumenta mentre le Chiese chiudono i battenti: ce ne dà le cifre, impressionanti, Soeren Kern, senior fellow del Gruppo di Studi Strategici per le Relazioni Transatlantiche basato a Madrid. La proliferazione di moschee in luoghi di culto cristiani abbandonati, secondo Kern, riflette il declino del Cristianesimo e la veloce crescita dell’Islam in Europa, fino al rimpiazzo.  Fiamma Nirenstein, qui

(…) All’interno della scuola primaria di Bruxelles, le percentuali sono così ripartite: il 47 per cento dei bambini segue lezioni di religione islamica, il 28 per cento circa di “morale laica” e solo il 23,3 per cento di religione cattolica. Quest’ultima, a seguito della secolarizzazione dilagante, diminuisce la sua influenza nella scuola. (…)
La condizione di Bruxelles è specchio di una nazione intrinsecamente ricca di conflitti confessionali. E solo qui gli islamici sembrano prendere il sopravvento. D’altronde, insieme a Londra e alla svedese Malmö, Bruxelles è una delle capitali “musulmane” europee, con circa 300 mila musulmani di cui il 60 per cento praticante. Alcuni di essi sono abitanti locali convertiti, per lo più giovani: come Muriel Degauque, morta a Bagdad in un attentato suicida nel 2005. qui

(…) Se il testo dovesse essere approvato in Assemblea nazionale, non solo le assistenti per l’infanzia che lavorano negli asili, nelle scuole (dove il foulard islamico e’ gia’ vietato), nei centri educativi ed in tutte le strutture per l’infanzia, ma anche le tate che accudiscono i bimbi in casa non potranno piu’ portare il velo islamico. ”I genitori hanno diritto a volere una tata che sia neutra dal punto di vista religioso”, ha detto la senatrice di sinistra Francoise Laborde, difendendo il testo mentre in Senato si e’ acceso un vivo dibattito. Hanno votato contro il progetto di legge i Verdi, mentre il partito di destra, l’Ump, si e’ diviso tra astensioni e voti contrari. qui

Al centro della vicenda, Antonino Verduci, giovane calabrese che vive a Treviglio, nel Bergamasco, dove da circa un anno ha aperto una macelleria. Nelle ultime settimane gli affari andavano peggiorando poiché, secondo lui, in paese si era sparsa la voce che la sua fosse una macelleria musulmana. Da qui l’idea di rassicurare i clienti sulla provenienza dei prodotti, mettendo in vetrina un cartello con scritto “macelleria italiana”, accanto al tricolore. E così si è scatenata la bufera: insulti e offese hanno cominciato ad arrivare soprattutto via Internet, da parte di chi non ha esitato ad accusare il macellaio di razzismo.

Nel frattempo, però, il negozio è tornato a ripopolarsi di tanti bergamaschi, che invece si sono dimostrati solidali con il macellaio. Nei giorni scorsi, sempre su Facebook, alcuni trevigliesi hanno pure aperto un gruppo intitolato “Coraggio, macellaio italiano”, per sostenere il giovane calabrese e organizzare un volantinaggio a sostegno del suo negozio . qui

«Il fenomeno della criminalità transfrontaliera ci preoccupa moltissimo. Fanno paura i dati sull’aumento dei reati in Lombardia. Si parla di una crescita del 33%.» (…) La tesi di Gobbi è semplice: quanto accade in Lombardia, l’incremento cioè dei crimini, si proietta inevitabilmente in Ticino, terra di frontiera e porta Sud d’Europa.  (…) «Noi non abbiamo mai negato l’asilo a nessuno, ricordo anzi che negli anni ’90 il nostro Cantone ha accolto migliaia di rifugiati kosovari in fuga dalla guerra. Il fatto è che oggi la tipologia dei migranti è cambiata, non più famiglie che lottano per la vita ma giovani che abusano del nostro Stato di diritto». qui

(…) “il decreto firmato dagli (ex) Ministri Tremonti e Maroni con l’introduzione delle tasse sui rinnovi e rilasci dei permessi di soggiorno va abrogato, in quanto decreto rapina oltre che vergognoso”. Così la richiesta rivolta al governo Monti da parte del Responsabile nazionale Immigrazione dell’Unione Sindacale di Base (USB) Soumahoro Aboubakar. (…) “il Governo Monti non può lasciare che entri in vigore il 30 gennaio prossimo questa norma imposta ai migranti negli ultimi anni, che sa di discriminazione e populismo. Oltre che nuove tasse, bisogna rompere il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Perché sono centinaia di migliaia i lavoratori migranti che oltre ad aver perso il lavoro, si ritrovano oggi nel rischio di finire in CIE”. (…) qui

Nasce il visto per il volontariato. A istituirlo è il Decreto del Ministero degli affari esteri dell’11 maggio 2011, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 dicembre 2011. (…) La legge precisa che si presterà particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale ed offra adeguate garanzie sull’uscita dal territorio degli Stati membri alla scadenza del visto richiesto. Il permesso non è convertibile in nessun altro tipo di permesso di soggiorno e non può essere rinnovato. qui

La Natività del Caravaggio

In Gran Bretagna hanno superato quota cento i tribunali islamici organizzati in base alla sharia. Alla Camera dei Lord è stato appena introdotto un disegno di legge, fortemente promosso dall’ex arcivescovo anglicano Michael Nazir Ali, che cercherà di regolare l’anarchia delle corti musulmane. Ma il fenomeno si sta ormai allargando a macchia d’olio in tutta Europa. Due corti islamiche sono state appena inaugurate a Bruxelles e Anversa, il cuore dell’Unione europea. Potranno sanzionare la poligamia, il diritto di “redarguire” le mogli, il divorzio veloce e prevenire i matrimoni misti. (…) Giulio Meotti, qui

(…) L’Islam è sempre stato la fobia dell’Europa, paura basata sull’ignoranza. Ma non c’è da aver paura: in Tunisia non ci sono partiti islamici ma di ispirazione islamica. Sono moderati e rinnegano ogni espressione di violenza. Inoltre, il premier chiede all’Occidente di aiutare le neodemocrazie nordafricane, fornendo quell’assistenza economicache permette alle nuove società di rispondere alle aspettative della gioventù.” Lo afferma il premier ad interim tunisino, Beji Caid Essebsi. qui

Voleva solo accudire la moglie che aveva appena partorito. Ma in ospedale non gliel’hanno permesso. Il motivo? Le compagne di stanza della moglie erano di religione musulmana. E mostrare le proprie nudità a un uomo che non sia il marito è assolutamente vietato. Anche se si tratta del gesto più naturale del mondo come quello dell’allattamento. Così la “veglia” notturna delle proprie mogli è stato consentito solo ai mariti musulmani. Mentre gli italiani (cattolici) hanno dovuto pazientare. (…)  qui

In tutti i Paesi monitorati la maggioranza dei cittadini si dichiara preoccupata soprattutto dall’immigrazione clandestina, con una media europea del 67% e picchi in Spagna (74%) e in Italia, che con l’80% di “preoccupati” detiene il record negativo.

È alto il numero dei cittadini che non condivide le scelte del proprio governo in materia di immigrazione, con il 68% degli europei e il 73% degli americani che giudicano l’operato dell’esecutivo “poco” o “molto poco” soddisfacente. I meno entusiasti sono proprio gli italiani, che giudicano il proprio governo (il governo Berlusconi, visto che il sondaggio è stato effettuato nel settembre 2011) in maniera negativa o molto negativa a larga maggioranza (83%), un dato in aumento rispetto al 70% del 2010. (…)

Il 60% degli italiani e il 51% degli spagnoli ritiene preferibile che sia l’Unione Europea a stabilire le quote di immigrati per ciascuno dei Paesi, con aumenti significativi rispetto al 2010 quando le percentuali erano pari rispettivamente al 47% e al 34%. qui

«E’ evidente che la campagna di inusitato odio razzista, xenofobo e islamomofobo orchestrata da alcuni gruppi e partiti politici, giornalisti, curatori di blog e siti anti-islamici e da specifici utenti di determinati social-network sta cominciando a produrre le sue prime gravissime conseguenze. Invitiamo con forza la Magistratura e le Forze dell’Ordine di questo Paese a vigilare attentamente sull’operato criminale di alcuni gruppi e individui, i quali giornalmente incitano apertamente all’odio razziale e alla xenofobia nei confronti di esseri umani che hanno soltanto la colpa di avere il colore della pelle o la religione diversa dalla loro(…).» qui

«(…) I Musulmani non combattono nessuno fino a quando non gli hanno parlato della religione di Allah e dato loro la possibilità di scegliere tra due cose: o accettare l’Islam o, in caso di rifiuto dell’Islam, mantenere le loro religioni, pagando la Jizyah (tassa) ai Musulmani in cambio della protezione. Se essi rifiutano entrambe queste scelte, allora sono da combattere (…) Tra queste sentenze vi è che dobbiamo amare per la causa di Allah e odiare per la causa di Allah

«Questi cosiddetti diritti e libertà con i quali si appellano a tutte le persone affinché ne godano, indipendentemente dalla religione, rendono il monoteista e il politeista ugualmente degni di tali dirittie libertà, per cui lo schiavo di Allah e lo schiavo di Shaytān sono posti sullo stesso piano, e ad ogni adoratore di rocce, idoli o persone è concesso il diritto e la libertà di godere del suo kufr ed eresia. Ciò è contrario alle leggi di Allah in questo mondo e nell’Aldilà.» qui

«(…) Se ti dicessero: “Chi sono le creature peggiori le quali siamo obbligati ad odiare (per le opere malvagie da loro commesse)?” Dì: Sono gli ebrei, i cristiani e gli adoratori degli idoli. La prova per questo è il detto di Allah: “In verità i miscredenti, fra gente della Scrittura, e gli associatori, saranno nel fuoco dell’Inferno, dove rimarranno in perpetuo. Di tutta la creazione essi sono i più abbietti“. [Al-Bayyina: 6] Ed Allah dice: “Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato”. [Al-Mujâdala: 22]» qui

L’Egitto ha un enorme problema. qui


«Giacomo Biffi: Sull’immigrazione. Intervento dell’arcivescovo di Bologna al Seminario della Fondazione Migrantes, 30 settembre 2000»

(…) Gli islamici – nella stragrande maggioranza e con qualche eccezione – vengono da noi risoluti a restare estranei alla nostra “umanità” (…) più o meno dichiaratamente, essi vengono a noi ben decisi a rimanere sostanzialmente “diversi”, in attesa di farci diventare tutti sostanzialmente come loro

(…) Per quanto possa apparire estraneo alla nostra mentalità e persino paradossale, il solo modo efficace e non velleitario di promuovere il “principio di reciprocità” (…) sarebbe quello di consentire in Italia per i musulmani, sul piano delle istituzioni da autorizzare, solo ciò che nei paesi musulmani è effettivamente consentito per gli altri. (…) Io penso – dicevo – che l’Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. qui

(…) Secondo i dati ufficiali, ovvero le richieste di aiuto che arrivano ai diversi consolati, solo a Dubai sono quasi 100 le domestiche in cerca di protezione ogni mese. Denunciano violenze fisiche, psicologiche, sessuali e mancati pagamenti da parte dei loro datori di lavoro. Tutti i consolati spiegano che il loro personale è impegnato principalmente ad assistere le housemaid in difficoltà (…)

Hawa è scappata da una famiglia di emiratini. Ha appena 17 anni e le hanno dato un passaporto con una data di nascita falsa perché potesse comunque entrare negli Emirati. È riuscita a fuggire dalle terribili violenze dei suoi datori di lavoro che, oltre a picchiarla e minacciarla, le hanno rasato persino i capelli. «La moglie era gelosa delle attenzioni del marito per me. Penso sia questo il motivo per cui mi picchiavano e mi urlavano dietro tutto il giorno».

Sono in molte a raccontare della gelosia delle donne emiratine nei loro confronti e delle molestie, che spesso sfociano in aggressioni sessuali, dei mariti. Le davano un solo pasto al giorno e non poteva telefonare a nessuno. (…) Si stima che nella prigione femminile di Dubai ci siano oltre 4000 domestiche fuggite dalle famiglie. In carcere subiscono violenze sessuali dai poliziotti e si ammalano, molto spesso di Aids (…). qui

«(…) Gesù (p.s.l.), il quale è vissuto 2000 anni fa, è un messaggero benedetto di Allah. Egli gode di una stima elevata sia in questo mondo che nell’altro, come rende noto il Corano. La vera religione da lui recata permane ancora oggi, sebbene soltanto di nome. Questo perché l’insegnamento originale comunicato da Gesù (p.s.l.) è oggi distorto. Anche il libro di Allah rivelato a Gesù (p.s.l.) è oggigiorno tale soltanto nominalmente. Il testo originale di questo libro è oggi inaccessibile. Le fonti cristiane hanno subito varie alterazioni e distorsioni. 

Ne consegue che è inverosimile pensare di potere ottenere ora una vera conoscenza di Gesù (p.s.l.) sulla base di fonti cristiane. Le uniche fonti dalle quali è possibile ricavare una conoscenza accurata di Gesù (p.s.l.) sono il Corano, il libro che, come Allah assicura, rimarrà inalterato sino al Giorno del Giudizio, e la Sunnah del Suo Messaggero. (…)» qui

Abu Hurairah (ra) ha narrato: “Il Profeta, la pace sia su di lui, ha detto: ‘Non c’è alcun profeta fra me e lui, vale a dire, ‘Isa, la pace sia su di lui. Egli discenderà (sulla terra). Quando lo vedrete, riconoscetelo: un uomo di statura media, capigliatura rossastra, con indosso due indumenti di colore giallo chiaro, dal cui capo, sebbene non bagnato, sembrerà che cadano gocce. Egli combatterà la gente per la causa dell’Islam. Spezzerà la croce, ucciderà il maiale, e abolirà la jizyah. Allah cagionerà la distruzione di tutte le religioni eccetto dell’Islam. Annienterà il Dajjal e vivrà sulla terra per quaranta anni, poi morirà . I Musulmani pregheranno per lui.’” (Abu Dawud). qui

(…) El Sisi annuncia una partecipazione di almeno 150 musulmani alla manifestazione nata per rivendicare il diritto alla moschea della comunità islamica (…) «Un diritto che ci viene negato con ogni mezzo da 6 lunghissimi anni, soprattutto per volontà del Pdl e della Lega che non ci concedono alcuno spazio di culto in barba alla Costituzione». Il tragitto del corteo (dalle 11 alle 13) non è privo di forte valenza simbolica: dai bastioni antichi della Como romana, gli islamici transiteranno in pieno centro storico fino ad arrivare in Comune. E quindi a 200 metri dal Duomo. Siccome al tracciato è stato garantito il benestare della Questura, tanto è bastato al deputato leghista, Nicola Molteni per infuriarsi: «E’ una vergogna che questo corteo sia stato autorizzato. Per la moschea a Como non c’ è posto, punto e basta (…)». qui

(…) Il signor El Sisi, architetto di mestiere, egiziano d’origine, anni 60, in Italia da 40, prescrive i seguenti passi:
1) scuse pubbliche degli italiani a tutti i musulmani.
2) sanzioni penali per i direttori dei giornali che hanno pubblicato le malaugurate vignette (par di capire che qualche settimana di carcere, anche con la condizionale – non essendo previste dal nostro ordinamento le nerbate sulla pubblica piazza, o il taglio della mano blasfema – potrebbe bastare. È il principio che conta).
3) Introduzione di una norma legislativa che tuteli i musulmani e il culto del Profeta.
4) Spazi sui principali quotidiani italiani (ma mica una notizia francobollo ogni tanto. Ci vuole una pagina intera per almeno quattro mesi, meglio un anno, con cadenza bisettimanale) affinché´ i musulmani possano spiegare agli italiani, con tutto il bell’agio che la materia merita, la figura e il pensiero di Maometto.

(…) Conosco i sentimenti della sua popolazione, la cultura, i valori. Ma c’è un ma». Sarebbe? «Che non devi ficcare il naso nelle mie credenze. Il Profeta, il Corano, Allah, Gesù, il Vangelo, la Bibbia, Abramo non devono essere toccati per nessun motivo. Perché´ la mia libertà finisce dove comincia la tua. E ogni buon musulmano preferisce immolare la sua vita piuttosto che vedere offesa la figura del Profeta. (…) Sì, ma le scuse formali non bastano. Per completare l’opera, soprattutto all’estero, ci vuole una maggiore diffusione del messaggio del Profeta. Ed esperti veri. Non gente come quel sedicente esperto del Corriere della Sera, che di Islam non capisce nulla. Gente che spieghi, che diffonda la parola del Profeta ». qui

(…) Previsto in quindici lingue, il Facebook islamico è stato lanciato a Istanbul, in un contesto elegante, e aprirà sedi al Cairo, Mosca, Dubai, Londra e New York. L’impressione è che dietro ci sono finanziamenti importanti. (…) Resta da vedere quanta voglia abbiano gli utenti di fede musulmana di abbandonare il Facebook originale. Per il momento sono in tanti (soprattutto donne), nella rete, a sfregarsi le mani al pensiero che diminuirà il numero di molestatori virtuali che chiedono l’amicizia per avanzare proposte indecenti. Guarda caso – scrive una signora in un post, usando un tono tutt’altro che politicamente corretto – “la maggior parte di questi tizi arrapati si chiama Mohammad”. Le polemiche non si fermano qui, perché in rete c’è chi fa notare come “i musulmani non abbiano inventato granché, certo non Facebook e Wikipedia, anche questa oggetto di plagio nel prossimo futuro, in violazione delle leggi sul copyright (…). qui

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